Al Gazometro di Roma l’azienda ha riunito stakeholder, partner e territori per presentare la 20ª edizione di “Eni for – A Just Transition”. Nel 2025 investiti oltre 460 milioni di euro in ricerca e sviluppo, mentre prosegue il percorso di decarbonizzazione con risultati in linea con gli obiettivi al 2030 e 2035.
La transizione energetica non può essere affrontata da soli. È questo il messaggio emerso dall’evento organizzato da Eni al Gazometro di Roma, dove l’azienda ha riunito partner, organizzazioni e stakeholder esterni per presentare la ventesima edizione di Eni for – A Just Transition, il report volontario che rendiconta i risultati raggiunti e le iniziative sviluppate nel corso del 2025 sul fronte della sostenibilità.
L’incontro è stato concepito come un momento di dialogo e confronto con tutti gli attori coinvolti nel percorso di trasformazione dell’azienda, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sulle sfide ambientali, sociali ed economiche che accompagnano la transizione energetica.
“L’evento nasce come presentazione del report di sostenibilità. Dalla relazione emerge chiaramente come tutte le azioni di sostenibilità si fanno in partnership, è importante il confronto con le parti, con i territori e quindi una naturale estensione del rapporto di sostenibilità”, ha dichiarato Luigi Sampaolo, Head of Sustainability Positioning and Stakeholder Engagement di Eni, “È proprio per questo che abbiamo pensato a un evento dove riunire le persone e le organizzazioni che con noi fanno questo percorso per la sostenibilità integrata nella strategia attraverso diverse direttrici strategiche”.
Il report evidenzia come, nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica e volatilità dei mercati energetici, il gruppo abbia raggiunto gli obiettivi fissati per il 2025. In particolare, le emissioni nette di gas serra delle attività Upstream si sono ridotte del 31% rispetto all’anno precedente e del 68% rispetto ai livelli del 2018, confermando il percorso verso l’azzeramento delle emissioni nette Scope 1 e 2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intera azienda entro il 2035.
A contribuire a questo risultato sono stati il monitoraggio costante delle emissioni di metano e il conseguimento del target di zero routine flaring nelle attività operate.
Per Eni, tecnologia e innovazione continuano a rappresentare strumenti essenziali per conciliare sicurezza energetica, competitività industriale e sostenibilità. Nel 2025 il gruppo ha destinato oltre 460 milioni di euro a ricerca e sviluppo, open innovation, digitalizzazione e tecnologie avanzate, con investimenti che spaziano dalla fusione a confinamento magnetico al supercalcolo a basso consumo energetico, fino alle soluzioni per la cattura e lo stoccaggio della CO₂, la bioraffinazione e il riciclo chimico delle plastiche.
“Oggi sappiamo che il trend dei consumi di richiesta energetica è in crescita nel mondo, parliamo di 20-30% nell’ultimo decennio, così come le emissioni. Ecco che in questo contesto l’innovazione la tecnologia può offrire le soluzioni per trovare degli assetti che siano sostenibili da un punto di vista sociale, economico e ambientale.” ha spiegato Lorenzo Fiorillo, Director Technology, R&D & Digital di Eni. “Parliamo di soluzioni per migliorare e decarbonizzare i trasporti attraverso i biocarburanti. Ma guardando ancora più in là, parliamo di tecnologie che parlano di fusione a confinamento magnetico e supercalcolo a basso consumo”.
I risultati operativi delle società satelliti confermano il ruolo crescente delle nuove tecnologie nel modello di business del gruppo. Plenitude ha raggiunto una capacità installata da fonti rinnovabili pari a 5,8 GW, con una crescita del 41% rispetto al 2024, proseguendo verso l’obiettivo di 15 GW entro il 2030. Negli Stati Uniti nel 2025 ha inoltre avviato in Texas il più grande impianto di accumulo a batterie del proprio portafoglio, con una capacità di 200 MW. É invece di questa settimana la notizia che Plenitude ha annunciato l’entrata in esercizio completa di Renopool, il più grande parco fotovoltaico realizzato dal gruppo a livello mondiale. Con l’avvio della produzione del blocco sud da 200 MW, il progetto situato nel comune di Solana de los Barros, nella provincia di Badajoz, in Estremadura, raggiunge infatti la sua capacità installata complessiva di 330 MW.
Anche Enilive ha accelerato il proprio percorso di crescita nel settore dei biocarburanti, sviluppando tre nuove bioraffinerie e due ulteriori progetti in Italia e all’estero. L’obiettivo è raggiungere entro il 2030 una capacità di lavorazione pari a 5 milioni di tonnellate annue, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per sostenere la produzione di HVO e Sustainable Aviation Fuel (SAF).
Sul fronte della decarbonizzazione industriale, il 2025 ha visto inoltre la nascita della società dedicata alle attività di Carbon Capture & Storage (CCS), costituita in joint venture con il fondo GIP. La nuova realtà avrà il compito di valorizzare il portafoglio di progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO₂, contribuendo ad accelerarne lo sviluppo.
Secondo Eni, questi risultati confermano la validità del modello satellitare adottato negli ultimi anni, considerato uno strumento strategico per attrarre capitali, valorizzare le diverse attività industriali e sostenere la crescita delle tecnologie necessarie alla transizione energetica.
