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Design Week

Design: l’Italia è leader in Europa con 6,3 mld di fatturato

Nel settore del design l’Italia è il primo paese per fatturato, con il 19,8% del valore complessivo attestato a 6,3 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto al 2022, anche per numero di addetti, di oltre 63.600, con un aumento del 5,2%, e con un valore aggiunto di 3,2 miliardi. È quanto emerge dall’ottava edizione del rapporto sulla Design Economy 2025 promosso da Fondazione Symbola con Deloitte Private, Poli.Design e ADI (Associazione per il Disegno Industriale), con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale.

“Il rapporto fotografa con chiarezza il ruolo crescente del nostro settore nell’economia italiana e la centralità del progetto come motore di innovazione” ha dichiarato Luciano Galimberti, presidente ADI. “Milano si conferma capitale internazionale del design, ma è l’intero sistema Paese a mostrare una vitalità diffusa, con nuove competenze, nuovi modelli formativi e un uso sempre più avanzato delle tecnologie come l’intelligenza artificiale. Per ADI, questa è la prova che il design italiano è pronto ad assumere un ruolo guida anche nel contesto globale. I dati confermano non solo il peso economico del settore, ma anche la sua funzione al servizio delle grandi trasformazioni: ambientale, digitale, sociale”.

I risultati

In Europa il settore del design, ovvero la progettazione e capacità di fornire soluzioni alle esigenze della società, calcola 281 mila operatori nel 2023, numeri che comprendono studi professionali, liberi professionisti e centri stili di imprese, per un valore di circa 31,5 miliardi di euro di fatturato e oltre 35mila addetti. Come già evidenziato Italia è al primo posto per fatturato, con il 19,8% del valore complessivo, e per numero di addetti, che aumenta del 5,2%. Con un valore aggiunto di 3,2 miliardi, si colloca al secondo posto per numero di imprese, stimate a oltre 46 mila. Inoltre il concetto di design si è evoluto nei confronti della connessione che si è formata tra design e Made in Italy, correlata principalmente sulla manifattura, l’arredo, la moda e la meccanica, ma non solo: altri ambiti di applicazione sono stati quello sanitario, con la progettazione funzionale sia dei dispositivi medici che degli ambienti ospedalieri, unendo l’aspetto della cura della persona all’ambiente, confermato dalla richiesta di servizi di eco-design per l’healthcare, che si attesta al 4,9%.

La fotografia del settore in Italia

Il settore del design conta 46 mila operatori tra cui imprese, liberi professionisti e autonomi che hanno generato un valore aggiunto pari a 3,2 miliardi, in aumento del 4%, con 63.485 mila occupati, in aumento de 0,3%. Le stime condotte a livello territoriale fanno emergere una forte concentrazione delle attività del design in Lombardia e, più nello specifico, nella provincia di Milano. Nel territorio lombardo, infatti, si trovano ad operare circa 14 mila imprese afferenti all’industria del design da cui proviene il 32,8% del valore aggiunto e il 27,5% dell’occupazione complessiva del settore. Una concentrazione geografica ancora più marcata emerge dal dato del valore aggiunto, dove la Lombardia con 1,1 miliardi di euro, in aumento del 7%, riesce ad assorbire quasi un terzo della ricchezza nazionale prodotta dal settore. Seguono Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, con valori pari a 433, 363 e 351 milioni di euro. Molise (+10,3%), Friuli-Venezia Giulia (+10,8%) e Marche (+11,2%) sono le regioni che hanno registrato l’aumento più significativo di valore aggiunto rispetto al periodo pre-covid (2019), ma anche la crescita del valore aggiunto della Liguria è da considerarsi più che positiva (+9,2%).

La principale capitale del design italiano è Milano: il capoluogo lombardo è capace di concentrare il 18,6% del valore aggiunto del settore sul territorio nazionale pari a 604 milioni generati. Milano è anche sede del Salone del Mobile e del Fuorisalone, la più grande manifestazione al mondo dedicata al design. Questa tendenza fa il paio con quella generale, visto che le imprese e i professionisti del design svolgono le loro attività prevalentemente nei centri metropolitani, dove hanno la possibilità di godere di una maggiore visibilità nazionale e internazionale. Torino (227,4 milioni di euro) e Roma (175,3 milioni di euro) si trovano rispettivamente in seconda e terza posizione; Bologna è quarta, con 112,3 milioni di euro.  Tra le province che compaiono nella top 20, Reggio Emilia, Verona e Venezia, sono quelle che hanno fatto registrare una crescita di valore aggiunto più significativa rispetto al 2019: +22,9%, +13,7% e +13,5% rispettivamente.

Criticità

Sono numeri che tracciano l’andamento positivo del settore in Italia, ma rimangono ancora delle criticità, a partire dall’occupazione, che nonostante la crescita rimane inferiore rispetto alla Francia, che registra un aumento del 24,2%. Sull’efficienza l’Italia viene superata dalla Spagna, che ha registrato il più alto fatturato medio per addetto in Europa, calcolato a 148.645 euro, superiore sia alla media europea (90.355 euro) sia al valore italiano (90.658 euro). Altro elemento riconosciuto come critico sono la dimensione delle aziende, mediamente più piccole (con 1,5 addetti per impresa) rispetto a Germania (2) e Spagna (2,4), che hanno strutture più grandi e produttive.

Tendenze

Altro ambito in espansione è quello del packaging: il design nella transizione sceglie infatti imballaggi sostenibili e riciclabili, utilizzando la carta come materia prima e adeguandosi al contesto normativo europeo. All’economia circolare si unisce l’innovazione tecnologica: l’80% delle aziende di design ha dichiarato di utilizzare l’intelligenza artificiale, con un picco dell’88,9% tra le imprese. La Germania e la Francia stanno investendo a ritmi superiori rispetto all’Italia su questo fronte, ma l’Italia celebra il successo del suo primato, scegliendo di sviluppare nuove soluzioni puntando sull’innovazione e sulla crescita dimensionale delle imprese.

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