Dalla due giorni dedicata ai Sustainable Advisor che oggi sono oltre 130 e gestiscono 5,6 miliardi di euro di masse, le linee di guida per la crescita: nel mirino 160 professionisti l’anno prossimo con l’obiettivo di 7 mld
Banca Generali ha riunito in un summit di due giorni oltre 100 consulenti finanziari specializzati nella sostenibilità. Un confronto tra il top management e i professionisti che ha alternato riunioni plenarie con relatori ed esperti di eccezione e lavori di gruppo con sessioni operative, per fare il punto sull’offerta e la distribuzione, così come sul contesto di mercato che impone scelte sempre più consapevoli e mirate.
In platea i Sustainable Advisor, la categoria di consulenti specializzati nella conoscenza dei prodotti, strumenti e best practice del settore, creata circa un anno e mezzo fa per sensibilizzare e accompagnare i clienti nelle loro scelte di investimento. Una due giorni di approfondimento e networking, quella ideata e promossa dal Sales Manager Strategico per la Sostenibilità Enzo Ruini, dedicata anche al lavoro di queste figure che si misurano con un contesto economico e geopolitico più sfidante rispetto agli anni passati, ma sempre vivo nell’evoluzione normativa e nelle dinamiche di mercato che stimola i progressi della digitalizzazione ed efficienza ambientale in chiave di competitività.
Dalla fotografia scattata è emersa una crescita costante dei Sustainable Advisor: il progetto è partito come pilota nel 2023 con 20 consulenti e 0,7 miliardi di euro di masse con un portafoglio medio di 35,5 milioni. Nel 2025 il numero è salito a 132 con 5,6 miliardi di euro di masse e un Aum (asset under management) medio aumentato a 42,5 milioni. La crescita è stata costante e proseguirà visto che a fine 2025 l’obiettivo è raggiungere 160 banker per oltre 7 miliardi di euro di Aum. Qualche curiosità: l’Aum medio Esg sul totale è del 51% e il 31% di questi consulenti sostenibili è donna.
Non va dimenticato che il requisito per entrare a far parte della categoria è avere una spiccata sostenibilità per il tema, essere dotati di una certificazione Efpa Esg, e un elevato livello di conoscenza degli strumenti di investimento riservati. Non solo. I Sustainable Advisor, di recente, si sono dotati di una Costituzione volta a delinearne non solo l’identità ma anche i principi, gli obiettivi e il loro intero percorso che si nutre di formazione e aggiornamento costante durante tutto l’arco dell’anno.
“Il consulente finanziario oggi ha un ruolo fondamentale per ‘comunicare’ ai risparmiatori il tema della transizione ecologica e degli investimenti sostenibili, una vera e propria responsabilità storica che si aggiunge a quella di sempre di proteggere e far crescere il risparmio delle famiglie”, ha commentato Ruini.
Questa è la punta di diamante di un percorso che ha coinvolto tutta l’organizzazione della banca che è stata in grado di centrare tutti gli obiettivi del piano strategico. Tra questi Marco Bernardi, vice-direttore generale di Banca Generali, presente alla due giorni insieme ad Andrea Ragaini, vice-direttore generale della banca, ha ricordato il target della società nel triennio di oltre 50% consulenti finanziari con formazione avanzata Esg e in possesso di certificazione, il raggiungimento del 42,6% di Aum Esg sulle soluzioni gestite; la riduzione del 50% dell’impronta carbonica rispetto alla baseline del 2019 in relazione ai titoli corporate; l’adesione all’Un Global Compact e agli Un Pri; la nuova sustainability policy approvata dal Cda a giugno 2024; i programmi di formazione specifici sulla trasformazione digitale e sulla sostenibilità (che hanno coinvolto oltre l’80% dei dipendenti); il forte focus sui giovani con oltre il 50% di nuove assunzioni Under 35 e il tour di educazione finanziaria, in collaborazione con Feduf.
Bernardi ha quindi illustrato il progetto di digitalizzazione di tutte le filiali della banca con la dematerializzazione dei documenti, che continuerà ad arricchirsi di nuove migliori nei prossimi mesi.
