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Appuntamenti

La seconda collettiva del Manifesto dell’Abitare al MIA Photo Fair

Mancano poche ore all’inizio del MIA Photo Fair, l’appuntamento internazionale d’arte dedicato alla fotografia in Italia che si terrà dall’11 al 14 aprile all’Allianz MiCo di Milano e che quest’anno ospiterà, in una lounge dedicata, la seconda edizione della Collettiva di Architettura del Manifesto dell’Abitare, progetto di sostenibilità ambientale e sociale legato al mondo dell’architettura e del design, di cui ESGnews è media partner. La collettiva nasce dal contributo degli studi parte del Think Tank del Manifesto che quest’anno sono stati chiamati a lavorare e riflettere sul tema dell’acqua. In linea con il tema della fiera, “Cambiamento”, gli architetti e designer del progetto ideato da Strategy Innovation, spin off dell’Università Ca Foscari Venezia, e promosso da Blend In, boutique di consulenza di comunicazione focalizzata sulle strategie di sostenibilità fondata da Alessia Crivelli e Monica Cuzzaniti, sono stati invitati a indagare le relazioni tra uomo, architettura e questa risorsa essenziale che con la sua fluidità meglio rappresenta proprio il mutamento. Un elemento naturale indispensabile per la sopravvivenza degli ecosistemi e dell’essere umano, la cui salvaguardia e utilizzo sostenibile definiranno il futuro della nostra società.

Cambiare significa cercare un’alternativa alla situazione presente e il cambiamento passa attraverso la presa di coscienza della circolarità della vita, la rivalutazione dell’ambiente, i rapporti basati sull’aiuto reciproco, la solidarietà, i nuovi assetti sociali e tutto ciò che ci tocca da vicino.

La lounge, che si farà portatrice di messaggi di sostenibilità con i partner Airlite, Lena Custom Kitchen e Misha, accoglierà dunque l’esposizione dei progetti degli studi i quali saranno oggetto di un premio del pubblico che verrà consegnato durante l’evento di finissage domenica 14 aprile ai primi tre studi più votati. Il premio, sponsorizzato da Airlite, è stato ideato in collaborazione con la Fondazione Franco Albini, partner del Manifesto, e sarà un workshop residenziale a Casa Albini in Gallura, un contesto dove architettura, design, natura e formazione si fondono.

Luraschi ci introduce ai progetti della Collettiva

Davide Luraschi, presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, ha visto in anteprima e raccontato i progetti in esposizione nella lounge del Manifesto al MIA Photo. Uno sguardo a 360 gradi sulle proposte dei 18 Studi della Collettiva di Architettura 2024 che per Luraschi “hanno vinto, tutti, la sfida. Perché ognuno ha interpretato il tema in maniera personale, senza autocelebrazione, coniugando il concetto stesso di Architettura per l’Acqua e Acqua per l’Architettura ed entrambe per l’Uomo”.

Una narrazione lucida e coinvolgente che ESGnews ha deciso di proporre ai propri lettori per accompagnarli nello scenario che li attenderà al MiCo. In mostra gli studi aidna, Studio Albini Associati, Benedetto Camerana Studio, Casalini Bartoli Architetti, FERRILLOBELLI, FTA | Filippo Taidelli Architetto, Giardino Segreto, LAA Lorena Alessio Architetti, l.a.barassi architettura, Litelab Milano, Longo Palmarini Architecture & Partners, Luini12, m²atelier, Micheletti+Partners, Silvia Galbiati Architecture & Design, Silvia Porro Architects, Studio Spagnotto Architettura e Tétris Design x Build.

Architettura per l’Acqua e Acqua per l’Architettura ed entrambe per l’Uomo.

In media, un adulto ha una percentuale di acqua corporea totale che si aggira intorno al 60-65% del peso corporeo.

Il binomio acqua-uomo non rappresenta però solo una relazione fisica, ma anche e soprattutto una fondamentale e interdipendente relazione che ha caratterizzato la storia, la cultura ma anche la sopravvivenza umana fin dalla sua nascita.

L’acqua ha sempre avuto un’importanza cruciale anche nella storia di Milano, giocando un ruolo essenziale e significativo sullo sviluppo e sulla crescita della città fin dalla sua creazione, avvenuta – come da leggenda ripresa anche da Bonvesin de la Riva – intorno al VI secolo a.C. ad opera dei Celti.

L’acqua, infatti, ha influenzato a livello storico, economico e culturale l’urbanizzazione, l’industrializzazione e la vita quotidiana degli abitanti della città. Con la creazione dei navigli, Milano, grazie anche alla tecnologia innovativa delle chiuse che hanno saputo domare e sfruttare le acque, ha potuto crescere e progredire commercialmente ed economicamente. 

La gestione sostenibile delle risorse idriche, ieri come oggi, rimane una sfida importante per la città, che deve cercare di bilanciare le esigenze di sviluppo urbano con la conservazione dell’ambiente naturale, laddove ancora presente, o auspicabilmente ricreandolo.

Oggi il binomio acqua-uomo, a Milano e non solo, affronta sfide globali quanto mai essenziali e prioritarie, che dobbiamo vincere: una su tutte la scarsità d’acqua. La crescente domanda di acqua per l’agricoltura, l’industria e le esigenze domestiche richiede un approccio integrato e sostenibile, possiamo dire etico, per garantire la disponibilità di acqua potabile non solo per le generazioni future, ma anche per noi stessi.

Da qui la sfida lanciata dal Manifesto dell’Abitare. Una sfida che vuole promuovere un ripensamento atavico, un doppio binomio: da un lato Acqua – Architettura (Acqua per l’Architettura e Architettura per l’Acqua) e dall’altro Architettura – Uomo, ma questa volta, non in maniera biunivoca, ma univoca: l’Architettura per l’Uomo e non l’uomo soggiogato da un’architettura autocelebrativa che ha perso il senso stesso dell’essere architettura per l’uomo, e la sua funzione essenziale. Qui la provocazione, la sfida è ritrovarla e riscoprirla, coniugandola con l’essenza stessa dell’uomo: l’acqua.

E così i progetti hanno vinto, tutti, la sfida. Perché ognuno ha interpretato il tema in maniera personale, senza autocelebrazione, coniugando il concetto stesso di Architettura per l’Acqua e Acqua per l’Architettura ed entrambe per l’Uomo.

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