L’Italia è penultima tra i paesi dell’Unione Europea per gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 in materia di lavoro, disuguaglianze, pace, giustizia e istituzioni solide. Positiva invece la situazione relativa ai goal sull’agricoltura e sul consumo e la produzione responsabili. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che permette di confrontare i 27 Paesi dell’Unione Europa in una prospettiva decennale e offre una prima valutazione quantitativa dell’impatto della pandemia sul raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 Onu per lo sviluppo sostenibile.
Lo studio è stato presentato dal presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini oggi a Bologna, presso l’Opificio Golinelli, in apertura del convegno Accompagnare le transizioni, contrastare le diseguaglianze organizzato dalla Regione Emilia-Romagna.
Dall’analisi che è stata condotta a partire dai dati più recenti pubblicati dall’Eurostat, relativi a 81 indicatori elementari, aggregati in 16 indici compositi, emerge che il percorso verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu è stato frenato dalla pandemia nell’Unione Europea e in Italia. In particolare, il Belpaese risulta penultima nel confronto con gli altri Paesi UE per quanto riguarda Lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8), Riduzione delle disuguaglianze (Goal 10), Pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16).
Gli obiettivi 8, 10 e 16
L’obiettivo 8 risulta essere uno dei più colpiti dalla pandemia. Circa due quinti dei paesi UE hanno evidenziato infatti variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre il resto degli Stati non ha registrato alcun tipo di miglioramento. L’Italia, davanti solo alla Grecia, è molto distante dalla media europea. Tra le cause vi sono una più alta quota di part time involontario (5,1% contro 2,5% dell’UE nel 2020), di popolazione NEET , quindi di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione, (23,3% contro 13,7% dell’Ue nel 2020) e dal più basso tasso d’occupazione (61,9 contro 71,7% dell’UE nel 2020).
Anche per l’obiettivo 10 dal report emergono grandi criticità per la maggior parte degli Stati europei. Circa i due quinti di questi nel 2020 si attesta infatti ad un livello più basso rispetto al 2010 e tra il 2019 e il 2020 più della metà degli Stati europei ha registrato un aumento delle disuguaglianze.
In particolare, l’Italia evidenzia grandi criticità rispetto alla media europea, da cui è ancora molto lontana. Tale situazione è spiegata principalmente da una più bassa ratio tra tasso di occupazione giovanile e totale (67,7% contro 84,8% dell’Ue nel 2020) e una maggiore disuguaglianza nella distribuzione del reddito. In Italia infatti nel 2020 il 20% più ricco della popolazione ha 6,1 volte un reddito maggiore rispetto al 20% più povero, contro il 5,2 della media Ue.
Tra il 2010 e il 2020, invece, 24 dei 27 paesi Ue hanno ottenuto miglioramenti per quanto riguarda l’obiettivo 16. In Italia le criticità osservate sono legate principalmente a una maggiore durata media dei procedimenti civili e commerciali (527 giorni nel 2018 contro i 297 della media Ue) e di una più bassa quota di individui che utilizza servizi e-government via web (17,0% contro 38,0% dell’Ue). L’impatto della pandemia si è comunque fatto sentire in più di un terzo degli stati europei che hanno registrato tra il 2019 e il 2020 una variazione negativa.
A che punto siamo in Italia
In generale il Belpaese è sotto alla media europea in materia di Lotta alla povertà (Goal 1), Istruzione di qualità (Goal 4), Acqua pulita (Goal 6), Imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9), Città e comunità sostenibili (Goal 11), Partnership per gli obiettivi (Goal 17).
Al contempo, si attestano sulla media europea i dati su Salute e benessere (Goal 3), Parità di genere (Goal 5), Energia pulita e accessibile (Goal 7), Lotta ai cambiamenti climatici (Goal 13) e Vita sulla Terra (Goal 15). Non è stato preso in considerazione il Goal 14, relativo alla vita negli oceani, a causa dell’indisponibilità dei dati.
Spicca invece in positivo la posizione dell’Italia sull’agricoltura e l’alimentazione quindi sul Goal 2, Sconfiggere la fame, e sul Goal 12, Consumo e produzione responsabili, in cui l’Italia si attesta rispettivamente terza e seconda in Europa.
La situazione nell’Unione Europea
L’analisi mostra, considerando i dati aggregati per l’Unione Europea, tra il 2010 e il 2020, segni di miglioramento per undici Goal (2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 11, 12, 13, e 16), di peggioramento per tre (Goal 10, 15 e 17) e di sostanziale stabilità per due (Goal 1 e 6).
Tale quadro, però, diventa più critico se si analizza l’ultimo anno disponibile, su cui incidono gli effetti del primo anno della pandemia. Tra il 2019 e il 2020 si ha un complessivo rallentamento nei miglioramenti riscontrati negli anni precedenti: i goal che mantengono un andamento positivo tra il 2019 e il 2020 sono soltanto tre (7, 12 e 13), quelli con un andamento negativo sono quattro (Goal 1, 3, 10 e 17) e quelli con un andamento stazionario sono 6 (Goal 2, 4, 5, 8, 9 e 16).






