Il saggio analizza applicazioni, rischi e implicazioni dell’IA, interrogando il rapporto tra innovazione, società e identità umana e spiegando come l’algoritmo possa tracciare il futuro.
È disponibile in libreria Il futuro non è un algoritmo. Viaggio tra tecnologia, crisi e desiderio di senso, il nuovo saggio di Fabio De Felice e Roberto Race, pubblicato da Luiss University Press. Il volume affronta il tema dell’intelligenza artificiale esplorandone applicazioni, implicazioni e limiti, con uno sguardo ampio sulle trasformazioni del lavoro, della vita sociale e dell’identità umana.
Il libro prende le mosse da una domanda centrale: l’innovazione coincide davvero con il progresso? E, soprattutto, può essere accolta senza limiti o esistono soglie oltre le quali il rischio è che l’uomo finisca per subirla? Senza offrire risposte definitive, gli autori propongono una guida per orientarsi nella complessità dei cambiamenti in atto, tra dimensione etica, politica e sociale, fino a interrogare la natura stessa dell’essere umano in un contesto sempre più ibridato con robotica e IA.
Dopo Il Mondo Nuovissimo, sempre edito da Luiss University Press, De Felice e Race riprendono l’analisi partendo anche dalle riflessioni di Melvin Kranzberg, mettendo in evidenza il ruolo attivo dell’uomo nell’indirizzare lo sviluppo tecnologico. Governare la tecnologia, sostengono, significa scegliere consapevolmente le direzioni del progresso, evitando di smarrirsi in una dimensione dominata da connessioni permanenti e da un capitalismo della sorveglianza sempre più invasivo e predittivo.
Il volume accompagna il lettore attraverso numerosi ambiti applicativi dell’intelligenza artificiale: dalla formazione alla sanità, dalla giustizia alle smart city, fino all’arte e alla partecipazione civica. Il progresso tecnologico, nella misura in cui contribuisce a migliorare la qualità della vita, appare inevitabile, ma richiede una valutazione critica e consapevole.
Tra gli esempi analizzati emergono coltivazioni ottimizzate con minore utilizzo di risorse, sistemi intelligenti per la gestione del traffico, strumenti digitali per la prevenzione sanitaria, piattaforme per la partecipazione urbana e modelli di didattica personalizzata. Una panoramica che evidenzia come l’IA possa rappresentare al tempo stesso una leva di sviluppo e una fonte di nuove criticità.
La ricchezza dei casi trattati rende il saggio uno strumento utile per comprendere potenzialità e limiti di una tecnologia destinata a incidere profondamente sul futuro prossimo. Ne emerge un invito a mantenere uno sguardo vigile e partecipe, riconoscendo che la responsabilità di orientare il cambiamento tecnologico riguarda direttamente ogni individuo.
