A maggio all’Allianz MiCo di Milano torna il Salone del Risparmio per la sua XVI edizione dal titolo “Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita”. Ne parliamo con Jean-Luc Gatti, direttore del Salone del Risparmio.
Dal 5 al 7 maggio il Salone del Risparmio torna all’Allianz MiCo di Milano per la sua XVI edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per l’industria del risparmio gestito. Con oltre 100 conferenze, 14 sale attive in contemporanea e più di 15mila visitatori attesi, la manifestazione riunirà istituzioni, asset manager, consulenti, accademici e investitori per confrontarsi sulle principali trasformazioni del settore.
L’edizione 2026, dal titolo “Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita”, proporrà un programma che spazia dagli scenari macroeconomici alle strategie di investimento, fino all’innovazione tecnologica e ai cambiamenti normativi, grazie al contributo di esperti e protagonisti dell’industria. I contenuti saranno organizzati nei sette percorsi tematici che ormai caratterizzano il Salone: asset allocation e strategie di investimento, distribuzione e consulenza, mercati privati ed economia reale, sostenibilità e capitale umano, previdenza complementare, educazione e formazione, innovazione e digitalizzazione.
Ne parliamo con Jean-Luc Gatti, direttore del Salone del Risparmio.
Negli anni, il Salone del risparmio ha accompagnato le trasformazioni del settore. Quali sono le sfide e le priorità della fase attuale?
Nel corso degli anni il Salone del Risparmio ha seguito l’evoluzione dell’industria, trasformandosi da momento prevalentemente formativo a vera e propria piattaforma di sistema, in cui il settore si osserva, si confronta e costruisce una visione di insieme.
Oggi la sfida principale non è solo leggere il cambiamento, ma creare le condizioni per un confronto strutturato tra tutti gli attori della filiera: asset manager, reti di distribuzione e consulenza, istituzioni, mondo accademico e risparmiatori.
Il valore distintivo del Salone è proprio questo, essere un luogo unico in cui interessi, visioni e responsabilità diverse convergono, rendendo possibile lo scambio di idee, la costruzione di visioni condivise e un progressivo allineamento sulle priorità strategiche del settore.
In una fase segnata da incertezza macroeconomica e geopolitica, da un’evoluzione normativa continua e da un’accelerazione tecnologica che impatta modelli e processi, il settore ha sempre più bisogno di luoghi in cui elaborare chiavi di lettura condivise, piuttosto che risposte semplici.
Il Salone si inserisce in questo contesto come spazio di sintesi e di orientamento, capace di far emergere priorità comuni e favorire decisioni più consapevoli lungo tutta la catena del valore. Accompagnare le trasformazioni oggi significa proprio mettere in connessione, facilitare il dialogo e contribuire a dare direzione in un contesto complesso.
“Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita”: il titolo della 16ª edizione del Salone del Risparmio pone l’accento sul ruolo degli investimenti come leva dello sviluppo. Quali messaggi vi aspettate possano emergere?
Il tema dell’attivazione della liquidità è oggi centrale nel dibattito, non solo italiano ma anche europeo, perché richiama il ruolo che il risparmio può svolgere nel sostenere crescita, innovazione e competitività. Il Salone non nasce però con l’obiettivo di fornire una risposta unica, quanto piuttosto di offrire una piattaforma di orientamento. La ricchezza dei contenuti, con oltre 100 conferenze articolate in sette percorsi tematici, riflette la pluralità di approcci, strumenti e visioni presenti all’interno dell’industria.
Ciò che ci aspettiamo emerga è proprio questa capacità di costruire una “bussola comune”, fatta non di soluzioni preconfezionate, ma di chiavi di lettura utili a interpretare il contesto e a supportare decisioni più consapevoli.
In un momento in cui l’incertezza globale rende più complesso il processo decisionale, il valore aggiunto è favorire un confronto qualificato che aiuti a trasformare il risparmio in una leva più attiva e coerente con le esigenze del sistema economico.
Rispetto alle edizioni precedenti, quali sono le principali novità in termini di format e coinvolgimento dei partecipanti?
Il Salone sta evolvendo progressivamente da evento a piattaforma, con l’obiettivo di offrire un’esperienza sempre più continua e integrata. L’integrazione tra dimensione fisica e digitale è ormai un elemento centrale, non solo per ampliare la partecipazione, ma anche per rendere più efficace il coinvolgimento. L’esperienza si sviluppa lungo un percorso che non si esaurisce nei tre giorni della manifestazione, ma inizia prima, con l’avvicinamento ai contenuti, e prosegue dopo, grazie alla fruizione on demand attraverso FR|Vision. Cresce l’attenzione verso l’accessibilità dei contenuti, che diventano disponibili anche oltre i confini fisici dell’evento, contribuendo a estenderne l’impatto nel tempo.
Un altro aspetto su cui stiamo lavorando è la personalizzazione. I percorsi tematici e la possibilità di costruire un’agenda individuale permettono ai partecipanti di orientarsi in modo più mirato all’interno di un programma ampio e articolato.
Infine, continua il percorso di rafforzamento della dimensione internazionale, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento del Salone come principale appuntamento europeo del settore e favorire un confronto sempre più aperto a prospettive globali.
Quale ruolo ha svolto e continua a svolgere il Salone nel promuovere l’educazione finanziaria e la consapevolezza degli investitori in un contesto economico sempre più complesso?
Il Salone del Risparmio svolge da sempre un ruolo di ponte tra industria e risparmiatori, contribuendo a tradurre la complessità dei temi finanziari in contenuti più accessibili e comprensibili.
Un esempio concreto è la giornata aperta al pubblico, pensata per coinvolgere non solo gli operatori, ma anche giovani, famiglie e nuovi investitori, con contenuti dedicati alla diffusione di una maggiore consapevolezza finanziaria.
L’obiettivo non è orientare i comportamenti, ma fornire strumenti utili per comprendere meglio le dinamiche di investimento, favorendo un approccio più informato e meno condizionato da fattori emotivi. In questo senso, temi come il lungo periodo, il rapporto tra rischio e rendimento e la pianificazione assumono un ruolo centrale.
Oggi più che mai, la qualità delle decisioni rappresenta un fattore chiave di stabilità. Il contributo del Salone è proprio quello di favorire la crescita di investitori più consapevoli, rafforzando nel tempo la solidità complessiva del sistema.
