Microsoft ha comunicato a partner e fornitori l’intenzione di sospendere temporaneamente l’acquisto di nuovi crediti di rimozione del carbonio. La società è stata negli ultimi anni il principale acquirente mondiale nel settore. La pausa potrebbe avere effetti sul ritmo di sviluppo del mercato.
Un cambio di strategia da parte del principale acquirente nel mercato dei crediti di carbonio. Stando a quanto riportato da Bloomberg, Microsoft ha comunicato a partner e sviluppatori di progetti climatici l’intenzione di sospendere temporaneamente l’acquisto di nuovi crediti di rimozione del carbonio. La decisione riguarda i nuovi accordi e non dovrebbe avere impatti sui contratti già firmati, ma rappresenta comunque un segnale rilevante visto che Microsoft è stato fino ad adesso il principale acquirente mondiale di crediti di carbonio.
La pausa potrebbe rappresentare un’interruzione momentanea o riflettere anche una revisione più ampia della strategia climatica del gruppo. L’espansione delle infrastrutture digitali e dei data center, alimentata soprattutto dalla crescita dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud, ha infatti aumentato negli ultimi anni il fabbisogno energetico e l’impronta di carbonio dell’azienda, rendendo più complesso il percorso verso l’obiettivo annunciato da Microsoft di diventare carbon negative entro il 2030.
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Microsoft “era” il mercato del carbonio di carbonio
La decisione arriva dopo un periodo di forte espansione degli acquisti. Nel 2025 Microsoft aveva infatti ampliato significativamente il proprio portafoglio di contratti, sostenendo progetti basati su diverse tecnologie di rimozione del carbonio. Anche l’inizio del 2026 era stato segnato da nuovi accordi, tra cui un contratto da circa 626.000 tonnellate di rimozione della CO₂ legato a un progetto di bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio (BECCS) sviluppato in Canada.
Nel 2025, secondo il sito di monitoraggio del settore CDR.fyi, il gruppo statunitense ha effettuato il 90% di tutti gli acquisti di crediti di carbonio a livello globale, contribuendo in modo decisivo alla crescita di un settore che punta a rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera attraverso soluzioni naturali e tecnologiche. Per capire meglio l’importanza di Microsoft come attore nel mercato della rimozione dei crediti di carbonio, basti pensare che nel 2025 la società aveva firmato accordi con 21 aziende globali per rimuovere una quantità record di 45 milioni di tonnellate di CO₂ nel 2025, raddoppiando il volume contrattualizzato nel 2024 e aumentandolo di nove volte rispetto al 2023. Ciò equivale a togliere dalla circolazione 9,8 milioni di automobili con motore a combustione interna per un anno. In confronto, sempre secondo i dati di CDR.fyi, la coalizione Frontier Buyers si posiziona come il secondo maggiore acquirente, raggiungendo, però, “solo” circa 1,8 milioni di tonnellate fino ad oggi.
La pausa annunciata dall’azienda introduce quindi una fase di incertezza per operatori e startup attive nel comparto, che hanno spesso fatto affidamento proprio sugli acquisti anticipati di grandi aziende tecnologiche per finanziare lo sviluppo dei progetti. Un portavoce dell’azienda ha, però, spiegato che la società continua a “valutare e rivedere il proprio portafoglio di rimozione del carbonio insieme alle condizioni di mercato per trovare il giusto equilibrio nel percorso verso emissioni negative”.
Il ruolo di Microsoft nello sviluppo del mercato
Il peso di Microsoft nel mercato dei crediti di carbonio è stato particolarmente significativo negli ultimi anni. Attraverso contratti di lungo periodo e accordi di acquisto anticipato, ha contribuito a finanziare progetti in diverse aree del mondo e a sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie climatiche.
Negli ultimi anni la big del tech ha sostenuto diversi progetti di rimozione della CO₂ con approcci differenti. Le soluzioni supportate spaziano da interventi basati sulla natura, come la gestione del carbonio nei suoli agricoli o progetti forestali, a tecnologie più avanzate come la cattura diretta della CO₂ dall’aria, la mineralizzazione o la bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio.
Ne è un esempio Lithos Carbon, che utilizza la tecnica dell’alterazione potenziata delle rocce: polveri di basalto vengono distribuite sui terreni agricoli per accelerare un processo naturale che trasforma la CO₂ in bicarbonati destinati a essere immagazzinati negli oceani. Nel 2024 Microsoft ha firmato con la società un contratto triennale per rimuovere oltre 11.400 tonnellate di CO₂.
Tra le iniziative c’è anche Agoro Carbon Alliance che lavora invece con agricoltori statunitensi per introdurre pratiche di agricoltura rigenerativa, come colture di copertura, gestione migliorata dei pascoli e riduzione delle lavorazioni del suolo, capaci di aumentare lo stoccaggio di carbonio nei terreni. L’accordo con Microsoft prevede la generazione di circa 2,6 milioni di crediti di rimozione del carbonio in 12 anni provenienti da progetti agricoli negli Stati Uniti.
Infine, Microsoft ha sostenuto anche progetti di riforestazione tropicale come quello della società brasiliana re.green, impegnata nel ripristino di ecosistemi degradati nell’Amazzonia e nella Mata Atlantica. L’intesa prevede l’acquisto di quasi 6,5 milioni di tonnellate di rimozione della CO₂ e il recupero di circa 33.000 ettari di foreste, con l’obiettivo di combinare cattura del carbonio e tutela della biodiversità.
L’obiettivo dichiarato è sempre stato quello di stimolare la nascita di un mercato della rimozione del carbonio su larga scala, creando una domanda iniziale in grado di sostenere lo sviluppo industriale delle tecnologie.
All’interno della propria strategia climatica, Microsoft ha inoltre sviluppato criteri specifici per selezionare i progetti da finanziare privilegiando soluzioni con elevata affidabilità scientifica, capacità di rimuovere effettivamente il carbonio dall’atmosfera e sistemi di monitoraggio che garantiscano la permanenza dello stoccaggio nel tempo. Tra i fattori considerati rientrano anche la scalabilità delle tecnologie, la verificabilità delle riduzioni di emissioni e l’impatto ambientale e sociale dei progetti.
Questo approccio ha contribuito negli ultimi anni a definire standard più rigorosi per l’intero comparto.
Cosa sono i crediti di carbonio
I crediti di carbonio sono certificati che rappresentano la riduzione o la rimozione di una tonnellata di anidride carbonica dall’atmosfera. Possono essere generati da progetti che evitano emissioni oppure da iniziative che rimuovono direttamente la CO₂, come la riforestazione, la gestione dei suoli agricoli o tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio.
Nel caso della rimozione del carbonio, i crediti certificano che la CO₂ è stata estratta dall’atmosfera e immagazzinata in modo duraturo attraverso processi naturali o tecnologici.
Le aziende acquistano questi crediti per compensare una parte delle proprie emissioni residue e per sostenere lo sviluppo di soluzioni climatiche innovative. In un mercato ancora emergente, la domanda da parte di grandi imprese ha svolto finora un ruolo determinante nel finanziare i primi progetti su scala commerciale.
