Il progetto Monte Rosa 91 a Milano dimostra come la rigenerazione urbana possa tradursi in valore sociale, ambientale e culturale misurabile.
La rigenerazione urbana può essere un investimento capace di generare ritorni che vanno oltre la dimensione immobiliare, attivando valore sociale, culturale e ambientale per il territorio. Ne è esempio il progetto Monte Rosa 91 a Milano: un intervento di riqualificazione nel quartiere Lotto/Fiera a nord-ovest di Milano che integra sostenibilità, produzione culturale e inclusione sociale all’interno di un unico ecosistema aperto alla città.
E stando ai dati del Report d’Impatto sociale, culturale e ambientale sul progetto, sviluppato da AXA IM Alts, oggi BNP Paribas Asset Management Alts, con il supporto metodologico di Deloitte, l’iniziativa è stata in grado di produrre un ritorno sociale complessivo superiore all’investimento iniziale. L’analisi dell’intervento conferma che l’integrazione tra rigenerazione urbana e cultura, intesa come infrastruttura di attivazione e partecipazione, può tradursi in valore economico concreto e misurabile, rafforzando il ruolo degli interventi urbani come leve di sviluppo sostenibile e di coesione per la comunità.
Rigenerazione urbana sostenibile e valore ambientale nel progetto Monte Rosa 91
Il primo asse di valore del progetto riguarda la sostenibilità ambientale e la resilienza urbana. La riqualificazione di oltre 80.000 metri quadrati, firmata dal Renzo Piano Building Workshop, ha permesso di ridurre i consumi energetici del 30% grazie a interventi di efficientamento e al ricorso a fonti rinnovabili, ottenendo la certificazione LEED Gold for Core & Shell e il THE PLAN Real Estate Award.
Elemento centrale della strategia ambientale è il Parco della Luce, un’area verde di oltre 10.000 metri quadrati completamente accessibile alla cittadinanza. Qui l’intervento si traduce in tutela della biodiversità urbana, con la preservazione di 90 alberi esistenti e l’introduzione di oltre 13.800 nuove piante e specie vegetali. Lo spazio verde non è solo un’infrastruttura ecologica, ma un luogo di connessione urbana, pensato per favorire benessere, socialità e qualità della vita in un’area strategica della città.
Accanto alla dimensione ambientale, il Report evidenzia il ruolo della cultura e dell’inclusione come motori di impatto sociale ed economico. Il campus ospita oggi una popolazione quotidiana di circa 2.500 lavoratori, integrando uffici, coworking, ristorazione, servizi per il benessere, una libreria e un asilo nido. Un ecosistema polifunzionale che favorisce occupazione, attrattività e vitalità urbana.
La cultura rappresenta uno degli asset distintivi del progetto. Nel primo anno di attività, il palinsesto del Parco della Luce ha accolto 25 eventi, circa la metà gratuiti, coinvolgendo oltre 3.400 partecipanti e più di 100 artisti, musicisti e performer. A questi si affiancano le iniziative della libreria Ubik, con 55 eventi letterari e oltre 2.300 presenze, e le collaborazioni con istituti scolastici e universitari, che rafforzano il ruolo del campus come piattaforma di produzione e diffusione culturale.
L’accessibilità inoltre è confermata anche dalla presenza di ascensori, rampe, segnaletica e servizi igienici accessibili, mentre la maggior parte delle attività culturali è gratuita o prevede riduzioni per categorie sensibili.
Come sottolinea Ernesto Lanzillo, Presidente CdA Deloitte & Touche S.p.A. e Deloitte Private Leader Area Centro Mediterranea: “il Report conferma che Monte Rosa 91 ha rafforzato il proprio ruolo nel promuovere benessere, crescita culturale e partecipazione attiva, favorendo il dialogo interculturale e processi di attivazione urbana che generano valore per l’intera comunità milanese. L’auspicio è che sempre più realtà inizino a misurare e comunicare il valore sociale, ambientale, culturale ed economico dei propri interventi: un passaggio fondamentale per comprendere l’efficacia dei progetti e per pianificare in modo strategico percorsi di sviluppo sostenibile”.
