Sono 323 le soluzioni digitali, tra veri e propri strumenti tecnici e piattaforme ESG, individuati dall’EFRAG e pronti per poter essere usati dalle PMI europee per il bilancio della sostenibilità. Tra queste 9 sono disponibili in Italia. È quanto emerge da due nuovi report pubblicati dal gruppo dell’UE predisposto alla creazione degli standard per la CSRD. I documenti rispondono a un obiettivo comune: mappare e comprendere le soluzioni già disponibili sul mercato per accompagnare le piccole e medie imprese in Europa nel percorso di rendicontazione di sostenibilità, evitando frammentazioni e favorendo un’applicazione coerente del nuovo standard. L’analisi è parte dell’iniziativa promossa dall’EFRAG, VSME Ecosystem, che mira a facilitare l’adozione del Voluntary Sustainability Reporting Standard (VSME) da parte delle PMI.
In particolare, il primo report si concentra sui tool digitali, ossia strumenti tecnici come calcolatori delle emissioni di gas serra e strumenti di supporto tecnico. Il secondo report invece esplora le principali piattaforme e iniziative che operano nel campo della sostenibilità, valutandone coerenza e maturità operativa rispetto al VSME
Insieme, i due studi offrono una fotografia aggiornata del panorama europeo e rappresentano una base per i prossimi passi verso un ecosistema più integrato, capace di semplificare il reporting ESG per le piccole e medie imprese.
Indice
100 strumenti digitali per la sostenibilità: il 69% sviluppato da privati
Il primo rapporto si concentra su 100 soluzioni che hanno risposto a una call pubblica aperta tra il 4 e il 24 febbraio 2025. Ne risulta che il 69% dei tool è sviluppato da imprese private, mentre il 13% da agenzie governative e il 12% da ONG.
Dal punto di vista della copertura geografica, quasi otto strumenti su dieci hanno un respiro europeo o globale, mentre solo il 22% è confinato a un ambito nazionale. Anche sul fronte settoriale prevale un’impostazione trasversale con oltre l’80% dei tool che è cross-industry, ma non mancano nicchie rilevanti. La manifattura è il comparto più servito (13 strumenti), seguita da costruzioni e trasporti (10 ciascuno), mentre otto soluzioni sono dedicate specificamente alla sanità e ai servizi finanziari. Altri settori come agricoltura, intrattenimento, ospitalità, commercio e tecnologia contano ciascuno sette strumenti.
Sul piano metodologico, tra i 100 strumenti usati il 34% dei tool dichiara di basarsi sul GHG Protocol, il 27% sugli ESRS, mentre un 39% adotta approcci diversi o multipli, compreso il VSME (19%). A conferma di un mercato sempre più orientato alla trasparenza, la stragrande maggioranza dei fornitori di strumenti digitali (94%) ha indicato che i propri strumenti includono linee guida o spiegazioni sulla metodologia utilizzata mentre solo una piccola parte (6%) ha segnalato che tali informazioni non vengono fornite. Quanto alla copertura ESG, la maggioranza (55%) integra i tre pilastri, ma un numero consistente (39%) resta focalizzato esclusivamente sull’ambiente.
Anche la lingua diventa un fattore di accessibilità con il 77% dei tool che è disponibile in inglese, ma non mancano soluzioni in tedesco (34), francese (30), italiano (25) e spagnolo (24). Una presenza più limitata è stata osservata per lingue come olandese (15), polacco (12) e finlandese (4). Va sottolineato però che la maggior parte delle piattaforme sono monolingua ma non mancano eccezioni che arrivano a coprire oltre venti idiomi europei, segno che la questione linguistica sta guadagnando centralità.
Dal lato economico prevale il modello a sottoscrizione annuale (43 strumenti), seguito dall’accesso gratuito (27), la tariffazione a livelli (15), il canone una tantum (8) e l’abbonamento mensile (7). È interessante notare che circa la metà dei tool gode già di un qualche riconoscimento formale da parte di standard, certificazioni o governi, mentre l’altra metà resta per ora indipendente.
I tool per la rendicontazione di sostenibilità disponibili in Italia
Tra i diversi tool analizzati dall’EFRAG ce ne sono due italiani:
- la piattaforma ISPRA per la finanza sostenibile che segue la metodologia degli standard europei ESRS
- l’iniziativa Unioncamere-Dintec (SUSTAINability – Abilità di essere sostenibile) che segue la metodologia degli standard del GRI
I due strumenti sono gratuiti, riconosciuti da soggetti istituzionali e già piuttosto strutturati, sebbene ancora in fase di bozza.
223 piattaforme ESG in Europa: l’Italia guida con 49 iniziative
Il secondo rapporto amplia l’orizzonte a 223 piattaforme e iniziative, offrendo una panoramica più sistemica. Anche qui il settore privato domina con l’82% delle soluzioni censite, a fronte di un 10,7% pubblico e un 7% misto, in cui enti privati gestiscono la piattaforma con il supporto di finanziamenti pubblici. La maggior parte è già operativa (172 piattaforme), mentre 51 risultano ancora in fase di progettazione.
Sul fronte della conformità agli standard, 116 piattaforme dichiarano pieno allineamento al VSME, 41 parziale e 55 prevedono un adeguamento futuro. Solo tre piattaforme hanno segnalato di non aver effettuato alcun allineamento né di aver pianificato di integrare lo standard. Circa il 68% riprende inoltre la struttura modulare del VSME, replicando la distinzione tra moduli “base” e “comprehensive”.
La questione dei costi conferma una forte impronta commerciale: il 60% delle piattaforme adotta abbonamenti ricorrenti, 15 chiedono un contributo una tantum, 26 sono gratuite e 43 propongono modelli ibridi con accesso gratuito ma con alcuni servizi a pagamento. Importante è anche il fatto che quasi tutte le piattaforme e iniziative (207 su 223), offrono delle linee guida per supportare le PMI nel loro percorso di rendicontazione della sostenibilità, supportando utenti con diversi livelli di competenza.
Dal punto di vista geografico spicca l’Italia, con 49 piattaforme censite, davanti a Germania (34) e Paesi Bassi (27). Seguono Francia (26) e Svezia (22). Al di fuori dell’UE, il Regno Unito e gli Stati Uniti si distinguono come i principali Paesi di origine delle piattaforme, rappresentando rispettivamente 17 e 16 su 59.
Una leadership italiana che si riflette anche nella diffusione linguistica: l’italiano è infatti la seconda lingua più rappresentata (28,7%), dopo l’inglese (76,2%), davanti a tedesco (26%) e francese (25,5%). Tra le lingue extra-UE, il cinese è una delle più rappresentate; tuttavia, la sua adozione rimane limitata, presente solo nel 4,48% delle piattaforme.
Infine, i dati sulle funzionalità delineano piattaforme sempre più sofisticate: il 78% genera automaticamente i report, il 72% integra moduli aggiuntivi (dai calcolatori di GHG a strumenti per biodiversità e stress idrico), mentre in tema di gestione dei dati prevale un approccio prudente, con oltre la metà che non consente accesso a terzi e circa un terzo che lo ammette solo in forma limitata e anonimizzata.
Le piattaforme per la rendicontazione di sostenibilità a disposizione in Italia
In italia le piattaforme a disposizione delle PMI e citate nel documento sono:
- Dialogo di sostenibilitá tra PMI e Banche del MEF, parzialmente allineato ma gratuito.
- Aibilita di ConfESG e Turtle, parzialmente allineato, disponibile solo per membri della piattaforma.
- Bancopass, Assolombarda, pienamente allineato ma disponibili sono per i soci.
- EcoVadis, parzialmente allineato agli standard, a pagamento
- Open-es, parzialmente allineato, gratuito con alcuni strumenti a pagamento
- SME Taxonomy Tool promosso da EU LIFE CET Mainstream CONFESS project, parzialmente allineato, gratuito ma con alcuni servizi a pagamento
- SynESGy di CRIF, parzialmente allineato, gratuito ma con alcuni servizi a pagamento







