Fondazione Officine Saffi ha presentato il 9 luglio We are walking, talking minerals, prima mostra personale in Italia dell’artista greca Chryssa Kotoula. Esito del lavoro di ricerca e sperimentazione dell’artista, la serie di lavori presentati nascono dall’osservazione e rielaborazione del materiale ceramico residuo dalle lavorazioni nei laboratori della fondazione, come argille secchie, smalti cristallizzati e pigmenti in disuso, che hanno permesso alla Kotoula di creare delle opere che uniscono esperienza tecnica e sensibilità materica, focalizzata sulle nuove possibilità di riutilizzo dei materiali per un’impronta sostenibile nella produzione di opere artistiche. La mostra è visitabile fino al 1° agosto 2025 all’interno della Fondazione a Milano, in uno spazio selezionato dove è possibile visionare le opere.

Il titolo della mostra trae ispirazione da un passaggio del testo Vibrant Matter: A Political Ecology of Things, in cui l’autrice, Jane Bennett, si è opposta a una visione tradizionale della materia inanimata come inerte, affermando invece una concezione in cui tutti i materiali, minerali compresi, che possiedono vitalità e dinamismo. Gli stessi esseri umani, secondo l’autrice, non sono separati dalla natura o superiori ad essa, ma piuttosto assemblaggi di elementi e forze derivanti da un sistema in cui tutto è connesso.

Le opere dell’artista greca uniscono arte, design funzionale e artigianato, che sfruttano nelle caratteristiche uniche della ceramica un processo di lavoro paragonabile ad una forma di archeologia inversa, che dai resti del passato immaginano un futuro possibile, che non si limita allo scarto ma ne intravede nuove opportunità creative, che si tendono verso l’operatività e l’aspetto etico del recupero dei materiali. La ceramica, quindi, come pratica circolare, ha un suo processo che non si limita a contenere l’impatto ambientale, ma che si fonda sull’utilizzo consapevole di ciò che è già disponibile.
Ogni opera nasce così da una relazione specifica tra contesto, materia disponibile e intenzione artistica, e si costruisce come una narrazione aperta e stratificata dalla quale emergono forme ibride, che interrogano lo spazio espositivo quanto quello domestico, ponendosi in tensione tra oggetto e organismo, prototipo e reperto.
Finalista in occasione della quinta edizione del premio Officine Saffi Award, Chryssa Kotoula è stata premiata nel maggio 2024 con il Premio Speciale Officine Saffi, riconoscimento destinato a alla promozione e sostenimento delle pratiche innovative nell’ambito della ceramica contemporanea.
