L’acqua: il vero oro blu
L’acqua è la risorsa più scambiata al mondo, seppur invisibile nei mercati finanziari. Il commercio di “acqua virtuale” – cioè quella impiegata per produrre cibo, abiti, energia e tecnologia – è 400 volte superiore a quello del petrolio. Dietro ogni prodotto e servizio, si nasconde un’ingente quantità d’acqua, rendendola cruciale per lo sviluppo globale. A fronte di un aumento stimato del 25% della domanda globale di acqua entro il 2050 (World Bank) e con risorse idriche sempre più scarse, la necessità di investimenti sostenibili nel settore è diventata urgente. La blue economy rappresenta l’uso sostenibile delle risorse marine per favorire la crescita economica, migliorare le condizioni di vita e salvaguardare gli ecosistemi acquatici. Un importante strumento di finanziamento sono i blue bond, introdotti per la prima volta nel 2018 dalle Seychelles, che finanziano progetti marini sostenibili. Cresce anche l’interesse per fondi azionari legati alla gestione idrica sostenibile, con asset triplicati in cinque anni.
Tuttavia, gli investimenti sono ancora insufficienti. Servono tra 116 e 229 miliardi di dollari l’anno per garantire l’accesso universale ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari, e ingenti somme per protezione da inondazioni e irrigazione agricola (UN). Il settore privato è fondamentale per colmare questi gap e raggiungere l’SDG n. 6 (acqua pulita e servizi igienici per tutti) entro il 2030.
Senza blu, non c’è verde
Gli oceani assorbono il 30% delle emissioni di CO₂ e immagazzinano il 90% del calore in eccesso, ma il cambiamento climatico e l’inquinamento minano queste funzioni vitali (ONU). La crescente dipendenza dall’acqua nei settori tecnologici, industriali e in altri settori evidenzia l’urgente necessità di soluzioni sostenibili per la gestione di questa risorsa. Senza investimenti proattivi nelle infrastrutture idriche, nel trattamento e nelle tecnologie di riciclaggio, le stesse industrie che guidano la crescita economica globale potrebbero subire gravi interruzioni.
Di seguito sono riportati alcuni dati sorprendenti sulla blue economy.
Opportunità
- Servirebbero solo 0,29 dollari/giorno a persona per risolvere la crisi idrica globale.
- L’energia oceanica può fornire più del doppio dell’attuale fabbisogno elettrico globale.
- Un mix energetico con il 75% di rinnovabili ridurrebbe l’uso d’acqua del 47%.
Inefficienze
- Un terzo dell’acqua potabile negli acquedotti va persa a causa di perdite.
- Ogni due minuti si rompe una condotta idrica negli USA.
- Il mercato dell’acqua in bottiglia vale 270 miliardi di dollari, più del doppio del necessario per fornire acqua potabile a tutti.
Settori dipendenti dall’acqua
Quando pensiamo all’uso dell’acqua, di solito ci vengono in mente l’agricoltura e il consumo domestico. Tuttavia, alcuni dei settori in più rapida crescita e più essenziali, come la tecnologia, la produzione industriale e la moda, dipendono fortemente dall’acqua. Ecco come l’acqua svolge un ruolo critico in alcuni di questi settori.
- Tecnologia: Data center e AI richiedono enormi quantità d’acqua per il raffreddamento (una query AI consuma mediamente 500 ml).
- Industria: L’industria pesante (acciaio, energia, chimica) consuma fino al 75% dell’acqua dell’intero settore industriale.
- Moda: Un solo jeans richiede 7.500 litri d’acqua; la moda è responsabile del 20% dell’inquinamento idrico industriale globale.
Le opportunità nella blue economy
La catena del valore dell’acqua parte dall’estrazione da falde acquifere, passando per usi industriali, agricoli e domestici, fino al trattamento e riciclo. L’acqua trattata torna in natura generando nuovo valore economico in attività come pesca, trasporti marittimi, eolico offshore e posizionamento di cavi sottomarini.
I settori a maggiore potenziale includono: infrastrutture idriche, agricoltura e sicurezza alimentare, trattamento acque reflue e riciclo, desalinizzazione, acquacoltura, cavi sottomarini, energia idroelettrica.
Un esempio positivo è Prysmian, leader mondiale nella produzione di cavi sottomarini e che svolge un ruolo fondamentale nell’affrontare uno dei maggiori ostacoli alla transizione energetica: la connettività della rete. Questi cavi sottomarini ad alta tensione sono essenziali per garantire la stabilità delle reti elettriche e per trasmettere l’energia rinnovabile generata in mare alle reti terrestri.
L’espansione della connettività della rete attraverso cavi sottomarini accelera il progresso verso l’SDG 7 (Energia pulita e accessibile) consentendo una maggiore quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale. Fino al 2023, Prysmian ha consentito l’accesso all’elettricità verde a 56 milioni di famiglie, con l’obiettivo di raggiungere 210 milioni entro il 2027. La produzione di cavi ad alta tensione è molto richiesta a causa della carenza globale di capacità produttiva, determinata dall’accelerazione dello sviluppo dell’eolico offshore e dai progetti di interconnessione transfrontaliera.
A nostro avviso, Prysmian è ben posizionata per mantenere la sua leadership grazie alle sue dimensioni, alle elevate barriere all’ingresso nel mercato sottomarino e a una solida pipeline di progetti di crescita, in particolare nel segmento ad alta tensione ad alto margine.
Conclusione
L’acqua è fondamentale per la vita e per molti settori economici, ma è sempre più sotto pressione a causa dell’inquinamento, dello sfruttamento e della crescente domanda globale. Per affrontare questa crisi servono innovazione, investimenti e soluzioni sostenibili. Gli investitori a impatto possono svolgere un ruolo chiave, sostenendo aziende che trasformano queste sfide in opportunità, generando al contempo rendimenti finanziari e benefici ambientali e sociali duraturi. In un contesto di scarsità idrica, cambiamento climatico e degrado degli oceani, investire nella blue economy è un’occasione concreta per contribuire a un futuro sostenibile. L’acqua è ovunque, anche dove non la notiamo, ed è una risorsa preziosa che va protetta e valorizzata.
