Standard Ethics ha posto gli Stati Uniti d’America sotto osservazione. Il primo Country Standard Ethics Rating (SER) risale al 2004 e l’attuale Country SER “EE” con outlook “Negativo” è confermato.
L’agenzia ha preso atto della volatilità che gli ultimi avvicendamenti presidenziali provocano nelle scelte degli USA in materia ambientale, sociale ed economica, in quanto si tratta di una mutevolezza che determina cambi di direzione riguardo a strategie globali condivise tra le nazioni, le quali dovrebbero contare su maggiore stabilità e coerenza.
A tale variabilità si aggiunge che alcuni dei primi provvedimenti adottati dalla nuova amministrazione appaiono non equilibrati, se si prende a riferimento la cooperazione tra nazioni e i principi Onu ed Ocse, oltre alle decisioni di abbandono degli Accordi di Parigi sul clima e altre iniziative anti-ESG.
Sul piano interno, in taluni casi non appaiono conformi alle indicazioni internazionali circa temi sociali e di inclusione, specialmente riguardo alle indicazioni sulle politiche dei principi DEI, peraltro talvolta in contrasto con lo stesso dettato costituzionale statunitense. Appare inoltre critico l’uso estensivo della clemenza presidenziale, in relazione a reati di Capitol Hill del 6 gennaio 2021.
Circa gli sviluppi futuri, verranno monitorati i provvedimenti riguardo temi come l’intelligenza artificiale, le criptovalute, nonché quelli che impattano l’indipendenza della stampa e delle società private, delle autorità monetarie e di controllo, la stabilità dei mercati o tutto ciò in grado di compromettere il libero commercio e gli interessi delle attività economiche europee e globali.
L’obiettivo dell’osservazione è di determinare entro 90 giorni un livello di rating di sostenibilità appropriato, valutando la dimensione degli scostamenti creati dal governo americano rispetto a quegli stessi principi che quel paese ha responsabilmente contribuito a creare negli ultimi ottant’anni.
