Negli ultimi anni, il dibattito internazionale ha evidenziato due sfide urgenti e legate tra loro: il cambiamento climatico e le disuguaglianze di genere. Nonostante l’attenzione crescente, queste tematiche sono spesso percepite come diverse e affrontate separatamente, limitando una comprensione completa dei fenomeni in atto. Per questo motivo, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e 2XGlobal hanno riunito diversi esperti in occasione della COP29 a Baku per esplorare le strade che possono portare la finanza a ridurre i divari sociali e favorire soluzioni ambientali più efficaci.
La finanza climatica comprende risorse economiche, progetti e iniziative destinate a contrastare il cambiamento climatico, ridurre le sue emissioni e adattarsi ai suoi impatti. Nel tempo sono stati sviluppati diversi strumenti finanziari per perseguire questi obiettivi, come fondi per la transizione energetica, investimenti in energie rinnovabili e strumenti finanziari dedicati. Tuttavia, il cambiamento climatico non colpisce solo l’ambiente, ma ha anche profondi effetti sociali ed economici, aggravando disuguaglianze già esistenti, come quelle di genere.
Le disuguaglianze di genere si manifestano nella differenza di accesso alle risorse, all’istruzione, alle opportunità di lavoro e al potere economico, rendendo le donne e i gruppi di minoranza più vulnerabili ai rischi legati alla crisi climatica. Ciò si traduce in una maggiore esposizione alla discriminazione, alle minacce alla salute, alla perdita di mezzi di sussistenza e all’insicurezza alimentare e abitativa. Secondo UN Women, entro il 2050 il cambiamento climatico potrebbe spingere 158 milioni di donne e ragazze nella povertà, con 250 milioni a rischio di insicurezza alimentare. Tuttavia, il rapporto Adaptation Gap dell’UNEP evidenzia che un terzo dei finanziamenti contrassegnati come “significativi dal punto di vista del genere” non integra realmente questa prospettiva.
Una visione integrata delle due questioni permetterebbe quindi di rispondere alle sfide in modo più mirato ed efficace. Queste connessioni sono state al centro dell’evento organizzato da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), in collaborazione con l’organizzazione internazionale 2X Global, intitolato “Perché è importante una finanza climatica attenta al genere“, svoltosi il 19 novembre alla COP29 di Baku.
L’incontro ha riunito esperti internazionali per discutere di come la finanza climatica possa promuovere la resilienza delle comunità e apportare benefici significativi a donne e gruppi vulnerabili.
Manuel Pulgar Vidal, ex Ministro dell’Ambiente del Perù e leader globale per il Clima e l’Energia presso il WWF, ha guidato un panel di alto livello con interventi di Nancy Saich della Banca Europea per gli Investimenti, Juan Pablo Hoffmaister dell’Environmental Defense Fund e Sana Kapadia di Heading for Change. In tutti gli interventi è emerso come l’integrazione della dimensione di genere nelle strategie climatiche possa rendere le azioni di mitigazione e adattamento più efficaci.
Il confronto si è poi spostato sul ruolo chiave degli investitori pubblici e privati, con la condivisione di orientamenti volti a inserire la prospettiva di genere nei futuri progetti climatici. Contemplare la dimensione sociale e di genere nella risposta alla crisi climatica non solo permette di ottenere miglioramenti tangibili sul piano ambientale ma trasforma le sfide in opportunità per promuovere equità e sostenibilità.
Cassa Depositi e Prestiti ha inoltre ribadito l’impegno della coalizione 2X Global con un nuovo impegno finanziario, già annunciato già durante la Presidenza italiana del G7 2024, con l’obiettivo di mobilitare 20 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per promuovere investimenti che integrino clima e parità di genere.
