Obiettivo sustainable procurement e sustainable sourcing, vale a dire inserire nel processo con il quale le aziende effettuano i processi di acquisto anche esigenze sociali, economiche e ambientali, come il rispetto di leggi e obiettivi ambientali, lo smaltimento di sostanze pericolose nella catena di approvvigionamento e il controllo accurato dei fornitori sull’adozione di pratiche di lavoro eque. Questi temi sono stati al centro dell’incontro del Salone del CSR dal titolo “Il Codice di Condotta come strumento di engagement dei fornitori” promosso da UNGCN Italia, coordinato da Daniela Bernacchi, Executive Director UN Global Compact Network Italia, e a cui hanno preso parte Marco Frey, Presidente UN Global Compact Network Italia, Barbara Terenghi, EVP Sustainability & Ceo’s Office Director Edison, Valeria Bullo, Sustainability Director Zobele Holding by kdc/one, Anna Campi, Head of Procurement ERG, Barbara Casartelli, Positive Impact Leader Leroy Merlin e Bricocenter Italia, nel corso del quale sono state presentate le linee guida per la stesura del Codice di Condotta per i fornitori. Il documento punta a fornire uno strumento in grado di coinvolgere le catene di fornitura all’interno delle strategie di sostenibilità, superare le barriere strutturali che ancora esistono e generare impatto positivo lungo tutta la filiera. Il vademecum è un’iniziativa nata in risposta agli obblighi introdotti dalle recenti Direttive Europee in materia di rendicontazione di sostenibilità come Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). Per molti fornitori questi obblighi normativi vengono visti solo come un appesantimento burocratico con la compilazione di numerosi questionari richiesti da parte di clienti e finanziatori. In realtà c’è di più.
L’adozione di un Codice di Condotta per i fornitori offre molteplici benefici alle aziende e tra questi:
- stabilisce aspettative chiare per i fornitori, permettendo di creare relazioni commerciali fondate su valori condivisi e standard normativi chiari
- migliora la gestione del rischio all’interno della supply chain, grazie a fornitori più controllati e qualificati accresce la sua brand reputation
- assicura la compliance normativa a tutti i livelli, anche rafforzando i sistemi di reporting e i KPIs, per affrontare le richieste delle nuove Direttive e delle future regolamentazioni.
“Adottare un Codice di Condotta, è una scelta fondamentale che consente all’Azienda di intraprendere percorsi di sviluppo sostenibile con i propri fornitori” ha dichiarato Daniela Bernacchi – “la funzione aziendale procurement è chiamata ad agire in prima persona per implementare questi percorsi, in alleanza con la funzione sostenibilità, e l’imprescindibile commitment del top management dell’impresa. A partire da iniziative di informazione e formazione sul Codice, le aziende possono attivare progetti concreti di dialogo e accompagnamento dei supplier sui temi di sostenibilità, che mirano anche ad aumentare l’innovazione e la resilienza del business dei fornitori stessi. Dalla piena integrazione delle catene di fornitura all’interno delle strategie di sostenibilità aziendale, dipenderà la competitività delle imprese sul mercato a lungo termine.”
Il potenziale di questo strumento è enorme, ha sottolineato Frey, perché il codice di condotta si riverbera a cascata su tutti i fornitori che possono essere un numero molto elevato, e questo può facilitare la penetrazione della cultura della sostenibilità presso le piccole e medie imprese. Il panel di fornitori di ERG ad esempio, ha fatto notare Anna Campi, conta circa 1600-1700 fornitori di cui la metà è in Italia anche se non tutti con la stessa valenza strategica visto che l’80% circa del volume di acquisti è concentrato su 160-170 fornitori.
Infine, il coinvolgimento delle imprese in tutta la filiera viene ricercato dalle aziende con numerosi strumenti, ad esempio con un sistema di punteggi che prevede una premiazione dei fornitori con i migliori risultati e la richiesta di un punteggio minimo per potere partecipare ad alcuni bandi di gara.
Il vademecum è scaricabile gratuitamente dal sito dell’UN Global Compact Network Italia. Oltre 650 imprese e organizzazioni non profit italiane partecipano a UN Global Compact, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo che opera in Italia attraverso l’UN Global Compact Network Italia (UNGCN Italia).

