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Salone CSR

Le contraddizioni della sostenibilità sotto la lente del Salone CSR

Sfidare le contraddizioni. Quali? Quelle portate inevitabilmente dalla complessità della trasformazione in corso e che prima di essere risolte devono essere comprese. Con questa riflessione si sono aperti i lavori
della 12° edizione del Salone della CSR che prevede dal 9 all’11 ottobre 106 incontri che coinvolgono più di
500 relatori e oltre 270 organizzazioni tra aziende, istituzioni e realtà non profit preso la sede dell’Università Bocconi. Un’occasione di confronto a supporto della generazione di idee, e di progetti concreti, per un futuro sostenibile. Questo appuntamento culturale è una delle attività che il Salone della CSR e dell’innovazione sociale organizza nel corso dell’anno ed è affiancato da altri eventi su vari territori,
incontri online, hackathon, premi e iniziative per sostenere il percorso delle organizzazioni verso uno
sviluppo sempre più responsabile.

Rossella Sobrero, Presidente Koinètica, tra i promotori del Salone CSR, nell’incontro di apertura del Salone
CSR ha dichiarato che la sostenibilità ha raggiunto una fase di maggiore maturità e, forse, dodici anni fa il
titolo di questa edizione sarebbe stato impensabile. Essere sostenibili non è facile, né veloce e bisogna
diffidare da chi dice il contrario. Ogni visione, infatti, ha in sé il seme della contraddizione ma la presenza
degli opposti può stimolare organizzazioni e persone a vedere la realtà in una prospettiva diversa. Per una
transizione reale, quindi, è necessario un profondo cambiamento nel modo di pensare, agire e comunicare.
In particolare bisogna avere una visione chiara e consapevole degli obiettivi e della progettazione che
occorre per raggiungerli e questo vuol dire definire scadenze e tempi certi, ingaggiare in modo nuovo gli
stakeholder, decidere come saranno misurati e valutati gli impatti generati. Nessuno però si salva da solo, è
il messaggio di fondo, ed è sempre più necessario l’impegno di tutti e un continuo confronto tra gli
stakeholder.

Insieme a Rossella Sobrero, nell’incontro di apertura è intervenuto Francesco Billari, Rettore Università
Bocconi. I temi della sostenibilità, ha sottolineato Billari, in realtà sono sempre più trasversali alle materie che
vengono abitualmente studiate. Per rispondere alle esigenze delle imprese, con cui l’ateneo si confronta
costantemente, questi contenuti permeano anche materie di studio relative all’accounting e alla revisione
tradizionalmente insegnate, in modo da formare professionisti in grado di rispondere alle esigenze di
mercato. Ma non si tratta solo di acquisire competenze tecniche, ha affermato Billari, stimoliamo i nostri
studenti a sviluppare anche skill sociali ed emotive, ad esempio con l’impegno nel volontariato.
Ma la sostenibilità è un vantaggio competitivo reale per le imprese? Questo è uno degli spunti di riflessione
lanciato da alcuni studenti impegnati in percorsi di studio collegati ai temi della sostenibilità: Diletta
Servodio
, Studentessa Università IULM; Francesco Flavio Fanelli, Studente Università degli Studi di Milano e
Nabil Chaer, Studente Università Bocconi che hanno partecipato all’incontro di apertura.

Per Billari questo vantaggio competitivo per le aziende esiste solo quando accanto alla valutazione degli aspetti ESG vengono considerati anche gli aspetti economici. La sfida della sostenibilità si gioca in contemporanea su due tavoli: quello del capitale umano (vale a dire trovare le risorse in grado di rendere reale la sostenibilità) e quello della cultura (che deve permeare tutta l’azienda, a partire dai vertici). Se la governance di un’impresa non è impegnata su questi fronti il rischio di washing (vale a dire di comunicazioni non corrispondenti alla realtà) ma anche il suo opposto di assenza di comunicazioni ESG (il cosiddetto green hushing) aumenta e appiattisce la competitività e l’innovazione tra imprese.

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