Argentario museo

Scultura

L’arte scende in fondo al mare: all’Argentario nasce un museo che protegge la biodiversità

Ci sono opere d’arte destinate ai musei e altre al mare. All’Argentario, in Toscana, l’arte contemporanea si immergerà sott’acqua per diventare parte di un ecosistema vivente. Il progetto Casa dei Pesci – Argentario, promosso dal Comune di Monte Argentario insieme all’Associazione Casa dei Pesci e all’Accademia Mare Ambiente, porterà infatti cinque nuove sculture nei fondali tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole, dando vita a un nuovo museo sottomarino dove creatività, ricerca scientifica e tutela ambientale si incontrano.

Prima di scomparire sotto la superficie, le opere saranno esposte dal 12 giugno al 2 luglio in Piazza dei Rioni, affacciata sul porto storico di Porto Santo Stefano. Successivamente verranno immerse in mare, entrando a far parte di un percorso artistico e naturalistico destinato a evolversi nel tempo.

L’idea nasce dall’esperienza della Casa dei Pesci di Talamone, fondata nel 2012 dal pescatore e attivista Paolo Fanciulli per contrastare la pesca a strascico illegale e proteggere i fondali della Maremma. Negli anni il progetto è diventato un modello internazionale di conservazione marina: grandi blocchi di marmo provenienti dalle cave di Carrara vengono trasformati da artisti contemporanei in sculture sommerse che, oltre al valore estetico, svolgono una funzione di protezione dell’ambiente marino.

“Questo progetto nasce da un’idea di mare non solo come paesaggio naturale, ma come spazio collettivo da salvaguardare,” ha dichiarato il Sindaco Arturo Cerulli, “Le opere dialogano con il fondale e con la Posidonia oceanica, simbolo fragile e prezioso del Mediterraneo, trasformando il museo sottomarino in un luogo dove arte contemporanea e tutela ambientale diventano parte dello stesso racconto”.

Le nuove opere dell’Argentario sono state realizzate da sette artisti internazionali nei laboratori di Studi d’Arte Carrara utilizzando marmo donato dalla Cava Michelangelo. Firmate da Corrado Levi, Andrea Marini Leandri, Francesca Bonanni, Anna Torre, Abdulkadir Hocaoglu, Nikolas Maniatakos e Wimar Van Ommen, sono concepite per trasformarsi lentamente attraverso l’azione del mare, della luce, del tempo e degli organismi che colonizzeranno le loro superfici.

È quindi un museo che non assume una forma definitiva: “Le opere non resteranno mai uguali,” ha commentato Luigi Scotto, coordinatore del progetto per il Comune di Monte Argentario, “Il mare, il tempo e la Posidonia continueranno lentamente a trasformarle, facendole diventare parte del fondale.”

Le sculture saranno infatti collocate in un’area marina caratterizzata dalla presenza della Posidonia oceanica, una delle specie più preziose e minacciate del Mediterraneo. Accanto alle opere verranno installati reef artificiali stampati in 3D e speciali strutture progettate per favorire la ricrescita della Posidonia, fondamentale per la biodiversità marina, la protezione delle coste e l’assorbimento di carbonio.

L’obiettivo è contribuire alla creazione di un vero e proprio “giardino sommerso”, capace di favorire il ripopolamento ittico e la rigenerazione dell’habitat marino.

L’iniziativa ha raccolto il sostegno di diverse realtà del territorio e dell’ospitalità italiana, tra cui Miramis Hospitality & Entertainment e Pellicano Hotels.

La storia del progetto sarà inoltre raccontata nel documentario Beneath the Surface, diretto da Keti Stamo e prodotto da Quoiat Films, che segue il viaggio del marmo dalle cave di Carrara fino alla sua immersione nei fondali toscani.

In un momento in cui il dibattito sulla sostenibilità cerca nuovi linguaggi per coinvolgere cittadini e comunità, Casa dei Pesci dimostra come l’arte possa diventare qualcosa di più di uno strumento di sensibilizzazione. Può trasformarsi in infrastruttura ecologica, contribuire alla tutela della biodiversità e generare un nuovo rapporto tra persone, paesaggio e ambiente.

All’Argentario, le opere non saranno soltanto osservate. Saranno abitate dal mare.

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