Sugar Tax rinvio | ESGnews

Normativa

Sugar Tax, posticipata di nuovo l’entrata in vigore a gennaio 2026

L’introduzione della Sugar Tax, la tassa pensata per scoraggiare il consumo eccessivo di zuccheri e promuovere abitudini alimentari più salutari, è stata nuovamente rinviata, stavolta al 1° gennaio 2026. Si tratta dell’ottavo slittamento per una misura già al centro del dibattito sin dalla legge di bilancio 2020.

La tassa, concepita per colpire le bevande analcoliche zuccherate, è del valore di 10 euro per ettolitro sulle bibite finite contenenti almeno 25 grammi di zucchero per litro e di 0,25 euro al chilogrammo per i prodotti da diluire con almeno 125 grammi di zucchero per chilogrammo.

Le opinioni sulla sugar tax sono controverse e ha incontrato forti resistenze soprattutto da parte delle aziende produttrici di bevande che ne denunciano le ricadute economiche negative, temendo una riduzione del fatturato fino al 10% e un calo degli acquisti di materie prime pari a circa 400 milioni di euro, oltre che un aumento dei prezzi al consumo.

Dall’altro lato, i sostenitori della misura ne evidenziano i benefici come le possibili entrate per lo Stato pari a 300 milioni di euro l’anno e il contributo alla riduzione dell’obesità, in particolare tra i giovani, limitando la diffusione di prodotti ad alto contenuto di zuccheri aggiunti.

Sotto questo punto di vista, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che una tassa sullo zucchero può essere efficace solo se corrisponde ad almeno il 20% del prezzo finale del prodotto e ha sottolineato inoltre che la tassazione deve essere accompagnata da interventi educativi su un’alimentazione sana e consapevole.

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