Le iniziative legislative pianificate dal Segretario alla Salute degli USA Robert F. Kennedy Junior (RFK Jr.), andranno seguite con attenzione. Sebbene finora si sia astenuto dal formulare proposte concrete, intende avviare misure per promuovere un’alimentazione fondamentalmente più sana. Particolare attenzione sarà rivolta alla riduzione degli additivi alimentari sintetici, in particolare l’uso di coloranti artificiali come Red 3, Red 40, Yellow 5 e Yellow 6.
Poiché i coloranti naturali sono meno comuni negli Stati Uniti rispetto all’Europa, principalmente a causa della loro minore durata e stabilità, tra i produttori del settore Food&Beverage ci sarà un consistente bisogno di riformulazione. Questo potrebbe favorire i produttori di additivi specializzati in ingredienti naturali, alcuni dei quali sono quotati in borsa.
La pressione alla riformulazione colpisce i produttori di bevande: crescono i prodotti alternativi
Una delle principali preoccupazioni per RFK Jr. è la riduzione del consumo di zucchero. È attualmente in corso un dibattito sull’esclusione delle bevande zuccherate dal programma di assistenza alimentare statunitense “SNAP” destinato alla fascia di popolazione a basso reddito. Le aziende interessate sottolineano di aver già ridotto significativamente il contenuto di zuccheri e calorie dei loro prodotti negli ultimi anni.
Tuttavia, sono in atto ulteriori sforzi di riformulazione per ridurre ancora di più il contenuto di zucchero. Le alternative alimentari e le bevande senza zucchero continuano a guadagnare quote di mercato, e non solo negli USA.
Nonostante il calo della fiducia dei consumatori, il mercato degli integratori alimentari rimane notevolmente stabile. Ciò è confermato anche da un recente studio di mercato di McKinsey: oltre l’80% degli intervistati prevede di mantenere o addirittura aumentare la spesa per vitamine e integratori alimentari che promuovono la salute. Sono particolarmente richiesti preparati da banco per rafforzare il sistema immunitario e la salute dello stomaco e dell’intestino.
I trend demografici stanno anche sostenendo la crescita: la domanda di nutrizione medica sia bevibile sia somministrata per sondino continua ad aumentare. Inoltre, la crescente popolarità delle cosiddette “iniezioni dimagranti” sta alimentando l’interesse per i prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto proteico e le bevande funzionali a base di proteine per sostenere il mantenimento muscolare. Secondo i sondaggi, il consumo di yogurt è triplicato nelle famiglie dove tali prodotti vengono utilizzati. Inoltre, le autorità sanitarie statunitensi ora consentono di pubblicizzare esplicitamente i benefici dello yogurt per i diabetici.
Poiché lo yogurt è attualmente molto meno diffuso negli USA rispetto all’Europa, il rinnovato interesse per questi prodotti potrebbe essere più di una tendenza passeggera. Danone è ben posizionata in questo segmento.
Rischi doganali e perdita di potere d’acquisto: i produttori locali sono avvantaggiati
Attualmente è difficile stimare quanto la disputa doganale statunitense potrà indebolire la domanda globale, non da ultimo perché non è chiaro con quali paesi il governo statunitense riuscirà a concludere accordi commerciali solidi. Tuttavia, una cosa è certa: in paesi come Cina, India, Vietnam e Bangladesh, un calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti potrebbe pesare sull’occupazione, e quindi indebolire ulteriormente il potere d’acquisto.
In un contesto simile, le aziende che producono localmente prodotti alimentari ad alta domanda sono quelle che probabilmente ne trarranno i maggiori benefici. In Cina, ad esempio, la domanda di alimenti per l’infanzia è tornata a crescere, indipendentemente dalla questione tariffaria, ma spinta da un aumento del tasso di natalità in seguito al cosiddetto Anno del Drago. In India, invece, la diffusione dei frigoriferi continua a crescere, con il risultato che il consumo di gelati è quasi quadruplicato negli ultimi dieci anni.
Dal punto di vista degli investitori internazionali, tuttavia, emerge un problema: la crescita in questi mercati è spesso guidata da aziende locali difficili da raggiungere con investimenti diretti. La partecipazione indiretta è quindi solitamente possibile solo attraverso l’industria degli additivi alimentari con presenza globale. In questo contesto, non sorprende che i principali fornitori di additivi al di fuori dei mercati già consolidati stiano registrando tassi di crescita doppi rispetto alla media globale.
Tariffe, tassi di interesse, domanda: opportunità per i titoli del settore alimentare
Una recessione negli USA non può più essere esclusa. Tuttavia, il cibo rimane un bisogno primario essenziale. Invece di costose uscite al ristorante, molti consumatori potrebbero orientarsi verso i pasti economici preparati a casa. La debole performance delle vendite all’inizio dell’anno è riconducibile in gran parte a fattori sfavorevoli di calendario e meteorologici, incluso lo spostamento del calendario delle festività pasquali. Nel corso dell’anno si prevede, quindi, un graduale miglioramento della performance per molte aziende del comparto Food&Beverage. Considerando i potenziali rischi al ribasso legati alla politica tariffaria statunitense, i titoli europei appaiono relativamente meno rischiosi – sebbene resti fondamentale monitorare attentamente le relazioni valutarie e l’esposizione geografica.
I tagli dei tassi di interesse su entrambe le sponde dell’Atlantico potrebbero fornire ulteriore sostegno al settore alimentare a lungo trascurato. Sono particolarmente promettenti i segmenti che stanno beneficiando di una crescita strutturale, come la crescente domanda di prodotti proteici o la crescente domanda di additivi alimentari da parte dei clienti locali nel Sud-est asiatico.
