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Twin transition

Il Consiglio dell’UE aggiorna le regole sugli strumenti di misura per la transizione verde e digitale

Il Consiglio dell’UE ha adottato la sua posizione sulla modernizzazione delle norme sugli strumenti di misura, aggiornando un impianto legislativo vecchio di vent’anni alle esigenze delle transizioni verde e digitale.

Il nuovo mandato introduce così regole pensate per favorire la diffusione di tecnologie sostenibili e interconnesse, come le apparecchiature di ricarica dei veicoli elettrici, i distributori di gas compresso e i contatori di energia elettrica, del gas e di energia termica.

Al tempo stesso, il testo affronta la crescente digitalizzazione del settore, rendendo esplicito il riconoscimento delle soluzioni basate su cloud e dei sistemi di visualizzazione a distanza, come display remoti o interfacce digitali su smartphone e veicoli. Per i contatori di gas ed elettricità, i dati dovranno essere accessibili direttamente sul dispositivo o attraverso un visualizzatore remoto, a garanzia della trasparenza verso il consumatore finale.

Un aspetto tecnico ma strategico del nuovo impianto riguarda i dispositivi di conversione dell’energia, per i quali vengono introdotti criteri di valutazione della conformità uniformi e un margine massimo di errore dello 0,05%. Si tratta di un passaggio fondamentale per la precisione dei sistemi che trasformano la quantità di gas misurata in energia, basandosi sul potere calorifico del combustibile, una componente sempre più importante anche in vista dell’utilizzo di gas emergenti come l’idrogeno.

Il Consiglio amplia inoltre l’ambito di applicazione delle norme relative ai caricatori per veicoli elettrici, eliminando distinzioni tra usi residenziali, commerciali o industriali leggeri. L’estensione copre anche ambiti finora marginali, come le infrastrutture di alimentazione per treni, imbarcazioni, navi e aeromobili. È previsto anche un chiarimento tecnico sui cavi con connettori, per consentirne la sostituzione senza compromettere la sicurezza o le prestazioni del dispositivo, un dettaglio che va incontro alla logica di interoperabilità richiesta dal mercato e dagli obiettivi di efficienza energetica.

Per evitare interruzioni nel mercato durante la fase di transizione, la posizione del Consiglio prevede che i certificati nazionali già rilasciati restino validi per dodici anni dopo l’entrata in vigore della direttiva aggiornata, salvo scadenze precedenti. Anche il periodo di applicazione delle nuove disposizioni è stato esteso da 24 a 30 mesi, in modo da permettere un adeguamento graduale delle normative nazionali e del settore produttivo.

Con il mandato negoziale ora formalizzato, la presidenza del Consiglio potrà avviare i colloqui con il Parlamento europeo, che dovrà a sua volta adottare la propria posizione. L’obiettivo è chiudere il pacchetto in tempi utili per accompagnare la trasformazione tecnologica e industriale dell’Unione, garantendo regole chiare, neutre dal punto di vista tecnologico e coerenti con le ambizioni di decarbonizzazione.