Erreà, azienda di abbigliamento tecnico sportivo, in collaborazione con Ympact, realtà attiva nel settore delle tecnologie per la tracciabilità e la riduzione d’impatto nel sistema moda, ha introdotto il passaporto digitale nei suoi prodotti.
L’azienda ha intrapreso un percorso strategico volto a integrare i criteri ESG all’interno delle proprie iniziative e dei processi di rendicontazione, attraverso una raccolta sistematica di dati lungo l’intera catena del valore e il coinvolgimento attivo della filiera produttiva. In questo contesto, la tracciabilità si configura, come evidenziato in una nota congiunta, non solo come uno strumento di trasparenza, ma anche di empowerment per il consumatore, che può così compiere scelte più consapevoli.
Avviato inizialmente per soddisfare le crescenti esigenze di compliance normativa, il progetto si sta evolvendo per rispondere alle aspettative di un mercato sempre più sensibile alla sostenibilità e alla tracciabilità dei prodotti. Erreà ha completato la mappatura della propria catena di fornitura e, grazie all’integrazione tra i sistemi aziendali e i moduli digitali di Ympact, i dati raccolti confluiscono nel Digital Product Passport (DPP): un passaporto digitale associato a ciascun capo, identificato tramite un codice univoco, che ne certifica origine e impatto ambientale.
“Il passaporto digitale di prodotto non è solo un’innovazione tecnologica: è un’infrastruttura di senso. Permette di leggere ogni elemento della filiera con metodo, di dare trasparenza ai processi e rendere visibile ciò che prima restava sommerso” ha affermato Massimo Brandellero, CEO & Co-founder di YMPACT
Ogni prodotto sarà pertanto dotato di un QR code che consentirà di accedere a un archivio digitale con informazioni su origine delle materie prime, processi di produzione e certificazioni. Il passaporto digitale sarà disponibile per i prodotti realizzati a partire dal primo marzo 2025, mentre per quelli precedenti sarà attivata una pagina dedicata sul sito dell’azienda per la consultazione delle informazioni disponibili.
Il DPP offrirà inoltre metriche per monitorare il coinvolgimento degli utenti finali: sarà possibile infatti monitorare il tasso di scansione dei prodotti, analizzandolo per paese, periodo temporale e dispositivo utilizzato. Questi dati rappresenteranno una fonte di approfondimento, per comprendere meglio le abitudini dei consumatori e rafforzare il dialogo tra brand e community.
“Non basta parlare di sostenibilità: oggi serve dimostrarla, tracciarla e condividerla. Il Passaporto Digitale è la nostra risposta concreta e responsabile verso i nostri clienti e verso l’ambiente,” ha dichiarato Roberto Gandolfi, Vice Presidente di Erreà.
Oggi, il campo da gioco si estende oltre lo sport. Con questo progetto, Erreà sceglie di giocare la partita più importante: quella della trasparenza, della responsabilità e dell’impatto positivo, afferma l’azienda nel comunicato stampa dell’iniziativa.
