Passaporto digitale dei prodotti | ESGnews

Webinar Erion Textiles

Digital Product Passport: nel settore tessile serve congiunzione tra aziende, istituzioni e tecnologie

Dal 2027 sarà obbligatorio adottare il DPP (Digital Product Passport), una piattaforma di raccolta dati che fornirà informazioni dettagliate su tutto il ciclo di vita dei prodotti: dall’origine delle materie prime, alle quantità di contenuto riciclato, fino al loro grado di riparabilità e durabilità. Si tratta di una sfida complessa, soprattutto per le aziende che operano in settori con catene di fornitura globali e strutture decentralizzate, come quelle del tessile e dell’elettronica. Per questo è fondamentale, in primo luogo partecipare attivamente agli sviluppi normativi con l’obiettivo di anticipare le specificità normative per orientare le scelte tecnologiche delle aziende interessate.

È quanto emerso dal webinar Digital Product Passport: opportunità e sfide per il Tessile, promosso da Erion Tectiles, Consorzio del Sistema Erion dedicato alle aziende del settore tessile, che ha analizzato come lo sviluppo e l’applicazione di questo tool possa essere efficace con un approccio di sistema strategico e collaborativo da parte di tutta la filiera, anche grazie alle infrastrutture digitali e a investimenti tecnologici a supporto del settore tessile.

“Il Digital Product Passport rappresenta un’opportunità straordinaria per il settore tessile, ma la sua realizzazione richiede la presenza di un fronte comune” ha sottolineato Raffaele Guzzon, Presidente di Erion Textiles. “Gli elementi sul tavolo sono numerosi e complessi: dalla definizione tecnica, probabilmente basata su tecnologie blockchain per garantire l’immutabilità dei dati, alla creazione di infrastrutture digitali interoperabili. È fondamentale che tutti gli attori della filiera collaborino per la corretta introduzione di questa tecnologia. Infine, credo sia necessario che, a livello europeo, venga chiarito al più presto quali informazioni dovranno essere inserite nel DPP e che, in funzione di ciò, sia lasciato tempo alle aziende di adeguare i propri sistemi informatici”.

La roadmap normativa

Per Erion Textiles è fondamentale, in primo luogo, la partecipazione attiva agli sviluppi normativi, con l’esecuzione di un monitoraggio degli atti delegati di settore attraverso il Forum Ecodesign europeo e l’analogo tavolo italiano, con un focus sulla definizione tecnica del DPP tessile e sui criteri di validazione dei dati. L’obiettivo è quello di anticipare le specificità normative per orientare le scelte tecnologiche delle aziende associate.

Una volta definiti i confini normativi, serve sviluppare soluzioni pilota avanzate, ovvero lavorare sulla creazione di sistemi di raccolta e gestione dati capaci di sfruttare le tecnologie blockchain per garantire l’immutabilità delle informazioni, la tracciabilità end-to-end e l’interoperabilità tra sistemi EPR esistenti. Sarà poi necessario costruire modelli collaborativi di filiera, realizzando piattaforme digitali comuni che connettano produttori, terzisti e operatori del recupero, e che siano capaci di garantire trasparenza normativa senza compromettere la riservatezza commerciale. Servirà, infine, una formazione specialistica con programmi mirati a introdurre nuove figure professionali capaci di gestire efficacemente i nuovi obblighi informativi.

Esempi virtuosi

Mentre l’industria della moda si interroga ancora sull’implementazione del Digital Product Passport, alcune aziende hanno scelto di passare dalla teoria alla pratica. Save The Duck e Rifò rappresentano esempi virtuosi di come le aziende possano anticipare le normative europee, sperimentando già oggi prototipi di DPP che dimostrano la concreta applicabilità di una tecnologia che punta alla sostenibilità.

“Un set importante di informazioni sui nostri prodotti sono ora consultabili dal cliente grazie a questo tool, che in origine era utilizzato per garantire solamente l’originalità dei nostri capi” ha dichiarato Silvia Mazzanti, Sustainability Manager di Save The Duck. “Questa iniziativa rappresenta la nostra personale declinazione del Digital Product Passport. È lo strumento di connessione col cliente grazie al quale abbiamo iniziato a raccontare la storia di ogni capo, condividendo dettagli sulla produzione e i materiali utilizzati, le caratteristiche tecniche e le certificazioni. Attraverso il QR Code, applicato sui nostri capi, possiamo inoltre tenere informata la community sui nostri progetti e iniziative. In questo primo anno abbiamo avuto decine di migliaia di accessi e contiamo di crescere ancora”.