Esma finanza sostenibile greenwashing Gasperini | ESG News

Analisi di Reuters

Nel 2023 calano i prestiti sostenibili (-36%), complice la stretta normativa

Sustainability-linked Loans (SLL), nel mirino da parte delle banche in risposta alla crescente pressione normativa e per conferire maggiore credibilità a un mercato che sperano di far crescere. Questa tendenza ha portato nel 2023 a un deciso calo dei volumi di prestiti legati alla sostenibilità, i cui costi sono legati a obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG). È quanto osserva l’agenzia Reuters.

I prestiti legati alla sostenibilità, utilizzati per la prima volta nel 2017, offrono prestiti leggermente più economici, in genere circa 2,5-10 punti base in meno, se le aziende raggiungono obiettivi ESG come la riduzione delle emissioni di CO2 o il miglioramento della diversità all’interno dei consigli di amministrazione.

In questo contesto, le banche si trovano a dover fornire standard più severi, come previsto dalla normativa, senza però frenare la domanda di SLL, che a differenza dei prestiti legati a progetti specifici consentono ai mutuatari di utilizzare il denaro raccolto come preferiscono. Il rischio, qualora le banche non richiedessero requisiti più stringenti per ottenere un prestito ESG, è di incorrere in pratiche di greenwashing.

In un contesto in cui si è diffusa l’idea che gli SLL consentano alle aziende di gonfiare le proprie performance di sostenibilità, i dati LSEG (London Stock Exchange Group) mostrano che l’emissione è crollata del -36% a 310 miliardi di dollari finora nel 2023, rispetto ai 480 miliardi di dollari nel 2022. Anche i volumi totali dei prestiti sono diminuiti nel periodo (-21%).

Diminuiscono i prestiti legati alla sostenibilità (SLL) nel 2023

Fonte: Reuters su dati LSEG. Volumi in miliardi.

Il calo, spiega Reuters, è in parte legato al fatto che le banche possono rimuovere l’etichetta legata alla sostenibilità dai prestiti se gli obiettivi non sono più ritenuti appropriati. E l’irrigidimento dei requisiti delle banche sta scoraggiando alcuni emittenti dall’utilizzare gli SLL, hanno rivelato a Reuters banchieri e avvocati.

A fine giugno, la Financial Conduct Authority (FCA) britannica aveva messo in guardia sulle preoccupazioni relative all’integrità del mercato SLL, tra cui incentivi deboli, potenziali conflitti di interessi e obiettivi poco ambiziosi. In particolare, la FCA aveva evidenziato che gli incentivi retributivi delle banche per raggiungere gli obiettivi di finanziamento ESG avrebbero potuto creare potenziali conflitti di interessi, incoraggiandole ad accettare obiettivi aziendali deboli.

In generale, alla stretta dei regolatori come l’FCA, le banche hanno risposto con più sanzioni nelle SLL che aumentano il costo del prestito se un’azienda non raggiunge gli obiettivi ESG, insistendo anche sul diritto di rimuovere l’etichetta SLL nei casi di “grave controversia” e utilizzano un linguaggio non testato. Secondo quanto riportato da Reuters, gli istituti di credito stanno anche valutando clausole per innescare un default che richiede il rimborso immediato se si ritiene che un mutuatario abbia rinnegato gli impegni di sostenibilità. Ciò potrebbe scoraggiare un numero ancora maggiore di mutuatari, conclude Reuters.