Secondo la rilevazione di Mefop, società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione fondata nel 1999 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, a fine settembre 2021 il patrimonio dei fondi pensione negoziali, era amministrato quasi del tutto da 40 operatori attraverso 274 mandati di gestione.
Mefop rivela che alla fine del terzo trimestre dello scorso anno, il patrimonio di questi fondi era di 63,9 miliardi di euro, il 5,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Il 99,3 % delle risorse (circa 63,4 miliardi), come detto, era affidato ai 40 player tramite i 274 mandati, mentre il restante 0,7 % del patrimonio totale, ovvero 450 milioni di euro circa, risultava investito direttamente dai fondi.
Tra i 40 operatori, a fine settembre i primi 10 erano Amundi, con 31 mandati di gestione, seguita da Eurizon con 26 e Candriam con 20, Anima e UnipolSai rispettivamente con 19 e 18 mandati, Axa e Groupama con 16, Generali con 13, Credit Suisse con 12 e infine BlackRock con 11.
Nella sua rilevazione, Mefop segnala che nessun player supera il 10% delle risorse totali, e quindi il grado di concentrazione del mercato, calcolato tramite il Four-firm concentration ratio (CR4), è pari al 35,17%, il che vuol dire che c’è un’ottima concorrenza. Sempre secondo Mefop, spesso i Fondi pensione negoziali hanno difficoltà a trovare gestori finanziari “disposti a investire il patrimonio dei comparti garantiti: negli ultimi anni, infatti, i Fpn spesso non sono riusciti a rinnovare le convenzioni precedentemente stipulate a causa del mancato interesse da parte dei gestori a partecipare al processo di selezione”, si legge sul sito.
