Con ConsulenTia25 “vogliamo fornire una traccia, che unisca tutte le tessere del mosaico del contesto in cui operiamo, trattando i temi che toccano da vicino la professione, dalle implicazioni normative ed etiche dell’IA, all’indifferenza di genere, ai giovani, fino alla formazione”, ha esordito il presidente Anasf Luigi Conte all’inaugurazione dell’evento organizzato dall’associazione dei consulenti finanziari che ha visto oltre 1.500 visitatori unici nella giornata di apertura.
In Un’ora con…, il consueto appuntamento di approfondimento che apre la manifestazione, Alec Ross, autore americano, imprenditore ed esperto di politiche tecnologiche ha affrontato il cambiamento geopolitico del contesto economico, politico e sociale dei “furiosi anni Venti” del 2000, in cui una dirompente transizione geopolitica si accompagna a quella economica.
“Negli ultimi anni le tecnologie stanno diventando sempre più umane e gli umani stanno diventando sempre più artificiali. Ciò che è umano, però, rimane imprescindibile. I vostri clienti hanno bisogno di qualcuno che possa ascoltarli, interpretarli e affiancarli. In un mondo sempre più algoritmico non possiamo dimenticare il nostro lato umano”, ha commentato Ross che – rivolto ai consulenti finanziari – ha continuato “svolgere il vostro lavoro è come fare una gara con uno zaino pieno di sassi: l’intelligenza artificiale può alleggerire questo zaino, creando una maggiore automatizzazione dei processi. Il ruolo chiave dei consulenti finanziari è quello di collegare l’intelligenza artificiale con la saggezza umana.”
L’intelligenza artificiale è stata al centro anche del convegno L’AI tra transizione regolatoria e finanza etica, dove si sono esplorati i principi etici e giuridici fondamentali per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e in particolare approfondire l’importanza di bilanciare l’innovazione tecnologica con la tutela dei diritti fondamentali, esplorare il ruolo della fiscalità nelle decisioni di policy maker, evidenziando parallelamente come strumenti fiscali mirati possano incentivare un uso responsabile dell’IA e facilitare l’accesso al credito.
“La domanda a cui desidero si offra una risposta chiara è come migliorare l’accesso agli investimenti, in un contesto in cui il rapporto tra finanza ed etica sia coniugato in maniera tale che lo Stato costruisca un sistema controllato e concorrente con gli altri Paesi europei o internazionali. Leggo nel federalismo differenziato un’opportunità non nell’ottica divisiva ma nella coesione per una maggiore forza economica. In questo vedo un cammino finalizzato innanzitutto a una semplificazione amministrativa”, ha affermato Alessio Mauro, associato di Diritto dell’economia, Università degli studi eCampus.
Sul tema sono intervenuti anche Eugenio Gaudio, già rettore dell’Università degli studi La Sapienza, presidente Fondazione Sapienza, Francesco Eriberto D’Ippolito, direttore Dipartimento di Scienze politiche e ordinario di Storia della giustizia e Storia del diritto e delle istituzioni politiche, Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, Vincenzo Sanasi D’Arpe, amministratore delegato Consap, Vincenzo Pepe, presidente nazionale Fare Ambiente e Giovanni Carnovale, presidente Agorà Institute. Come coniugare sostenibilità ed intelligenza artificiale? Non è possibile ostacolare uno sviluppo che comporta dei rischi ma occorre anche considerare che nulla ha rischio zero. Il rischio deve essere però sostenibile e avere dei limiti che necessariamente devono adattarsi alle diverse situazioni di applicazione. I rischi prospettati sono vari: dai bias alla base della costruzione dei modelli, alla mancanza di trasparenza dei meccanismi dell’intelligenza artificiale a una maggiore manipolazione dei mercati ed esposizione ai rischi informatici oltre che alla dipendenza alla tecnologia. A fare da contraltare la necessità di consapevolezza e formazione insieme ai temi della responsabilità e dell’etica. Il cambiamento è in atto, con inevitabili implicazioni n termini di mercati e di occupazione e occorre prepararsi per questa sfida, è la pressoché unanime considerazione dei partecipanti al convegno.
La sfida della transizione normativa tra AI e Finanza è stata dibattuta infine nella tavola rotonda a cui hanno preso parte Francesca Quadri, consigliere di Stato, capo Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Marco Sepe, ordinario di Diritto dell’economia, UniTelma Sapienza e Luca Di Donna, ordinario di Diritto privato, Università La Sapienza.
Le conclusioni sono state tirate da Gianpiero Paolo Cirillo, già presidente di Sezione del Consiglio di Stato con ulteriori spunti di riflessione. Ad esempio chi risponde per i danni derivanti dall’utilizzo di algoritmi? La tradizionale suddivisione giuridica tra persone fisiche, giuridiche ed enti di fatto è oggi in grado di rapportarsi con una realtà in cui l’intelligenza artificiale ha un ruolo sempre più rilevante? Si parla di soggetti giuridici digitali ma ci sono ancora molte considerazioni da fare, a partire dal fatto che dietro un algoritmo non c’è un patrimonio proprio che risponde agli eventuali danni e che molto dipende da chi e da come lo utilizza. Un altro tema di riflessione è quello della riserva di umanità: è impensabile un processo integralmente automatizzato in cui cioè le decisioni finali vengano prese senza alcun intervento umano, l’intelligenza artificiale è un ausilio per gestire i sistemi giuridici (e non solo) e una parte, una riserva appunto, deve essere affidata alla supervisione dell’essere umano per la decisione finale.
