“Bruciare gas per generare elettricità è totalmente stupido, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, il gas è prezioso e dovrebbe essere utilizzato solo dove è insostituibile”. Sono queste le parole di Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale del gruppo Enel al Financial Times, che riassumono la visione del numero uno della principale utility italiana sull’attuale situazione di emergenza che tocca il settore energetico. E per uscire dall’attuale situazione la risposta sono le rinnovabili che hanno il pregio di sganciare l’Italia dalla dipendenza di import del gas da paesi terzi e al contempo sono in linea con il necessario processo di decarbonizzazione.
Il CEO della utility italiana sottolinea come quello della dipendenza europea da paesi terzi per gli approvvigionamenti di gas sia un problema che avrebbe dovuto essere stato affrontato già tempo fa perché fare affidamento su Paesi terzi per le proprie fonti di energia può creare problemi, come era avvenuto per la Libia ancor prima che per la Russia.
Starace invita a diversificare le fonti energetiche ed esorta le nazioni europee a liberarsi dai “legami fisici” con altri paesi attraverso la costruzione di impianti di rigassificazione e il leasing di quelli fluttuanti per la lavorazione di gas naturale liquefatto marittimo, che permetterebbe di differenziare le forniture e tagliare i legami con i gasdotti fissi.
D’altronde, l’AD di Enel la settimana scorsa aveva anche dichiarato in occasione del Ministerial Meeting della IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, che “non c’è contraddizione tra ciò che dobbiamo fare per il cambiamento climatico e la sicurezza energetica. In realtà è un’accelerazione della sicurezza energetica che richiede un grande salto nella decarbonizzazione delle nostre economie”.
“Naturalmente queste cose richiedono del tempo, quindi bisogna fare le cose in ordine di importanza e chiaramente” ha sottolineato Starace al Financial Times, “devi prima sopravvivere e poi cercare di ridurre la tua dipendenza”.
Guardando all’Italia però sorge il dubbio se le tempistiche necessarie riusciranno a soddisfare le esigenze considerando la presenza sul territorio di soli tre rigassificatori e le difficoltà nell’ottenimento dei permessi per l’installazione di impianti di energia rinnovabile su cui in questi giorni il governo sta lavorando anche a seguito della richiesta da parte della maggioranza in Parlamento di una semplificazione delle regole sulla cosiddetta autorizzazione unica prevista dal decreto del 2011 sulle rinnovabili e la spinta da parte dell’UE per potenziare i pacchetti “anti burocrazia” e sostenere gli investimenti in energia pulita. Proprio di questi giorni è la denuncia da parte di Legambiente che ci sono più di 1400 domande da inizio 2021 di allacciamento alla rete elettrica di impianti eolici e solari non ancora approvate per problemi burocratici.
