Pepsi posticipa obiettivi di sostenibilità | ESGnews

Politiche ESG

Pepsi rivede gli obiettivi su clima e imballaggi

Pepsi, uno dei principali gruppi mondiali nel settore food & beverage, ha annunciato una revisione dei propri obiettivi di sostenibilità, riguardanti nello specifico clima, imballaggi, agricoltura e gestione dell’acqua. Tra i cambiamenti principali il rinvio di dieci anni, dal 2040 al 2050, del traguardo per raggiungere le emissioni nette zero di gas serra lungo l’intera catena del valore.

Pur rafforzando il proprio impegno verso pratiche agricole sostenibili e confermando l’obiettivo di diventare “water positive” entro il 2030, l’azienda ha spiegato che la modifica degli obiettivi climatici e sugli imballaggi è stata dettata da “fattori esterni” che influenzano i progressi.

Secondo Pepsi, tali cambiamenti riflettono una valutazione più realistica delle tempistiche necessarie per raggiungere determinati traguardi, a causa di fattori globali come l’infrastruttura insufficiente per il riciclo e il riuso, la modernizzazione delle reti elettriche, la limitata disponibilità e competitività economica dei veicoli elettrici, e politiche governative eterogenee e in evoluzione.

Oltre al rinvio dell’obiettivo net zero, Pepsi ha modificato altri target climatici. L’obiettivo di ridurre le emissioni Scope 1 e 2 del 75% entro il 2030 (rispetto al 2015) è stato aggiornato con un nuovo traguardo del 50%, ma su base 2022. Anche gli obiettivi intermedi per le emissioni Scope 3 sono stati rivisti: per il settore Energia e Industria (E&I), l’obiettivo passa dal 40% (su base 2015) al 42% (su base 2022), mentre per Foreste, Suolo e Agricoltura (FLAG) si passa dal 40% al 30%.

Nonostante questi adeguamenti, Pepsi ha sottolineato che i nuovi obiettivi restano in linea con l’ambizione globale di contenere l’aumento delle temperature entro 1,5°C, secondo le linee guida della Science Based Targets Initiative (SBTi) per i settori E&I e FLAG.

Sul fronte degli imballaggi, l’azienda ha modificato l’obiettivo di riduzione del 20% della plastica vergine da fonti non rinnovabili entro il 2030, sostituendolo con una nuova strategia che punta a una riduzione media annua del 2% della plastica vergine fino al 2030, concentrandosi sugli imballaggi primari nei mercati principali. L’obiettivo di utilizzare il 50% di plastica riciclata è stato rivisto a favore di un nuovo traguardo del 40% (o più) entro il 2035, sempre con focus sulla plastica primaria.

L’azienda ha inoltre deciso di abbandonare l’ambizione di offrire il 20% delle bevande tramite modelli riutilizzabili entro il 2030, ma continuerà a lavorare sul riutilizzo nell’ambito dell’obiettivo più ampio di rendere, entro il 2030, il 97% degli imballaggi (primari e secondari) riutilizzabili, riciclabili o compostabili. Questi aggiornamenti seguono una tendenza già avviata da Coca-Cola a fine 2024.

Infine, PepsiCo ha ampliato il proprio impegno in ambito agricolo, aumentando da 7 a 10 milioni gli acri su cui implementare pratiche rigenerative, protettive o di ripristino entro il 2030. Ha inoltre aggiornato i propri obiettivi per la gestione delle risorse idriche, concentrandosi maggiormente sulle aree a rischio elevato, pur mantenendo l’ambizione di diventare “water positive” entro il 2030.

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.