Incendio California | ESGnews

Cambiamento climatico

Incendi in California, aggiornamenti e cosa c’entra il climate change

Una combinazione “perfetta” di fattori climatici, meteorologici e gestionali è quella che ha reso le condizioni propizie ai gravi incendi che da mercoledì 8 gennaio stanno devastando la California meridionale in particolare le contee di Ventura e Los Angeles.

Il dito è puntato senza dubbio sul cambiamento climatico che aumenta la frequenza di eventi estremi e in particolare del cosiddetto “climate whiplash” ovvero l’alternanza di lunghi periodi di siccità a piogge intense. La quantità di acqua che cade con le piogge è la stessa ma è ripartita in maniera diversa da un punto di vista temporale: non piove poco spesso, ma tanto in una volta sola. Questo fenomeno ha favorito la crescita di vegetazione abbondante, poi trasformata in carburante per gli incendi a causa di ondate di calore record e dell’aumento delle temperature che hanno seccato in fretta tale vegetazione rendendola più arida e perfetta per una propagazione più severa e ampia degli incendi.

A questo si sono aggiunti i venti di Santa Ana, che stanno soffiando a una velocità che raggiunge i 160 km/h, e l’umidità estremamente bassa che, contribuendo ad accelerare la propagazione delle fiamme, rendono quasi impossibile contenerle rapidamente.

E mentre la West Coast brucia emerge sempre più la rilevanza che i fattori umani hanno nell’innescare questi eventi catastrofici e le condizioni critiche del caso.

Per esempio alcune stime rivelano che l’85% degli incendi è causato dall’uomo, spesso per disattenzioni come fuochi lasciati incustoditi o scintille da linee elettriche danneggiate. Proprio delle ultime ore è la notizia che in questo caso è probabile che le linee elettriche siano state un fattore scatenante.

Inoltre l’espansione dell’urbanizzazione e l’aumento della costruzione di abitazioni in aree naturali ha esposto più persone e strutture al rischio di incendi, rendendo più difficile una gestione preventiva.

Una tempistica anomala

Questi incendi sono insoliti per il periodo invernale. In genere, gli incendi più devastanti in California si verificano in estate, quando il clima è più caldo e secco. Tuttavia, una combinazione di siccità improvvisa, venti forti e vegetazione secca ha reso possibile il disastro anche a gennaio, spingendo gli esperti a parlare di un’estensione della “stagione degli incendi” in un “anno di incendi”.

La situazione al 10 gennaio

Gli incendi, che sono raddoppiati nell’arco di 7 ore, si sono diffusi in alcune parti dell’area di Los Angeles, causando cinque morti e bruciando centinaia di edifici, che hanno provocato ordini di evacuazione per oltre 179.000 persone. Attualmente più di un milione e mezzo di utenti sono rimasti senza elettricità in tutto lo stato della California. Inoltre, nelle ultime ore la qualità dell’aria si è drasticamente deteriorata a causa del fumo, con effetti negativi sulla salute pubblica.

È stata ordinata l’evacuazione a Hollywood, dopo lo scoppio di un nuovo incendio a poche centinaia di metri da Hollywood Boulevard. Le abitazioni delle star che nell’incendio che hanno subito danni sono la villa di Paris Hilton a Malibu e la villa di Anthony Hopkins a Pacific Palisades. Ad aver perso le loro abitazioni ci sono anche Billy Crystal, Eugene Levy, Diane Warren, Adam Brody, John Goodman e Jamie Lee Curtis, che ha donato un milione di euro per l’emergenza. Le residenze di Steven Spielberg e Tom Hanks si sono salvate, nonostante siano adiacenti agli incendi, e altri divi, tra cui Ben Affleck, Mandy Moore e John Legend, sono dovuti fuggire dalle loro case.

È infatti Sunset Boulevard, la famosa strada di West Hollywood, ad essere stata distrutta e nella stessa condizione di rischio si trovano l’Hollywood Boulevard e il TLC Chinese Theatre. Un altro incendio è scoppiato nel vicino quartiere di Studio City, con 1500 edifici distrutti e 100.000 abitanti che sono stati costretti a fuggire di fronte alle fiamme.

Al momento i danni stimati potrebbero superare i 57 miliardi di dollari.

La reazione politica

Nel frattempo la politica si divide sulle cause e le responsabilità degli incendi: Bernie Sanders ha definito il cambiamento climatico come un problema reale che Donald Trump deve ammettere e gestire come “crisi esistenziale”. Mentre dal canto suo il neo presidente ha affermato che la colpa di quello che sta succedendo a Los Angeles è del governatore democratico Gavin Newsom il quale “non ha fatto un buon lavoro” con la sua amministrazione.

Un ulteriore contributo, più mirato sulle misure denominate Diversity, Equity & Inclusion (DEI), è quello di Elon Musk, che attribuisce la colpa degli incendi a Kristin Crowley, a capo del Los Angeles Fire Department, anche in correlazione con le sue politiche inclusive.

Nel frattempo, Joe Biden ha approvato la dichiarazione di grave disastro in California, ordinando nuovi aiuti federali e decidendo di annullare il suo prossimo viaggio in Italia per rimanere concentrato sulla direzione della piena risposta federale dei prossimi giorni.

La situazione al 13 gennaio

Prosegue l’allarme con il numero di vittime che sale a 24 e la stima dei danni che raggiunge 250 miliardi di dollari. È stata dichiarata emergenza sanitaria nel Paese. I fuochi domati rappresentano solo l’11%.

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.