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Clima: uragani e terremoti potrebbero causare perdite assicurate a livello globale per 300 mld

Nel 2025, in linea con un trend di crescita annuale di lungo periodo del 5-7%, le perdite assicurate globali da catastrofi naturali potrebbero toccare i 145 miliardi di dollari, a causa soprattutto di pericoli secondari come forti tempeste causate da uragani, alluvioni e incendi. È questo quanto emerge secondo l’analisi sigma del Swiss Re Institute, in cui i pericoli primari come terremoti e uragani rappresentano il rischio maggiore, con potenziali perdite assicurate in un anno di picco che possono arrivare o anche superare i 300 miliardi di dollari.

Perdite economiche e assicurate totali nel 2024 e nel 2023

Prezzi in miliardi di dollari20242023Media negli ultimi 10 anni
Perdite economiche (totale)328303254
Catastrofi naturali318292242
Catastrofi causate dall’uomo101113
Perdite assicurate (totale)146125108
Catastrofi naturali13711598
Catastrofi causate dall’uomo91010
Nota: A causa dell’arrotondamento, alcuni totali potrebbero non corrispondere alla somma  delle singole cifre.
Fonte: Swiss Re Institute

Il 2025 è iniziato con gli incendi di Los Angeles che hanno causato perdite assicurate stimate in 40 miliardi di dollari. Sebbene queste perdite derivanti da un pericolo secondario siano significative, i pericoli primari rimangono la minaccia più grande: quando un uragano violento o un forte terremoto colpisce un’area urbana densamente popolata, quell’anno le perdite assicurate possono essere più del doppio rispetto al trend dei danni di lungo periodo.

“Oltre a supportare i clienti nel trasferimento tradizionale dei rischi, i riassicuratori forniscono anche dati, informazioni relative ai rischi e conoscenza sui punti di vulnerabilità” ha dichiarato Urs Baertschi, CEO Property & Casualty Reinsurance di Swiss Re. “Il settore della riassicurazione interviene per assorbire gli shock quando il pericolo si trasforma in catastrofe ed è un interlocutore fondamentale per quando riguarda la consapevolezza e la prevenzione dei rischi”.

Gli anni di picco, dovuti a qualche evento di pericolo primario o alla somma di eventi di pericolo sia secondario che primario, non dovrebbero essere considerati un’anomalia. L’anno di picco delle perdite più recente è stato il 2017, con gli uragani Harvey, Irma e Maria. Da allora, il rischio sottostante è aumentato in maniera costante di pari passo con la crescita economica, demografica e l’espansione urbana anche in aree vulnerabili alle catastrofi naturali. Inoltre, gli effetti dei cambiamenti climatici stanno contribuendo ad aggravare le perdite per certi rischi meteorologici e in alcune aree geografiche.

I risultati

Secondo le stime del Swiss Re Institute, alcuni degli uragani che hanno colpito all’inizio del XX secolo oggi causerebbero danni per oltre 100 miliardi di dollari. Ad esempio, l’uragano Andrew ha causato nel 1992 perdite assicurate ai prezzi odierni per 35 miliardi di dollari.

Se un uragano dovesse seguire oggi lo stesso percorso, provocherebbe perdite quasi tre volte superiori, a causa della crescita economica, dell’aumento della popolazione e dell’espansione urbana. Nel frattempo, l’uragano Katrina, il singolo evento assicurato più costoso di sempre per il settore ri/assicurativo, non causerebbe la stessa distruzione di 20 anni fa. Le perdite assicurate raggiungerebbero comunque circa 100 miliardi di dollari a causa dell’aumento dei costi delle abitazioni e dell’edilizia, ma il miglioramento delle difese contro le inondazioni e la diminuzione del 20% della popolazione locale lungo il percorso di Katrina hanno ridotto significativamente l’esposizione al rischio.

Mentre a livello globale la gravità delle perdite è in aumento, nel 2024 gli Stati Uniti hanno rappresentato quasi l’80% dei danni assicurati a livello mondiale, a causa della loro vulnerabilità a forti temporali, uragani, inondazioni, incendi e terremoti. A 20 miliardi di dollari, lo scorso anno i danni assicurati a livello globale causati da inondazioni sono stati i terzi più elevati mai registrati dal report sigma del Swiss Re Institute, dopo quelli del 2011 e del 2021.

Sebbene le perdite economiche siano più elevate in Asia, i danni assicurati causati dalle inondazioni sono più alti in Europa e lo scorso anno le perdite assicurate legate all’acqua sono state pari a 11 miliardi di dollari, esclusi i danni causati dalle inondazioni legate ai cicloni tropicali, più della metà del totale globale. Dal 2021 si sono verificati quattro eventi alluvionali che hanno causato danni per diversi miliardi di dollari in Europa, tre dei quali nel 2024.

Tre inondazioni (in Germania a maggio/giugno, nell’Europa centrale/orientale a settembre e a Valencia, in Spagna, alla fine di ottobre) hanno causato perdite assicurate complessive pari a 9 miliardi di dollari. Il disastro di Valencia è stato l’evento alluvionale più costoso a livello globale dello scorso anno, con danni assicurati pari a 4,7 miliardi di dollari.

“L’Italia è uno dei paesi europei più esposti ai rischi naturali. Allo stesso tempo, ha uno dei livelli più bassi di protezione contro le catastrofi naturali del Continente, con un divario tra le perdite economiche totali e quelle assicurate pari al 78% negli ultimi dieci anni, rispetto al 46% della Francia, al 57% della Germania, al 22% del Regno Unito e al 26% della Svizzera” ha dichiarato Daniela D’Andrea, CEO Swiss Re Italia. “Il settore assicurativo è parte integrante della soluzione per colmare i divari di protezione ma, per farlo in modo sostenibile, è necessario ridurre il potenziale di perdita fin dall’inizio con misure di prevenzione e adattamento efficaci e sfruttando nuove fonti di dati e tecniche di analisi innovative. In un contesto in continua evoluzione, affrontare questi rischi richiede un approccio a lungo termine che coinvolga molteplici attori pubblici e privati”.

Poiché i danni causati dalle catastrofi naturali continuano ad aumentare, è fondamentale ridurre il potenziale di perdita sin dall’inizio, sia per abbassare il costo delle assicurazioni che per mantenere sostenibili i business di trasferimento del rischio. Ad esempio, tempeste violente possono aggirare i sistemi di protezione locali e causare inondazioni e, sebbene le misure di mitigazione abbiano un costo, un recente studio del Swiss Re Institute dimostra che la protezione dalle inondazioni tramite dighe, argini e paratoie è fino a dieci volte più efficace in termini di costi rispetto alla ricostruzione dopo un disastro.

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