Eni ha archiviato il terzo trimestre del 2024 con risultati in calo. L’utile netto adjusted si attesta pari a 1,27 miliardi di euro, sopra le previsioni degli analisti. Superano il consensus anche gli utili operativi (ebit) proforma adjusted, a 3,4 miliardi, esplorazione e produzione (3,213 miliardi) e gas (253 milioni. In linea invece con le previsioni degli analisti gli ebit trimestrali di Enilive e Plenitude che si attesta a 317 milioni. Continua l’impegno del cane a sei zampe nella transizione energetica. in particolare nel trimestre il gruppo ha portato avanti i due progetti chiave di cattura/stoccaggio della CO2 di Ravenna in Italia e HyNet nel Regno Unito, mentre Plenitude continua a sviluppare la propria capacità di generazione rinnovabile (produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è in crescita del 20% a/a). Eni è attualmente al lavoro per costruire tre nuove bioraffinerie in Italia, Corea del Sud e Malesia.
“Nel Q3 abbiamo dimostrato la solidità del nostro modello di business grazie a un portafoglio di attività caratterizzate da crescenti vantaggi competitivi, alla rigorosa disciplina adottata nei costi e negli investimenti, e ai continui progressi nell’esecuzione della nostra strategia di crescita e di creazione di valore, conseguendo risultati migliori delle aspettative” ha dichiarato Claudio Descalzi, AD di Eni, “Le performance di cassa e di redditività sono state eccellenti in un contesto operativo meno favorevole. Il rapporto di leva è rimasto stabile al 22%, mentre abbiamo accelerato il ritmo di esecuzione dei riacquisti di azioni. Abbiamo aumentato la produzione upstream e nel contempo stiamo investendo nella successiva fase di crescita, per esempio conseguendo l’approvazione del piano di sviluppo dei nostri grandi progetti in Indonesia. La nostra strategia satellitare è in continuo sviluppo e, in tale ambito, confermiamo l’investimento da 2,9 miliardi da parte del fondo KKR in Enilive, che fa seguito alla transazione analoga che ha riguardato Plenitude nella prima parte dell’anno e dimostra la nostra capacità di attrarre investimenti, confermando il valore che stiamo esprimendo. Nel Regno Unito, abbiamo creato una nuova società satellite in ambito E&P grazie alla combinazione con Ithaca Energy, un ulteriore passo a sostegno della crescita. Oltre ai traguardi finanziari e progettuali, siamo focalizzati sul miglioramento qualitativo del nostro portafoglio, sull’esplicitazione del valore inespresso dei business e sul mantenimento di una robusta posizione finanziaria. Nell’upstream continuiamo il programma di disinvestimenti e siamo negli stadi finali di valutazione di diverse opzioni di monetizzazione dei nostri recenti successi esplorativi in applicazione del nostro “dual exploration model”. Siamo impegnati nell’offrire ai nostri azionisti remunerazioni competitive e, sulla base dei risultati conseguiti, dei progressi strategici realizzati e considerando la previsione di significativa riduzione del rapporto di leva, annunciamo un ulteriore incremento del piano 2024 di riacquisto a 2 miliardi”.
Risultati ESG di Eni
Tra i principali sviluppi della strategia di gruppo finalizzata a rendere più sostenibile la performance ESG delle attività industriali di Eni, il cane a sei zampe, nell’ambito delle azioni per la salvaguardia dell’acqua, ha assunto l’impegno a raggiungere entro il 2035 la positività idrica in almeno il 30% dei propri siti con prelievi maggiori di 0,5 Mm3/anno di acqua dolce in aree a stress idrico e ambisce alla positività idrica al 2050 nei propri siti operati, ispirata ai principi del Net Positive Water Impact proposto dall’iniziativa CEO Water Mandate.
In occasione dell’evento IEA-COP29 dal tema Turning Methane Pledges Into Action, Eni ha pubblicato il suo primo rapporto sulle emissioni di metano Methane Report 2024, che sottolinea l’impegno dell’azienda per la trasparenza e la riduzione delle emissioni globali di metano, ribadendo l’impegno a conseguire emissioni di metano prossime allo zero entro il 2030. Tale obiettivo si fonda sui risultati raggiunti nel contenimento delle emissioni dirette di metano del gruppo che si sono più che dimezzate negli ultimi sei anni (2018-2023), mentre l’intensità emissiva di metano nell’Upstream, pari allo 0,06%, colloca Eni tra i leader del settore.
Nell’aggiornamento annuale, dello scorso agosto 2024, Moody’s ESG Solutions ha ulteriormente migliorato il punteggio e confermato il posizionamento di Eni in fascia Advanced, la migliore della metodologia, per le elevate capacità nella gestione dei rischi ESG.
