H&M introduce nuovi obiettivi per ridurre gli impatti sul suolo, ampliando la strategia climatica già in atto. Il focus riguarda soprattutto le filiere agricole da cui dipendono molte materie prime tessili.
Il gruppo H&M ha adottato nuovi obiettivi per ridurre il proprio impatto ambientale seguendo il framework del Science Based Targets Network (SBTN), includendo così anche la tutela degli ecosistemi e della biodiversità nella propria strategia di sostenibilità.
Nello specifico sono tre gli obiettivi fissati dal gruppo. Il primo riguarda il raggiungimento del 100% di materiali provenienti da fonti sostenibili entro il 2030 e il rafforzamento dei processi di gestione del rischio. Segue poi la riduzione del 3,85% dell’impronta di suolo agricolo derivante dagli impatti a monte entro il 2030, rispetto all’anno base 2019, e l’aumento della quota di materiali riciclati, con un target del 50% entro il 2030. Infine, il terzo obiettivo riguarda il coinvolgimento sul territorio che vede H&M proseguire nel suo sostegno finanziario ai progetti di partnership tra H&M Group e WWF.
Lavorando per raggiungere questi obiettivi, il gruppo H&M punta a contribuire alla rigenerazione degli ecosistemi attraverso l’adozione di pratiche agricole alternative e una migliore pianificazione della gestione del pascolo.
Inoltre il gruppo continuerà a rafforzare i requisiti per i fornitori per garantire un approvvigionamento di materiali che non comporti deforestazione o conversione del suolo. Allo stesso tempo l’azienda intende ridurre il proprio impatto ambientale in agricoltura aumentando la quota di materiali riciclati nei prodotti e proseguendo la collaborazione con organizzazioni locali per il ripristino dei terreni degradati e la diffusione di pratiche di agricoltura rigenerativa nelle regioni di approvvigionamento selezionate.
“Le minacce e il depauperamento delle risorse naturali hanno un impatto anche sulle risorse da cui dipende il nostro settore: la salute del suolo, i cicli dell’acqua e la biodiversità. Aderendo agli obiettivi di gestione del territorio stabiliti da SBTN, basiamo le nostre decisioni su solide basi scientifiche e rafforziamo la nostra capacità di salvaguardare gli ecosistemi insieme alla nostra filiera, agli agricoltori e alle comunità locali”, ha dichiarato Leyla Ertur, Responsabile della sostenibilità del gruppo H&M.
Con questa scelta l’azienda entra tra le realtà che stanno sperimentando il nuovo framework globale sviluppato da SBTN per consentire alle imprese di definire obiettivi basati su criteri scientifici anche per la natura, in modo analogo a quanto già avviene con i target climatici.
Per un gruppo della moda come H&M la questione è particolarmente rilevante perché una parte significativa dell’impatto ambientale deriva dalle filiere agricole e dall’approvvigionamento delle materie prime. Cotone, lana e altre fibre naturali dipendono infatti direttamente dall’uso del suolo e dalle pratiche agricole adottate nelle diverse aree di produzione. Per questo motivo l’azienda ha avviato un’analisi delle principali filiere e delle aree geografiche più esposte a pressioni sugli ecosistemi, con l’obiettivo di individuare priorità di intervento lungo la catena del valore.
Parallelamente, H&M Group ha da poco pubblicato anche un white paper, realizzato insieme a EY, dedicato al finanziamento della decarbonizzazione della supply chain. Il documento “Accelerating Fashion Decarbonisation – An Efficient Approach to Unlocking Corporate Value and Financing the Supply Chain Transition” offre dunque spunti su come accelerare gli investimenti in sostenibilità nel settore della moda, proponendo un approccio su larga scala per supportare e agevolare il finanziamento della decarbonizzazione della catena di approvvigionamento.
