L’ultima edizione di Vinitaly si è conclusa con risultati ottimi, soprattutto dal punto di vista dei buyer esterni. Con 97.000 presenze complessive e un’incidenza degli operatori esteri che è salita al 32% del totale, sono stati oltre 32.000 i professionisti che hanno raggiunto Verona per la fiera dedicata a vino e distillati, in aumento del 7% rispetto allo scorso anno.
La situazione attuale dei dazi statunitensi non ha scoraggiato i compratori americani, che sono cresciuti del 5% rispetto allo scorso anno attestandosi a oltre 3.000, confermando la presenza e l’interesse nei confronti della produzione vinicola italiana e superando la barriera dei dazi imposta da Trump.
“Vinitaly 2025 chiude con un’edizione di successo, in cui il mondo del vino italiano ha saputo esprimere unità e capacità di reazione, anche di fronte alle difficoltà iniziali legate all’introduzione dei dazi USA” ha commentato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere. “Verona si è riaffermata come capitale europea del vino, grazie alla partecipazione di due Commissari UE, che proprio da Vinitaly hanno annunciato nuove iniziative concrete a sostegno della filiera, insieme ai ministri e alle tante presenze istituzionali a Verona nei giorni di manifestazione. Un segnale forte, in un momento che richiedeva chiarezza, coesione e visione strategica. Vinitaly inoltre consolida il proprio legame con gli Stati Uniti: dopo il debutto nel 2024, tornerà a Chicago il 5 e 6 ottobre di quest’anno con la seconda edizione di Vinitaly USA. Su questo mercato, il vino italiano ha le idee chiare: continuare a costruire un rapporto solido e duraturo con i consumatori americani, da sempre protagonisti del successo del nostro export”.
Risultano in crescita gli arrivi dai mercati consolidati, come la Germania, con un aumento del 5%, e Regno Unito, che aumenta fino al 30%. Si conferma inoltre l’andamento positivo anche verso Francia, che aumenta del 30%, e di Belgio e Olanda, con rispettivamente un aumento del 20%. Aumentano del 10% i mercati di Svizzera e Giappone e rimangono stabili i mercati brasiliani e canadesi.
Ulteriore risultato positivo è da rivedersi anche per Vinitaly and The City, il fuori-salone dedicato ai wine lover centro storico di Verona, dove sono stati superati i 50.000 tagliandi-degustazione venduti, mantenendosi sulla stessa cifra del 2024.
“Vinitaly si conferma un brand solido che è stato capace di fornire al mondo del vino una risposta di sistema allo scenario internazionale” ha spiegato Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere. “Tra le novità di questa edizione di Vinitaly, l’esordio di Vinitaly Tourism, il format dedicato all’enoturismo, e l’ingresso nel palinsesto di tendenze emergenti come vini No/Low alcol, RAW Wine e vini in anfora. Si tratta di iniziative che arricchiscono l’esperienza fieristica, a conferma di un salone che non solo ascolta e fotografa il settore, ma ne anticipa le traiettorie. Vinitaly, oggi più che mai, rappresenta un asset strategico in un momento di profonde trasformazioni. La qualità degli operatori e la soddisfazione degli espositori con agende di lavoro fitte di appuntamenti, ribadiscono il ruolo centrale della manifestazione nell’ascolto dei mercati e nella promozione del vino italiano a livello globale”.
