A Padova un parcheggio è stato trasformato in rain garden, per restituire permeabilità al suolo e consentire l’infiltrazione naturale delle acque meteoriche, mentre a Vercelli si è puntato a creare 10 km di parco fluviale. Ad Avellino, invece, è arrivata la proposta di realizzare la gestione differenziata del verde per ridurre i costi e favorire la biodiversità. Questi sono alcuni dei dati dell’analisi che parte dalle città per riflettere su uno strumento di pianificazione ancora poco diffuso in Italia, ovvero i piani comunali del verde.
Lo studio, contenuto nella pubblicazione ISPRA I Piani comunali del verde: strumenti per riportare la natura nella nostra vita? si è concentrata su 10 piani del verde approvati dai Comuni italiani a partire dal 2020: Torino, Vercelli, Bolzano, Padova, Rovigo, Parma, Bologna, Forlì, Livorno, Avellino, in cui vivono oltre 2 milioni di persone, con l’obiettivo di stimolare una riflessione su questo importante strumento di pianificazione per rendere i territori più sani, inclusivi e resilienti.
I dieci comuni oggetto di analisi, anno e delibera di approvazione dei relativi Piani del verde

L’analisi è stata promossa e curata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale con i contributi di ANCI, ICLEI, con l’obiettivo di stimolare una riflessione su questo importante strumento di pianificazione per rendere i territori più sani, inclusivi e resilienti. Riprendendo lo slogan della Strategia europea per la biodiversità al 2030, ISPRA ci racconta una nuova visione di città che coniuga capitale naturale e patrimonio verde e blu con i temi chiave della sostenibilità urbana, attraverso strategie volte a combinare l’incremento del verde pubblico con la giustizia ambientale, la riduzione del consumo di suolo con l’adattamento ai cambiamenti climatici, la cura del verde con la cittadinanza attiva e la partecipazione pubblica.
Il documento dà conto anche delle altre città italiane che hanno avviato il percorso di redazione di un piano del verde, a conferma dell’attenzione crescente verso questi temi da parte delle amministrazioni locali, anche grazie alla cornice normativa e strategica che si è andata costruendo in questi ultimi dieci anni fuori e dentro il nostro Paese, ma le sfide rimangono. Il Quaderno ISPRA fornisce suggerimenti utili per superare le criticità, fungere da volano per promuovere nuove attività di studio e di ricerca interdisciplinari e da incentivo affinché il piano del verde diventi, nei prossimi anni, prassi di pianificazione consolidata e sempre più diffusa tra le amministrazioni locali del nostro Paese.
