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Rigenerazione

Despar, sette ortofrutteti solidali in Italia tra biodiversità, formazione e inclusione sociale

Despar Italia promuove la realizzazione di sette nuovi ortofrutteti solidali in altrettanti territori italiani, coniugando tutela della biodiversità, agricoltura sociale e inclusione. L’iniziativa, realizzata insieme ai sei soci del Consorzio nell’ambito della campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso di AzzeroCO2 e Legambiente, interesserà circa 26.000 metri quadrati e prevede la messa a dimora di circa 3.400 piante tra alberi da frutto, bulbi di zafferano, lavanda, piante aromatiche e orticole.

Il progetto prenderà avvio dalla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino e si svilupperà attraverso altri sei interventi nei mesi successivi, rispettando i periodi più adatti alla messa a dimora delle diverse specie. Accanto alla dimensione ambientale, l’iniziativa prevede percorsi di formazione e inclusione rivolti a persone detenute, persone con disabilità, persone in altre condizioni di fragilità e vittime di sfruttamento, grazie alla collaborazione con sette realtà del Terzo Settore.

Le attività agricole potranno essere affiancate dalla trasformazione e dalla valorizzazione dei prodotti, creando occasioni per acquisire competenze, sperimentare attività lavorative e partecipare alla vita delle comunità locali.

“Con questi sette progetti vogliamo dare concretezza all’impegno di Despar nel prendersi cura dei territori in cui siamo presenti e delle persone che li abitano”, ha dichiarato Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, sottolineando come la dimensione diffusa dell’iniziativa rispecchi la volontà di mettere in rete realtà diverse e valorizzarne le specificità per generare un impatto ambientale e sociale.

Il progetto si inserisce nel percorso già avviato dal Consorzio con il Bosco Diffuso Despar, iniziativa lanciata nel 2023 che ha portato alla piantumazione di oltre 4.500 alberi in diverse regioni italiane, contribuendo alla rigenerazione ambientale e alla creazione di nuove aree verdi. A questo impegno si affianca il progetto Case delle Api, dedicato alla tutela degli ecosistemi. Con l’Ortofrutteto Solidale Diffuso, Despar amplia questa esperienza, rafforzando la componente sociale attraverso attività che trasformano la cura della natura in un’opportunità di apprendimento, autonomia e inclusione.

Sette progetti per valorizzare i territori

I nuovi ortofrutteti saranno realizzati in collaborazione con cooperative sociali e organizzazioni attive sul territorio. Ogni intervento è stato progettato in funzione delle caratteristiche dei luoghi e delle persone coinvolte, con l’obiettivo di integrare la tutela ambientale con percorsi concreti di formazione e inserimento socio-lavorativo.

  • Emilia-Romagna – Bologna. Negli spazi di Salus Space, Despar Italia collaborerà con la Cooperativa Sociale Eta Beta alla messa a dimora di 200 piante perenni multifunzionali, tra cui specie aromatiche e orticole. L’intervento comprende un nuovo impianto di irrigazione e punta a rafforzare la biodiversità e la resilienza agricola, offrendo opportunità di formazione e inclusione alle persone coinvolte nei percorsi della cooperativa.
  • Piemonte – Torino. All’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, Despar Nord Ovest collaborerà con la Cooperativa Ecosol alla coltivazione di 2.500 bulbi di zafferano su una superficie di circa 4.000 metri quadrati. Le attività coinvolgeranno 20 persone detenute nelle diverse fasi della filiera, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla lavorazione e al confezionamento del prodotto.
  • Emilia-Romagna – Modena. Nei terreni della Fattoria Sociale Centofiori, gestita dalla Cooperativa Sociale Giovani Ambiente Lavoro, Despar Nord contribuirà alla messa a dimora di 120 alberi da frutto biologici su una superficie di 15.000 metri quadrati. Sono previsti un impianto di irrigazione a goccia e l’installazione di arnie per api solitarie. La frutta raccolta sarà trasformata in composte e marmellate, creando occasioni di formazione e inserimento lavorativo per le persone che partecipano ai percorsi di inclusione della cooperativa.
  • Puglia – Gioia del Colle (Bari). Presso la masseria sociale Il Gelso Ritrovato, Despar Centro Sud, attraverso Maiora, collaborerà con la Cooperativa Sociale Tracceverdi alla realizzazione di un lavandeto con 300 piante su 2.000 metri quadrati, dotato di impianto di irrigazione ed estrattore. L’intervento amplierà il percorso Scuola del contadino, coinvolgendo 20 ragazzi con disabilità cognitive in un ciclo produttivo completo, dalla coltivazione alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, per favorire lo sviluppo delle competenze e dell’autonomia.
  • Sicilia – Ragusa. Presso Arte&Orti, Despar Sicilia, attraverso Ergon, e la Cooperativa Sociale Proxima realizzeranno un frutteto sociale con 80 alberi di varietà antiche e locali su una superficie di 1.500 metri quadrati. L’iniziativa offrirà nuove opportunità di formazione e inserimento socio-lavorativo alle persone coinvolte nei percorsi di accoglienza e inclusione promossi dalla cooperativa.
  • Sicilia – Messina. Despar Messina, attraverso Fiorino, collaborerà con Fattoria Urbana Villarè alla realizzazione di un nuovo impianto con 100 alberi da frutto su 3.000 metri quadrati. Saranno messe a dimora 50 piante di avocado e 50 di arancia rossa di Sicilia IGP, che si integreranno con le specie tropicali già presenti. Il progetto rafforzerà le attività educative e i percorsi di agricoltura sociale della fattoria, dedicati alla biodiversità, alla stagionalità e alla valorizzazione delle produzioni locali.
  • Sardegna. Despar Sardegna, attraverso SCS, collaborerà con la Cooperativa Sociale CTR Onlus alla piantumazione di 80 piante tra alberi da frutto e specie aromatiche, oltre alla realizzazione di un impianto di irrigazione per garantirne la cura nel tempo. L’intervento sarà integrato nel percorso riabilitativo degli ospiti della struttura, offrendo loro occasioni per sviluppare l’autonomia personale, rafforzare le capacità relazionali e favorire la partecipazione alla vita sociale.

Agricoltura sociale come strumento di inclusione

La dimensione sociale del progetto si affianca agli obiettivi di rigenerazione ambientale e valorizzazione economica dei territori. La collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore consente di costruire interventi calibrati sulle esigenze locali, nei quali la coltivazione diventa uno strumento per acquisire competenze, sviluppare relazioni e favorire l’inserimento lavorativo.

“Da Nord a Sud c’è un’Italia in fermento che sceglie di coltivare il proprio futuro. Attraverso la campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, che portiamo avanti insieme ad AzzeroCO2, mettiamo in primo piano le persone più vulnerabili, con un’iniziativa che coniuga le dimensioni ambientale, sociale ed economica della rigenerazione”, ha commentato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. Ogni progetto, ha aggiunto, è costruito in funzione del contesto e delle persone coinvolte: frutteti, orti, giardini di erbe aromatiche e lavandeti rispondono a esigenze specifiche e creano nuove occasioni di partecipazione, offrendo prospettive di lavoro, integrazione e riscatto.

La scelta di intervenire in contesti diversi, dagli istituti penitenziari alle cooperative sociali e alle strutture impegnate nella riabilitazione, riflette la volontà di adattare il modello alle necessità delle comunità. La cura delle coltivazioni, la trasformazione dei prodotti e la partecipazione alle attività quotidiane possono contribuire a sviluppare competenze spendibili anche in ambito lavorativo.

“Con la campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso portiamo avanti un modello di sostenibilità in cui la tutela della biodiversità si intreccia direttamente con il sostegno alle persone più fragili, due obiettivi che per noi fanno parte di un unico percorso di rinascita”, ha dichiarato Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2. La collaborazione con Despar e i suoi soci, ha spiegato, permetterà di realizzare progetti di agricoltura sociale proprio nei contesti in cui questo modello può fare la differenza, come gli istituti penitenziari, le comunità terapeutiche e le cooperative sociali. In questi luoghi, la cura dell’ambiente può diventare uno strumento concreto di formazione e inclusione, capace di offrire nuove prospettive alle persone che vivono situazioni di marginalità.

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