La sede del Nasdaq a New York

Decarbonizzazione

Nasdaq le emissioni di gas serra calano del 17% nel 2025, ma il nodo resta lo Scope 3

Nasdaq accelera sul fronte della decarbonizzazione e nel 2025 registra un nuovo calo delle proprie emissioni climalteranti. Secondo i dati pubblicati dalla società, le emissioni di gas serra calcolate con approccio market-based sono scese a 72.188 tonnellate di CO₂ equivalente, il 17% in meno rispetto alle 87.088 tonnellate del 2024. Il dato conferma una traiettoria discendente già avviata nel 2023, quando il valore era pari a 107.844 tonnellate. A ridursi è anche l’intensità emissiva, con le tonnellate di CO₂e per dipendente che sono passate da 11,6 a 9,6 in un anno. Ma dietro il miglioramento dei numeri emerge una questione sempre più rilevante per le strategie climatiche delle grandi aziende: la maggior parte delle emissioni non viene generata direttamente dalle attività sotto il loro controllo.

Nel caso di Nasdaq, lo Scope 3 rappresenta infatti oltre il 99% del totale, con 71.903 tonnellate di CO₂e. A pesare maggiormente sono i beni e servizi acquistati, responsabili di 44.359 tonnellate. Seguono i viaggi di lavoro, con 7.656 tonnellate, e gli investimenti, che incidono per altre 5.080 tonnellate. La riduzione complessiva è quindi strettamente legata alla gestione della catena del valore. Le emissioni associate ai beni e servizi acquistati sono diminuite del 24%, mentre quelle dei viaggi di lavoro hanno registrato un calo del 39%. Anche il pendolarismo dei dipendenti ha contribuito alla performance, con una riduzione del 22%. Nasdaq precisa tuttavia che parte delle variazioni riflette anche il miglioramento dei dati disponibili, dei metodi di calcolo e dei fattori emissivi utilizzati.

Sul fronte energetico, la società ha acquistato elettricità da fonti rinnovabili per il 100% dei propri uffici e data center. L’obiettivo di lungo periodo resta il raggiungimento del net zero entro il 2050, mentre i target intermedi aggiornati sono stati validati nel 2025 nell’ambito del percorso approvato dalla Science Based Targets initiative. Per centrare gli obiettivi di breve termine Nasdaq punta sulla riduzione effettiva delle emissioni, senza ricorrere a crediti di carbonio; questi ultimi potranno essere utilizzati in prospettiva per compensare le emissioni residue difficili da eliminare.

La prossima prova, però, sarà fuori dai confini operativi dell’azienda. La supply chain genera quasi il 56% delle emissioni complessive e Nasdaq sta aumentando il coinvolgimento dei fornitori attraverso richieste di informazioni climatiche e il questionario CDP rivolto ai 300 principali partner. L’ambizione è arrivare entro il 2029 a coprire il 70% della spesa relativa a beni, servizi e beni strumentali con fornitori che abbiano adottato, o si siano impegnati ad adottare, obiettivi scientificamente fondati.

Un capitolo particolare riguarda inoltre l’intelligenza artificiale e le infrastrutture tecnologiche. Una parte significativa delle emissioni legate alle attività AI deriva infatti da infrastrutture gestite da soggetti terzi e confluisce nello Scope 3. Per Nasdaq, questo significa intervenire attraverso il rapporto con cloud provider e fornitori tecnologici, lavorando su efficienza energetica, uso dell’acqua, approvvigionamento da rinnovabili e riduzione delle emissioni.

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