Bruxelles valuta un aumento dei permessi gratuiti nell’ambito della revisione dell’ETS per rafforzare la competitività delle imprese europee rispetto ai competitor internazionali.
L’UE si prepara ad allentare temporaneamente alcune regole del proprio mercato delle emissioni per sostenere la competitività dell’industria europea. Secondo una bozza delle conclusioni del prossimo vertice dei leader europei e fonti diplomatiche riportate da Reuters, Bruxelles intende concedere un numero maggiore di quote gratuite di emissione alle imprese energivore già a partire dal 2026.
La misura rientra nel processo di revisione dell’Emission Trading System (ETS), il principale strumento europeo per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il meccanismo impone alle industrie di settori particolarmente “brown” di acquistare permessi per emettere CO₂, creando un incentivo economico a investire in tecnologie più pulite.
Accanto ai permessi acquistati sul mercato, alcune aziende ricevono già quote gratuite per evitare che la produzione venga delocalizzata verso Paesi con regole ambientali meno stringenti. La Commissione europea starebbe ora valutando di ampliare questa assegnazione gratuita, accogliendo le richieste avanzate da diversi Stati membri, tra cui Grecia, Polonia e Repubblica Ceca.
L’intervento riguarderebbe in particolare i criteri utilizzati per calcolare il numero di quote gratuite assegnate alle imprese. Le modifiche interesserebbero i cosiddetti “fall-back benchmarks”, parametri tecnici che tengono conto dei consumi energetici e della produzione di calore in determinati settori industriali.
Secondo i documenti circolati a Bruxelles, la Commissione presenterà una proposta specifica insieme alla più ampia revisione dell’ETS prevista per luglio. L’obiettivo è offrire un sostegno rapido ad alcuni comparti industriali che lamentano una crescente pressione competitiva da parte di produttori esteri soggetti a costi ambientali inferiori.
Tra i potenziali beneficiari figurano industrie ad alta intensità energetica come il settore chimico, le raffinerie e altri comparti caratterizzati da elevate emissioni di carbonio.
La proposta, tuttavia, potrebbe suscitare critiche tra i sostenitori delle politiche climatiche più rigorose. L’aumento delle quote gratuite ridurrebbe infatti il costo delle emissioni per le aziende interessate e potrebbe attenuare gli incentivi economici a investire nella decarbonizzazione.
La discussione riflette il delicato equilibrio che Bruxelles sta cercando di mantenere tra gli obiettivi climatici e la necessità di preservare la competitività dell’industria europea in un contesto internazionale sempre più complesso. Negli ultimi mesi diversi governi hanno chiesto una maggiore flessibilità nelle politiche ambientali europee, sostenendo che i costi della transizione ecologica rischiano di penalizzare le imprese rispetto ai concorrenti di altre aree del mondo.
La Commissione europea non ha fornito ulteriori dettagli sulla proposta, limitandosi a confermare l’esistenza di un accordo preliminare che prevede la presentazione di modifiche dedicate all’assegnazione delle quote gratuite.
