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Carbon market

La Commissione UE punta a destinare più risorse ETS alla decarbonizzazione industriale

La Commissione europea prepara una revisione del sistema ETS (Emission Trading System) che potrebbe riaprire il confronto tra Bruxelles e le capitali europee sul controllo delle risorse generate dal mercato del carbonio. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’esecutivo comunitario starebbe infatti valutando nuove regole per indirizzare una quota maggiore dei proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione verso la decarbonizzazione dei settori industriali più esposti alla concorrenza internazionale.

Il dibattito riguarda un flusso finanziario sempre più rilevante. Ogni anno gli Stati membri incassano circa 24 miliardi di euro attraverso il sistema europeo di scambio delle emissioni. Sebbene le norme comunitarie prevedano che tali entrate siano utilizzate per finalità legate alla transizione ecologica, la loro destinazione concreta resta in larga misura nelle mani dei governi nazionali. Una parte significativa dei fondi viene infatti assorbita da programmi climatici generali, investimenti infrastrutturali o, in alcuni casi, confluisce indirettamente nei bilanci pubblici. Il risultato è che, stando alle valutazioni della Commissione, solo una quota marginale, pari a circa il 5% delle entrate ETS, viene utilizzata direttamente per aiutare le imprese a ridurre le proprie emissioni e ad adottare tecnologie a basse emissioni di carbonio.

La proposta si inserisce in un contesto particolarmente delicato per l’industria europea. Settori come acciaio, cemento, fertilizzanti, energia e trasporti denunciano da tempo l’aumento dei costi legati alle politiche climatiche e chiedono strumenti che consentano di mantenere la competitività rispetto ai concorrenti internazionali. Per Bruxelles, utilizzare una parte più consistente dei ricavi generati dal mercato del carbonio per accompagnare la riconversione produttiva rappresenterebbe un modo per rafforzare il consenso attorno alla transizione e accelerare gli investimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi climatici.

L’ipotesi, tuttavia, rischia di incontrare la resistenza dei ministeri delle Finanze nazionali, dato che molti governi hanno ormai incorporato queste entrate nella pianificazione della spesa pubblica e potrebbero vedere con preoccupazione eventuali vincoli aggiuntivi imposti a livello europeo. La questione tocca infatti un tema politicamente sensibile: il rapporto tra le priorità climatiche dell’Unione e l’autonomia degli Stati membri nella gestione dei propri bilanci.

La revisione dell’ETS si lega agli obiettivi di lungo periodo della politica climatica europea. L’Unione punta infatti a ridurre le emissioni nette di gas serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, in un percorso che dovrebbe condurre alla neutralità climatica entro la metà del secolo. Per raggiungere questi traguardi, Bruxelles ritiene necessario non solo mantenere un prezzo efficace del carbonio, ma anche assicurare che le risorse generate dal sistema siano reinvestite in modo più strategico nell’economia reale.

Parallelamente, la Commissione sta valutando altre modifiche al meccanismo, tra cui possibili aggiustamenti al regime delle quote gratuite assegnate alle imprese e un ampliamento del perimetro di applicazione del sistema ad alcuni segmenti del trasporto aereo e marittimo. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia ambientale dello strumento senza compromettere la capacità competitiva dell’industria europea in una fase caratterizzata da crescente pressione internazionale e ingenti programmi di sostegno pubblico varati da Stati Uniti e Cina.

Il confronto che si apre nelle prossime settimane andrà quindi oltre la semplice gestione delle entrate ETS. In gioco c’è il modello con cui l’Europa intende finanziare la propria trasformazione industriale e climatica: se lasciare agli Stati membri ampia libertà nell’utilizzo dei proventi del carbonio oppure orientare in modo più diretto queste risorse verso gli investimenti necessari alla costruzione di un’economia a zero emissioni.

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