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Governatrice Stato New York modifica legge sul clima: target troppo costosi a causa di Trump

Troppo costosi e difficili da raggiungere a causa della nuova amministrazione: così la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha definito gli attuali obiettivi di riduzione delle emissioni, annunciando la revisione della legge statale sul clima. Hochul ha dichiarato, in un intervento pubblicato sul sito ufficiale, che ha intenzione di modificare il piano approvato nel 2019 che attualmente prevede una riduzione delle emissioni del 40% entro il 2030 e un taglio dell’85% entro il 2050. “Abbiamo bisogno di più tempo” afferma Hochul.

Quella dello Stato di New York è una delle leggi climatiche più ambiziose degli USA, appoggiata sino ad oggi dalla governatrice la quale ha promosso programmi di investimento nelle energie pulite per oltre 88,7 miliardi di dollari dall’inizio del suo mandato. Negli ultimi anni, però, spiega Hochul, le condizioni sono cambiate: dall’inflazione post-Covid alle difficoltà nelle catene di approvvigionamento, fino al cambio di direzione della Casa Bianca, il contesto economico e politico è oggi ostile alla transizione negli USA. In particolare la governatrice punta il dito contro l’amministrazione di Donald Trump e contro i Repubblicani, accusati di aver indebolito il sostegno alle energie rinnovabili e agli incentivi per la transizione energetica.

“Abbiamo raggiunto gli obiettivi sul solare per il 2025 con un anno di anticipo, approvato 31 grandi progetti eolici e solari e, proprio lo scorso anno, destinato il più grande investimento contro il cambiamento climatico nella storia dello Stato” ora però, “Non possiamo raggiungere i target del 2030 senza imporre ulteriori costi”, ha dichiarato Hochul che parla di oltre 4.000 dollari l’anno in più per alcune famiglie e fino a 2,23 dollari in più al gallone per la benzina, senza modifiche. Da qui quindi la proposta: “Abbiamo bisogno di più tempo: propongo quindi di rinviare al 2030 l’adozione delle nuove regole e di collegarle a nuovi obiettivi al 2040, mantenendo quelli al 2050″.

Di seguito il testo integrale:

Tutti i newyorkesi dovrebbero essere immensamente orgogliosi che il loro Stato sia un leader nazionale nell’energia pulita e nell’azione climatica. Come Governatrice, prendo questo ruolo molto seriamente, consapevole che la nostra missione è lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo ereditato.

La mia visione del mondo si è formata crescendo nella parte occidentale dello Stato di New York durante l’epoca del tossico Love Canal, nuotando in un Grande Lago contaminato dall’inquinamento industriale e respirando il fumo arancione emesso dalle ciminiere vicine. È per questo che guidare la lotta contro il cambiamento climatico e proteggere l’ambiente è per me qualcosa di profondamente personale.

Da quando sono Governatrice, sono stati investiti oltre 88,7 miliardi di dollari nell’energia pulita attraverso programmi che ci hanno reso un esempio per il resto della nazione.

Abbiamo il primo parco eolico offshore su scala industriale degli Stati Uniti, e altri due sono in costruzione: li abbiamo difesi dai tentativi dell’amministrazione di Donald Trump di bloccare progetti già autorizzati. Solo uno di questi impianti fornirà energia a mezzo milione di case a Brooklyn entro la fine dell’anno.

I miei sforzi per ridurre le emissioni hanno comportato battaglie difficili, tra cui impedire alla Casa Bianca di cancellare il sistema di congestion pricing – un programma che sta già dando risultati, nonostante la forte opposizione del Presidente.

Abbiamo raggiunto gli obiettivi sul solare per il 2025 con un anno di anticipo, approvato 31 grandi progetti eolici e solari e, proprio lo scorso anno, destinato il più grande investimento contro il cambiamento climatico nella storia dello Stato.

Mentre altri Stati esitavano, New York è rimasto un pilastro della Regional Greenhouse Gas Initiative, rafforzando questa collaborazione multilaterale.

Tra pochi mesi entrerà inoltre in funzione il Champlain Hudson Power Express, che ho sostenuto, portando energia idroelettrica pulita a New York City e compensando l’aumento delle emissioni dovuto alla chiusura della centrale nucleare di Indian Point.

Tutte queste azioni ci hanno avvicinato agli obiettivi della legge sul clima approvata nel 2019. Rimango pienamente impegnata nel percorso verso un futuro sostenibile tracciato da quella normativa storica.

Tuttavia, molto è cambiato da allora, rendendo necessari aggiustamenti di buon senso per continuare il percorso verso un futuro più verde in modo sostenibile per i cittadini.

L’inflazione post-Covid e le interruzioni delle catene di approvvigionamento hanno reso il contesto economico molto più difficile. A ciò si aggiungono i dazi federali e un cambiamento radicale a Washington: siamo passati da un governo federale favorevole alla transizione energetica a una Casa Bianca guidata da Donald Trump, sostenuta da un Congresso a maggioranza repubblicana, che ha lanciato un attacco frontale alle rinnovabili e agli incentivi fiscali.

Il Presidente Trump ha negato la scienza, definendo il cambiamento climatico una bufala. Proprio questa settimana ha promesso di bloccare nuovi progetti eolici offshore e sta cercando di smantellare quelli già in costruzione. Allo stesso tempo, il governo federale sta cancellando sussidi e crediti d’imposta per solare, eolico, veicoli elettrici e altre iniziative di riduzione delle emissioni, oltre a smantellare regolamenti e basi scientifiche fondamentali.

Senza un partner federale, gli Stati possono fare solo fino a un certo punto. È impossibile portare avanti nuovi progetti eolici offshore con un Presidente che punta su petrolio e carbone. Anche a livello locale, ostacoli come opposizioni territoriali, moratorie e divieti stanno rendendo difficile lo sviluppo di impianti energetici alternativi.

Nel frattempo, la guerra in Iran sta facendo salire i prezzi del carburante, mettendo sotto pressione famiglie e imprese. Con la domanda di energia in crescita e la chiusura di molte centrali fossili non compensata da fonti rinnovabili, si profilano possibili carenze energetiche e blackout.

In parole semplici, qualcosa deve cambiare.

Per questo sto promuovendo un piano di protezione per i consumatori che renda le utility più responsabili, riformi il sistema tariffario e faciliti l’accesso ai programmi di sostegno energetico.

Allo stesso tempo, ho adottato un approccio energetico “a tutto campo”: più rinnovabili, ma anche nucleare e altre fonti affidabili per garantire continuità e costi contenuti.

Per queste ragioni, pur sostenendo gli obiettivi della legge sul clima, sto proponendo modifiche nell’ambito della legge di bilancio. È una scelta necessaria per proteggere economia e cittadini. Alcuni gruppi hanno persino fatto causa allo Stato per imporre l’adozione immediata delle regole necessarie a raggiungere i target del 2030.

Un giudice ha stabilito che lo Stato deve intervenire rapidamente, a meno che la legge non venga modificata.

Ho più volte affermato che i costi energetici sono troppo alti. E anche se la legge sul clima non è la causa principale, è evidente che gli obiettivi del 2030 non possono essere raggiunti senza nuovi costi pesanti per famiglie e imprese.

Senza modifiche, l’impatto economico sarebbe enorme: oltre 4.000 dollari l’anno in più per alcune famiglie e fino a 2,23 dollari in più al gallone per la benzina.

Come Governatrice, non posso permetterlo. Resto impegnata sugli obiettivi, ma i cittadini si aspettano che si dia priorità alla sostenibilità economica.

La realtà è che dovremo confrontarci ancora per anni con una Casa Bianca ostile alle rinnovabili, rendendo impossibile raggiungere i target senza aumentare i costi.

Abbiamo bisogno di più tempo: propongo quindi di rinviare al 2030 l’adozione delle nuove regole e di collegarle a nuovi obiettivi al 2040, mantenendo quelli al 2050.

Dobbiamo inoltre allineare i criteri di calcolo delle emissioni agli standard internazionali, per evitare obiettivi irrealistici che comprometterebbero i risultati.

Queste modifiche mantengono lo spirito della legge, ma tengono conto delle sfide economiche e politiche. Anche così, New York resterà tra gli Stati più ambiziosi sul clima, in linea con realtà come California, Washington e Colorado.

Non posso farlo da sola: serve il sostegno del Parlamento statale. Lavorerò con i legislatori per trovare una soluzione che renda New York più sostenibile e più accessibile. I cittadini contano su di noi.

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