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Rendicontazione

Settore automotive, SBTi aggiorna lo standard Net Zero e lancia una seconda consultazione pubblica

La Science Based Targets initiative (SBTi) ha aperto una nuova consultazione pubblica sullo standard Net Zero per il settore automotive, rivolto alle case automobilistiche e ai produttori di componenti che intendono allineare i propri obiettivi climatici al traguardo della neutralità climatica entro il 2050. È possibile inviare il proprio feedback fino al 22 marzo. Clicca qui per partecipare.

La nuova bozza dello standard, consultabile a questo link, recepisce in modo esteso i commenti emersi durante la prima consultazione pubblica e mira a rendere lo standard più chiaro, utilizzabile e coerente con gli altri strumenti SBTi in fase di aggiornamento, in particolare con il futuro Corporate Net-Zero Standard.

Perché uno standard per il settore automotive

Nel settore automotive, la maggior parte delle emissioni di gas serra non deriva dalla produzione, ma dall’uso dei veicoli venduti. In media, questa fase rappresenta tra il 70% e l’80% dell’impronta di carbonio complessiva di un costruttore.

Il nuovo standard per il settore nasce proprio per affrontare questo nodo centrale: fornire alle aziende un quadro scientifico solido per fissare obiettivi credibili di decarbonizzazione, con un focus specifico sulle emissioni “use of sold products” (scope 3, categoria 11), che oggi sono decisive per valutare la reale ambizione climatica del settore.

Le principali novità del nuovo standard

La nuova versione dello standard introduce alcuni cambiamenti, tra cui:

  • Semplificazione dell’implementazione operativa: per i veicoli leggeri sarà possibile definire obiettivi aggregati a livello globale, riducendo la complessità applicativa per i gruppi multinazionali.
  • Maggiore allineamento con il Corporate Net-Zero Standard (V2): lo standard si concentra in modo esplicito sulle emissioni di scope 3 legate all’uso dei veicoli venduti, che rappresentano la quota principale dell’impatto climatico del settore.
  • Definizione più rigorosa dei veicoli a basse emissioni: per evitare interpretazioni ambigue, vengono considerati tali solo i veicoli a zero emissioni (ZEV).
  • Più flessibilità nella definizione degli obiettivi: le aziende potranno scegliere se fissare target basati sulle emissioni di scope 3 (categoria 11) oppure sulla quota di vendite di veicoli ZEV, mantenendo comunque risultati coerenti nel lungo periodo.
  • Maggiore coerenza con le metodologie SBTi esistenti: il calcolo degli obiettivi tiene conto delle differenze tra Paesi e mercati, estendendo la data di convergenza per riflettere i diversi livelli di sviluppo tecnologico e infrastrutturale.

SBTi: il dialogo con il mercato è fondamentale per standard definitivi applicabili all’automotive

La nuova bozza dello standard nasce da un confronto approfondito con il settore e incorpora sia i contributi emersi durante la prima consultazione pubblica sia il lavoro dell’Automotive Standard Expert Advisory Group e del Technical Council di SBTi, con l’obiettivo di mantenere un elevato rigore scientifico rendendo al tempo stesso il framework più adattabile alle diverse realtà operative delle aziende.

Una volta finalizzato, l’Automotive Net-Zero Standard sostituirà le parti della Land Transport Guidance di SBTi oggi applicabili al comparto automotive, offrendo criteri aggiornati e più specifici per costruttori e fornitori di componentistica.

La consultazione pubblica è aperta dal 3 febbraio al 22 marzo 2026 e coinvolge tutti gli stakeholder interessati alla transizione del settore, dai gruppi industriali agli investitori fino alla società civile. I contributi raccolti serviranno a definire uno standard finale che sia al tempo stesso pratico e robusto, in grado di supportare in modo efficace la decarbonizzazione del trasporto su strada, come sottolineato da Karl Downey, Head of Sector Standards di SBTi, che ha evidenziato il ruolo centrale del dialogo con il mercato nel trasformare l’ambizione climatica in azione concreta.

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