Ancora in corso i negoziati UE sulla semplificazione di CSRD e CSDDD. Il Parlamento ha infatti appena rifiutato la proposta della commissione JURI, riportando la palla nel suo campo. Prossima scadenza il 13 novembre 2025.
Il Parlamento Europeo ha respinto il mandato proposto dalla Commissione per gli Affari Legali (JURI) relativo alle regole semplificate per la rendicontazione di sostenibilità e agli obblighi di due diligence. Il voto è stato molto ravvicinato: 318 contrari contro 309 favorevoli, con 34 astensioni.
La proposta della commissione JURI appena respinta dal Parlamento proponeva l’innalzamento delle soglie di applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), limitando l’obbligo alle aziende più grandi. Nello specifico per la CSRD l’applicazione avrebbe riguardato le imprese con 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro, mentre per la CSDDD sarebbero state coinvolte solo le società con 5.000 o più dipendenti e con un fatturato netto annuo superiore a 1,5 miliardi di euro.
A seguito del rifiuto del mandato, secondo l’articolo 72(3) del regolamento del Parlamento, gli eurodeputati voteranno sugli emendamenti al testo nella plenaria di Bruxelles il 13 novembre 2025. Solo dopo questo voto il Parlamento potrà avviare i colloqui interistituzionali con i governi dell’UE, che hanno già definito la loro posizione il 23 giugno. L’obiettivo finale rimane la finalizzazione della legislazione entro la fine del 2025.
Il voto rappresenta quindi un passaggio procedurale inatteso, che ritarda l’avvio dei negoziati finali ma prepara il terreno per un dibattito approfondito sugli emendamenti e sul bilanciamento tra sostenibilità e pragmatismo normativo.
