Andrà in scena il prossimo 24 settembre presso il Teatro Manzoni, durante la Milan Fashion Week Women’s, la terza edizione di Black Carpet Awards, l’iniziativa che celebra i Leader del Cambiamento, ovvero persone di ogni origine e background che si distinguono per l’impegno concreto nella promozione della diversità, dell’inclusione e dell’equità all’interno dell’industria creativa. Quest’anno la serata vedrà come madrina d’eccezione Naomi Campbell, icona mondiale della moda e da sempre attivista per la rappresentanza e l’uguaglianza.
Negli anni, i Black Carpet Awards si sono affermati come un punto di riferimento creativo e culturale: una piattaforma che mette in luce il talento di chi, troppo spesso, rimane invisibile all’interno della società.
Afro Fashion Association è un’organizzazione no-profit fondata nel 2015, attiva tra l’Italia e l’Africa subsahariana. Guidata da volontari, promuove la moda, l’arte e la cultura come strumenti di scambio interculturale, empowerment e sviluppo economico sostenibile.
Black Carpet Award, come ha ricordato Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, non è solo un premio, ma una piattaforma di visibilità per tutte quelle persone che, spesso lontano dai riflettori, si impegnano quotidianamente per rompere gli schemi, ampliare lo sguardo e costruire spazi dove diversità e inclusione sono veri valori culturali, sociali ed economici. “È un evento che porta con sé un messaggio potente e necessario” affema Cappello, “La moda, il design, in generale il mondo creativo, hanno il potere di mandare messaggi diretti e incisivi, capaci di scuotere coscienze, abbattere barriere e spingere il cambiamento verso una società più inclusiva e giusta”.
“Giunti alla terza edizione dei Black Carpet Awards”, aggiunge Michelle Francine Ngonmo, talent scout, ceo e founder di Afro Fashion Association, “rinnoviamo il nostro invito a un impegno collettivo: riscrivere insieme la storia. ‘Black/Nero’ per noi rappresenta la somma di tutti i colori, un simbolo di pluralità e inclusione. Essere visti, riconosciuti e considerati parte integrante della società è un diritto che tutti dovrebbero poter vivere. Una società realmente inclusiva non è solo più giusta, ma anche più ricca dal punto di vista umano, culturale ed economico. Cambiare lo status quo richiede coraggio, confronto quotidiano, capacità di dialogo e collaborazione trasversale. È solo così, con azioni condivise e costanti, che possiamo costruire un futuro più equo e rappresentativo”.
