Versalis, società chimica di Eni, e Acea Ambiente, società di Acea attiva nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti e nella valorizzazione energetica, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) che sancisce l’avvio di una collaborazione con l’obiettivo di promuovere l’economia circolare, sviluppando iniziative congiunte per la valorizzazione delle plastiche post- consumo e post-industriali attraverso diverse tecnologie di riciclo.
“Con questo accordo rafforziamo il nostro impegno nello sviluppo di un’economia circolare delle plastiche, mettendo a sistema le nostre competenze industriali e tecnologiche con quelle di un partner strategico come Acea Ambiente” ha dichiarato Adriano Alfani, Amministratore Delegato di Versalis. “Puntiamo a costruire filiere più sostenibili e replicabili, capaci di dare valore ai rifiuti plastici e di contribuire alla transizione verso un futuro a ridotte emissioni”.
Le due società lavoreranno insieme per analizzare e selezionare i flussi di rifiuti provenienti dagli impianti Acea Ambiente, al fine di valutarne l’idoneità ai processi di riciclo di Versalis. L’obiettivo condiviso è sviluppare una filiera industriale integrata capace di produrre plastiche riciclate di alta qualità, anche grazie a eventuali investimenti in nuovi impianti e all’ottimizzazione dei processi esistenti. L’accordo prevede inoltre la valutazione congiunta di soluzioni di riciclo chimico, tra cui la tecnologia Hoop, per la valorizzazione dei rifiuti plastici non riciclabili meccanicamente.
“Acea Ambiente da tempo sviluppa soluzioni innovative e sostenibili. Questo accordo rappresenta un passo strategico verso un modello industriale integrato che valorizza i rifiuti plastici, contribuendo concretamente all’economia circolare del Paese e rafforzando il nostro ruolo nella transizione ecologica e nella progressiva decarbonizzazione dei processi industriali” ha affermato Gabriele Di Cintio, Amministratore Delegato di Acea. L’obiettivo è valorizzare anche le plastiche più difficili, producendo nuova materia prima seconda di qualità e riducendo l’impatto ambientale complessivo”.
