Neva Sgr, società di Venture Capital di Intesa Sanpaolo, controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha finalizzato tramite i propri Fondo Neva II e Fondo Neva II Italia un investimento in Phosphorus Cybersecurity, società statunitense specializzata nella sicurezza e nella gestione dei dispositivi per l’Extended Internet of Things (xIoT), l’estensione dell’Internet delle Cose, la rete di dispositivi, apparecchiature e macchinari connessi che scambiano dati tra loro e con altri sistemi.
Phosphorus facilita la gestione remota di milioni di dispositivi connessi, consentendo ai clienti di automatizzare le attività di ripristino, come la rotazione delle password, gli aggiornamenti di configurazione e gli upgrade del firmware, su tutti i loro diversi footprint, per ridurre il rischio di compromissione dei dispositivi su larga scala. L’azienda immagina un futuro con operazioni xIoT automatiche, in cui i dispositivi saranno protetti, gestiti e azionati in modo autonomo, senza interventi manuali, e sta gettando le basi per contribuire alla realizzazione di questa visione.
“Investire nella Cybersecurity xIoT è oggi più che mai necessario, vista la rapida
crescita dei dispositivi connessi in settori chiave come la sanità e la produzione” ha affermato Mario Costantini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Neva Sgr. “Abbiamo scelto Phosphorus Cybersecurity per la sua tecnologia distintiva e il suo approccio innovativo. Facendo leva sull’ampia rete e le risorse strategiche di Neva Sgr e del gruppo Intesa Sanpaolo, non vediamo l’ora di sostenere attivamente la crescita internazionale e il successo di mercato di Phosphorus”.
Phosphorus Cybersecurity ha lavorato con alcune tra le più grandi aziende a livello globale che operano in settori come sanità, farmaceutica, data center e impianti produttivi. La società ha chiuso lo scorso anno con una crescita record, guidata dalla crescente domanda di sicurezza e gestione della xIoT automatizzata. Solo nel 2024, ha più che raddoppiato il numero di dispositivi gestiti e si appresta a triplicarlo entro la fine dell’anno in corso, grazie all’evoluzione del proprio brevetto Genus-Species, in grado di interagire direttamente e in sicurezza con oltre 1 milione di modelli di dispositivi diversi.
“Stiamo assistendo a una delle più profonde trasformazioni tecnologiche della storia dell’umanità, guidata dalla convergenza sempre più marcata di xIoT, Intelligenza Artificiale e Cybersecurity” ha dichiarato Chris Rouland, CEO di Phosphorus Cybersecurity. “Otto anni fa, abbiamo riconosciuto il problema della sicurezza xIoT e ci siamo proposti di affrontarlo su scala crescente. Abbiamo iniziato costruendo una piattaforma per affrontare problemi fondamentali come password deboli, configurazioni insicure e firmware vulnerabili nell’xIoT. Oggi stiamo gettando le basi per evolvere dall’automazione intelligente alla piena autonomia”.
Grazie all’investimento di Neva Sgr, Phosphorus Cybersecurity si avvia ad accelerare la crescita e il miglioramento dell’automazione intelligente nella sicurezza dell’xIoT e a estendere la propria area di attività in Italia, grazie alla rete di relazioni di Intesa Sanpaolo.
