Nascosti in bunker remoti o protetti da pareti refrigerate, milioni di semi provenienti da tutto il mondo rappresentano una speranza per il futuro. Sono un’assicurazione contro l’incertezza, una riserva genetica che potrebbe aiutare l’umanità ad affrontare crisi alimentari, cambiamenti climatici e nuove sfide ambientali. Dai cereali che alimentano il mondo ai semi di piante antiche come l’albero del neem, simbolo di medicina naturale, queste banche custodiscono il futuro della biodiversità globale.
Indice
- 1 Storia delle banche dei semi
- 2 Cos’è la banca dei semi
- 3 Come funziona la banca dei semi
- 4 A cosa serve la banca dei semi
- 5 Il cambiamento climatico può mettere a rischio le banche dei semi
- 6 Le iniziative per la preservazione della biodiversità e il patrimonio culturale e ambientale della natura
- 7 La nuova banca Future Seeds in Colombia
- 8 La tutela della biodiversità è il nostro futuro
Storia delle banche dei semi
Nel cuore dell’Artico o in strutture hi-tech, le banche dei semi sono un baluardo contro la perdita di biodiversità. Qui, accanto ai semi di riso e mais che sostengono miliardi di persone, trovano rifugio varietà rare come il pomodoro cileno o l’orzo tibetano. Le banche dei semi, conosciute anche come banche del germoplasma, sono state create per preservare la biodiversità agricola e garantire la sicurezza alimentare globale. La prima banca dei semi moderna fu fondata dal botanico russo Nikolaj Ivanovič Vavilov negli anni ’20 del XX secolo. Da allora, sono state istituite numerose banche dei semi in tutto il mondo, tra cui la Millennium Seed Bank, la Svalbard Global Seed Vault, inaugurata nel 2008 nelle isole Svalbard, Norvegia. Attualmente, esistono oltre 1.400 banche dei semi a livello globale, che conservano milioni di varietà di piante per proteggerle da catastrofi naturali, guerre e cambiamenti climatici.
Cos’è la banca dei semi
La Millennium Seed Bank, situata presso i Royal Botanic Gardens di Kew, nel Regno Unito, è una delle più grandi e prestigiose banche dei semi al mondo. Fondata nel 2000, questa banca dei semi ha l’obiettivo di conservare semi di piante selvatiche provenienti da tutto il mondo, con un focus particolare sulle specie minacciate di estinzione. Attualmente, la Millennium Seed Bank conserva oltre 2,4 miliardi di semi, rappresentando circa il 40% delle specie vegetali selvatiche conosciute. La banca collabora con oltre 100 partner in 95 paesi, promuovendo la conservazione della biodiversità e la ricerca scientifica.
Tra le più famose ed iconiche per la posizione remota nel Mare Glaciale Artico, troviamo la Svalbard Global Seed Vault, fondata nel 2008 nelle isole Svalbard, in Norvegia. L’iniziativa è stata promossa dal governo norvegese in collaborazione con il Global Crop Diversity Trust (Crop Trust) e il Nordic Genetic Resource Center (NordGen). Un grande bunker scavato a 120 metri di profondità nella montagna che raggiunge i 1.500 metri quadrati di spazio per lo stoccaggio dei semi. Ad oggi sono conservate oltre 1 milione di varietà per l’agricoltura (mais, riso, grano..) che provengono da tutto il mondo e sono rinnovate ogni 10 anni per garantire la qualità e la conservazione nel tempo, fino a centinaia o migliaia di anni. I diversi paesi depositano qui il proprio patrimonio genetico e ne conservano la proprietà.
Come funziona la banca dei semi
La Banca dei Semi funziona come un deposito di sicurezza per i semi, che vengono conservati in condizioni ottimali per garantire la loro longevità. I semi sono sigillati in pacchetti speciali a tre strati di lamina per evitare la formazione di muffe o il contatto con contaminati esterni, vengono infatti chiusi all’interno di scatole e poi riposti sugli scaffali all’interno della struttura.
Le condizioni climatiche sono fondamentali per garantire la conservazione, ad esempio l’isola norvegese di Spitzbergen, dove ha sede il bunker della Svalbard Global Seed Vault, è stata scelta proprio grazie alla sua conformazione naturale, che attraverso il permafrost (un terreno perennemente ghiacciato), permette di mantenere una temperatura interna alla banca di -18°C, anche grazie alla combinazione con un sistema di raffreddamento.
A cosa serve la banca dei semi
Il contesto geopolitico e climatico mondiale sta rendendo sempre più instabile ed incerto il futuro sulla Terra. La banca dei semi nasce proprio per rispondere a queste sfide, permettendo in caso di catastrofi naturali, guerre o cambiamenti climatici estremi, che i semi conservati possono essere utilizzati per ripristinare le colture distrutte e garantire la continuità della produzione agricola.
Inoltre, la banca fornisce un’importante risorsa per la ricerca scientifica e lo sviluppo di nuove varietà di piante resistenti alle malattie e alle condizioni ambientali avverse. Ha la capacità di garantire anche la sicurezza alimentare globale, soprattutto a fronte della crescita esponenziale della popolazione mondiale ed al calo della resa dei raccolti alla quale stiamo assistendo: dalle oltre 7,5 miliardi di persone che vivono oggi sulla Terra, si arriverà a nove miliardi nel 2050, mentre le risorse saranno sempre meno. Secondo la FAO, nel corso del ventesimo secolo è scomparso circa il 75% delle varietà locali di molte specie agricole.
Le banche dei semi in tutto il mondo mirano a contrastare i rischi e le minacce dei cambiamenti climatici alla biodiversità agricola, preservando la diversità genetica delle colture. Non a caso viene usato il soprannome di “Arca di Noè vegetale”, o “Caveau del giorno del giudizio”, ironico ma non troppo, dovrebbe far riflettere sull’importanza di attuare politiche, progetti ed iniziative che mirino a proteggere il futuro.
Il cambiamento climatico può mettere a rischio le banche dei semi
Le variazioni del clima, l’aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai e gli eventi estremi non rappresentano solo una minaccia per le persone, ma anche per la tutela e la resistenza delle banche dei semi. Ad esempio proprio il Global Seed Vault delle Svalbard, progettato per resistere a disastri naturali e causati dall’uomo per un millennio, comprese cadute di asteroidi e guerre nucleari, è stato minacciato dalle conseguenze del cambiamento climatico. Nel 2016, la struttura ha subito infiltrazioni d’acqua a causa dello scioglimento del permafrost, un evento inaspettato considerando che il permafrost, per definizione, dovrebbe rimanere perennemente ghiacciato. Questo fenomeno è stato causato dalle temperature straordinarie dovute al riscaldamento globale, che ha fatto sì che l’Artico si riscaldasse ad una velocità doppia rispetto al resto del pianeta. Sebbene i ricercatori avessero previsto l’aumento delle temperature, non si aspettavano che il permafrost potesse sciogliersi così rapidamente. Fortunatamente, ci vorranno secoli prima che la temperatura all’interno della struttura superi gli 0 gradi, ma l’evento ha anche evidenziato la vulnerabilità del deposito alle mutevoli condizioni climatiche.
Le iniziative per la preservazione della biodiversità e il patrimonio culturale e ambientale della natura
La Banca dei Semi rappresenta una risorsa di grande rilevanza scientifica. Conservare la diversità genetica delle piante è cruciale per l’adattamento e la resilienza delle colture alle sfide future, come il cambiamento climatico e l’aumento della popolazione mondiale. I semi custoditi nella banca sono fondamentali per la ricerca scientifica, supportando lo sviluppo di nuove varietà di piante più resistenti e produttive.
La tutela della biodiversità è essenziale per il mantenimento degli ecosistemi e la stabilità del pianeta. La biodiversità contribuisce alla regolazione del clima, alla purificazione dell’aria e dell’acqua, alla produzione alimentare e alla fornitura di risorse naturali. La perdita di biodiversità, principalmente causata dalle attività umane come deforestazione, inquinamento e urbanizzazione, costituisce una minaccia significativa per la sopravvivenza delle specie e l’equilibrio ecologico. La scomparsa di una specie può avere effetti a catena sull’intero ecosistema, alterando l’equilibrio ecologico e compromettendo la sopravvivenza di altre specie interdipendenti.
La nuova banca Future Seeds in Colombia
L’importanza di tutelare il patrimonio vegetale si sta rendendo sempre più urgente e negli ultimi sono molte le organizzazioni internazionali, come la FAO, attivamente coinvolte nella creazione e gestione di banche dei semi in tutto il mondo. Tra le più recenti il Future Seeds Genebank in Colombia, inaugurato nel 2022 rappresenta una delle più avanzate banche dei semi al mondo. La struttura è stata progettata per essere completamente sostenibile e ospita una vasta collezione di semi e germoplasmi tropicali, conservando oltre 67.000 campioni di varietà di cassava, erbe da foraggio e fagioli, e si distingue per il suo approccio innovativo alla conservazione della biodiversità. La banca è stata pensata per stimolare collaborazioni internazionali, incontri, seminari e partnership, oltre a promuovere l’accesso del pubblico, inclusi gli studenti, per aumentare la consapevolezza sull’importanza della biodiversità vegetale, diventando un esempio di innovazione e sostenibilità.
Anche in Italia, nel 2005 è nata la RIBES – Rete Italiana Banche del Germoplasma, con l’obiettivo di coordinare e promuovere la conservazione della biodiversità vegetale a livello nazionale. Ad oggi, questa rete riunisce 17 banche dei semi distribuite in quasi tutte le regioni del Paese. La RIBES svolge un ruolo fondamentale nella protezione delle varietà vegetali autoctone e rare, favorendo lo scambio di informazioni e materiali genetici tra le diverse istituzioni coinvolte. Inoltre, la rete collabora con altre banche dei semi e centri di ricerca a livello internazionale, contribuendo alla preservazione del patrimonio genetico e culturale delle piante italiane.
La tutela della biodiversità è il nostro futuro
Che sia il loto sacro, simbolo di bellezza e forza, o antichi grani indigeni che potrebbero resistere ai cambiamenti climatici, ogni seme racconta una storia di sopravvivenza e possibilità. Le banche dei semi, spesso nascoste agli occhi del mondo, non solo conservano risorse genetiche vitali, ma forniscono veri e propri strumenti per creare pratiche agricole sostenibili ovvero tecniche che preservano l’ambiente, migliorano la qualità del suolo e riducono l’impatto umano sugli ecosistemi. Queste includono la rotazione delle colture per mantenere il bilancio nutrizionale del terreno, l’uso di fertilizzanti organici per evitare la contaminazione chimica e l’irrigazione a goccia per massimizzare l’efficienza idrica. Educano il pubblico sull’importanza della biodiversità e favoriscono la ricerca scientifica per lo sviluppo di nuove varietà di piante più resistenti e produttive. La loro esistenza permette di affrontare le sfide attuali e future migliorando la resilienza delle colture, ad esempio attraverso la diversificazione agricola che prevede la coltivazione di una varietà di specie vegetali. Questo approccio aumenta la resilienza delle colture, riducendo la vulnerabilità ai parassiti, alle malattie e ai cambiamenti climatici, e ottimizza l’uso delle risorse naturali. Insieme, queste pratiche rafforzano la sicurezza alimentare e la capacità di adattamento del settore agricolo alle sfide future.
