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Strategie di investimento ESG

Fondo pensione UK ritira 28 mld da State Street perchè non allineato a criteri ESG

Il fondo pensione britannico The People’s Pension ha disinvestito 28 miliardi di sterline dall’asset manager statunitense State Street e ha trasferito 20 miliardi a favore di Amundi e 8 miliardi a Invesco, gestori europei con un forte orientamento “net zero”. Il motivo a guidare questa decisione è stato infatti proprio il mancato allineamento ai criteri ESG dell’AM statunitense contro l’impegno per gli investimenti responsabili delle due società europee notoriamente indirizzate nella creazione di valore a lungo termine e forte focus sulla sostenibilità.

In un momento in cui l’attenzione verso i criteri ESG sembra vacillare, questa mossa sancisce una vittoria per gli investimenti sostenibili e ribadisce l’importanza della finanza climatica.

Una vittoria per gli investimenti sostenibili

La riallocazione degli asset di The People’s Pension, fondo pensione britannico da 33 miliardi di sterline, rappresenta una dichiarazione di intenti che riflette una profonda trasformazione nel modo in cui gli investitori istituzionali considerano la sostenibilità.

Dopo una revisione della sua politica di investimento responsabile, il fondo britannico ha dichiarato che le due società gestiranno i fondi “con un focus sull’investimento responsabile”. Mantenendo solo 5 miliardi di sterline State Street, che in precedenza gestiva tutti i suoi asset.

Focus sul clima per i nuovi mandati ad Amundi e Invesco

Il fondo britannico ha affidato un mandato da 20 miliardi di sterline ad Amundi, che si impegna a costruire un portafoglio azionario dei mercati sviluppati che non solo persegua obiettivi di rendimento finanziario, ma che sia anche strettamente allineato con la traiettoria di decarbonizzazione necessaria per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Questo mandato “climate-focused” si traduce in una strategia di investimento che integra diversi elementi chiave: la decarbonizzazione del portafoglio attraverso la selezione di aziende con basse emissioni e piani di transizione credibili, l’investimento in soluzioni climatiche innovative, la gestione dei rischi climatici attraverso l’analisi dei rischi fisici e di transizione, e la trasparenza nella rendicontazione delle performance di sostenibilità. Amundi svolgerà un ruolo attivo anche nell’engagement” con le aziende, utilizzando il proprio potere di azionista per promuovere pratiche sostenibili attraverso il dialogo con i dirigenti aziendali, il voto in assemblea e la collaborazione con altre istituzioni finanziarie. 

A Invesco è stata affidata la gestione di 8 miliardi di sterline destinate a obbligazioni sovrane e societarie, con un mandato che va oltre la semplice allocazione di capitali. Ha l’incarico di costruire un portafoglio che non solo generi rendimenti finanziari, ma che sia anche strettamente allineato agli obiettivi di “net zero”, privilegiando emittenti che dimostrino un concreto impegno nella riduzione delle emissioni di gas serra. Questo mandato si distingue per l’integrazione di un’approfondita analisi ESG, che valuta l’impatto ambientale, sociale e di governance degli emittenti, e per un approccio attivo, che prevede un dialogo costante e costruttivo con le aziende e i governi, al fine di promuovere pratiche sostenibili e guidare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

La sfida ESG nel mercato finanziario USA vs. Europa

La decisione di The People’s Pension si inserisce in un contesto di crescente tensione tra gli investitori a lungo termine e i gestori patrimoniali statunitensi. Questi ultimi, in seguito a pressioni politiche esacerbate dalla nuova elezione di Donald Trump e campagne di disinformazione, hanno mostrato una tendenza a declassare l’importanza dei criteri ESG nelle loro strategie di investimento.

Al contrario, i gestori patrimoniali europei, come Amundi e Invesco, hanno rafforzato il loro impegno verso la sostenibilità e la gestione attiva del rischio ESG. Proprio su tale divergenza si basa la decisione di The People’s Pension in cerca di partner finanziari più allineati con i propri obiettivi di investimento responsabile.

Il fondo gestisce 33 miliardi di sterline per quasi 7 milioni di membri e l’operazione nasce dall’intenzione di diversificare i suoi gestori di asset in seguito alla rapida crescita dei suoi attivi, che dovrebbero raggiungere i 60 miliardi di sterline entro la fine del decennio.

La decisione di The People’s Pension segna un punto di svolta a dimostrazione che gli investitori a lungo termine sono sempre più determinati a integrare i principi ESG nelle loro strategie di investimento, anche a costo di cambiare i propri partner finanziari. La pressione sui gestori patrimoniali per un maggiore impegno verso la sostenibilità è destinata a crescere, con importanti implicazioni per il futuro degli investimenti responsabili.

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