Il GRI (Global Reporting Initiative) ha pubblicato una nuova bozza di standard di rendicontazione della sostenibilità per il settore del tessile e della moda. Il documento è in consultazione pubblica ed è possibile lasciare feedback fino al 28 settembre 2025.
La consultazione, rende noto il GRI, mira a raccogliere opinioni sulla chiarezza, fattibilità, completezza e rilevanza dello standard, con l’obiettivo di supportare una rendicontazione più coerente, completa e significativa da parte delle imprese. Il nuovo GRI Sector Standard Textiles & Apparel è rivolto in particolare a tutte le aziende attive nella produzione e manifattura di tessili, abbigliamento, calzature e gioielleria, sia nel retail che nel commercio all’ingrosso.
Al centro dell’iniziativa, si legge in una nota, vi è l’urgenza di affrontare la scarsa tracciabilità e trasparenza nelle catene del valore globali di uno dei comparti più impattanti dal punto di vista ambientale e sociale. Lo stato dei fatti attuale rende difficile identificare, monitorare e gestire impatti significativi, come l’inquinamento idrico da sostanze chimiche pericolose, orari di lavoro eccessivi e discriminazioni di genere. Inoltre, le aziende operano spesso in più Paesi con normative e condizioni commerciali diverse, in contesti frammentati e filiere complesse. Fattori che rendono difficile per i consumatori e gli investitori valutare gli impatti reali dei prodotti. Proprio per questo è necessario un insieme coerente di metriche.
La bozza del nuovo standard individua in particolare 18 temi materiali, cioè quegli aspetti che rappresentano gli impatti più significativi delle aziende del settore sull’economia, sull’ambiente e sulle persone. Per 16 di questi, il documento propone richieste di rendicontazione specifiche per il settore, costruite o adattate da strumenti già utilizzati nel comparto.
Tra i temi più rilevanti ci sono:
- Uso di sostanze chimiche pericolose, in quanto il settore impiega migliaia di sostanze, spesso maneggiate senza adeguate protezioni o smaltite in modo improprio. Le disclosure richieste includono piani di emergenza, liste di sostanze vietate e impatti sanitari.
- Rifiuti, materiali ed economia circolare: il modello economico attuale ha un forte impatto su risorse, clima e biodiversità. Lo standard chiede alle aziende di descrivere come stanno evolvendo verso modelli circolari.
- Parità di genere e non discriminazione: in un settore in cui la manodopera è composta in larga parte da donne in ruoli poco qualificati, lo standard promuove rendicontazione su politiche, impatti, gender pay-gap e accesso ai ruoli apicali.
- Tracciabilità della catena di fornitura: lo standard richiede di rendicontare su come le aziende rintracciano l’origine dei materiali, ispirandosi allo standard GRI sull’agricoltura e pesca.
- Aree ad alto rischio e colpite da conflitti: data la vulnerabilità dei diritti umani in questi contesti, lo standard introduce requisiti di due diligence rafforzata e conformità al diritto internazionale.
Nuovi standard GRI: un processo partecipato
Il percorso di sviluppo dello standard è guidato da un Working Group multi-stakeholder composto da 21 esperti in rappresentanza di ONG, aziende, investitori e istituzioni del lavoro. Il gruppo lavora sotto la supervisione del Global Sustainability Standards Board (GSSB), l’organo indipendente responsabile dei GRI Standards.
Secondo Peter Dawkins, project lead del GRI, “il nuovo standard vuole aiutare le organizzazioni a integrare pratiche responsabili e a comunicare con maggiore efficacia i propri impatti ambientali, sociali ed economici.”
Il comparto è infatti responsabile di oltre il 20% dell’inquinamento idrico globale e genera ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti, con oltre metà dei capi che vanno a finire in discarica o all’incenerimento. Impiega inoltre circa 70 milioni di lavoratori, per lo più giovani donne spesso esposte a condizioni lavorative precarie, sfruttamento, molestie e lavoro minorile o forzato.
“Gli impatti del settore moda sono enormi, e riguardano tanto l’ambiente quanto i diritti dei lavoratori. Questo standard può essere una svolta per una rendicontazione più chiara, trasparente ed etica” aggiunge Chulendra de Silva, membro del GSSB
Per presentare lo standard, sono previsti due webinar gratuiti, il 21 luglio 2025 alle 17:00 e il 15 settembre 2025 alle 10:00.
