Independent Oversight Commitee Annual Forum

Assogestioni: Roma al centro della Corporate Governance per tre giorni

L’Italia diventa palcoscenico della corporate governance mondiale grazie alla prima volta in presenza dell’Independent Oversight Commitee Annual Forum, che ha riunito all’Ara Pacis di Roma molti dei maggiori esperti e practitioner a livello globale per una giornata di confronto ospitata da Assogestioni.

Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni

“Lo sviluppo di buone pratiche per la relazione tra investitori istituzionali e emittenti è un tema di grande tradizione nel nostro Paese e il fatto che proprio l’Italia sia stata scelta per la prima edizione in presenza del Forum annuale dell’IOC è certamente motivo di orgoglio”, ha affermato Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, aprendo la giornata di lavori. “Contribuire alla buona riuscita di questo incontro significa per Assogestioni dare prova del nostro impegno nei confronti della governance e del ruolo chiave che ricopre per la buona salute dei mercati finanziari e dell’economia nel suo complesso”, ha aggiunto il Direttore Generale.

Nel corso dell’evento sono stati presentanti i risultati dell’IOC Report 2022 redatto dal comitato di esperti designato da primari proxy advisor (ovvero società di delega che forniscono servizi agli azionisti per votare le loro azioni alle assemblee degli azionisti, di solito, di società quotate) per valutare il rispetto di specifici standard di qualità, integrità e trasparenza. Giunto alla sua seconda edizione, il Rapporto analizza nel dettaglio l’aderenza alle best practice internazionali dei principali attori dell’industria della ricerca e analisi in materia di voto degli azionisti di minoranza delle società quotate.

Stephen Davis, Presidente dell’IOC e Senior Fellow, Harvard Law School

“Questo forum a Roma ha dato il via a un test volto a capire se l’autoregolamentazione, monitorata da un organismo indipendente, possa far sì che l’industria della consulenza e ricerca in materia di voto continui ad operare in maniera adatta ai propri scopi”, ha spiegato Stephen Davis, Presidente dell’IOC e Senior Fellow alla Harvard Law School.

Il report: metodologia e risultati

L’industria della ricerca e analisi in materia di voto offre servizi di consulenza agli investitori istituzionali tipicamente utilizzati per prendere decisioni informate nel corso delle migliaia di assemblee degli azionisti che ogni anno sono tenute complessivamente dalle aziende quotate globali. In ottica di trasparenza e continuo miglioramento di un servizio di importanza sistemica per il funzionamento dei mercati dei capitali internazionali, i firmatari dei Best Practice Principle (BPP) for Providers of Shareholder Voting Research & Analysis (attualmente EOS di Federated Hermes, Glass Lewis, ISS, Minerva e PIRC), che complessivamente rappresentano la quasi totalità del settore, si sono impegnati a sottoporre ogni anno le proprie dichiarazioni alla revisione di un comitato indipendente, avente il compito di redigere un documento che analizza le loro condotte in merito ai principi di best practice condivisi e sottoscritti.

Il panel indipendente formato da primari rappresentanti del mondo economico-finanziario e accademico che compone l’IOC deputato alla valutazione di tali compliance statement si concentra su tre principi fondamentali: qualità del servizio, prevenzione e gestione dei conflitti di interesse, e trasparenza.

“L’IOC ha riscontrato miglioramenti sostanziali nel modo in cui le società descrivono la propria diversity, formazione interna e le qualifiche del personale, nonché le modalità di segnalazione – tutti dati, questi, che l’IOC ha richiesto lo scorso anno. Detto questo, il comitato ha avanzato a tutti e cinque i provider la richiesta di rendere note più informazioni sulle risorse impiegate per coprire i singoli mercati; sulle procedure di tracciamento degli errori; sulla prevenzione contro i conflitti di interesse; e sul se e come le aziende hanno modo di offrire un feedback sulla reportistica sui proxy. L’IOC ha incoraggiato ogni singolo membro dell’industria ad ampliare le sezioni dedicate a questi argomenti negli statement 2022”, ha così sintetizzato le principali evidenze Konstantinos Sergakis, Professor of Capital Markets Law and Corporate Governance, University of Glasgow School of Law

La valutazione di tali risultati relativi al periodo compreso tra luglio 2021 e giugno 2022 da parte dell’IOC è infatti di un ottimo grado di rispondenza fra principi e condotte riportate. All’interno del Report di quest’anno sono inoltre identificati casi particolarmente virtuosi per ognuna delle linee guida stabilite sui tre principi fondamentali (qualità, integrità e trasparenza), nonché alcune aree di miglioramento. Queste riguardano in particolare: una maggiore profondità di informazioni relative al modo in cui le specificità geografiche, settoriali e delle singole società quotate sono tenute in considerazione nel corso del processo di analisi, un maggiore dettaglio in materia di dati sul grado di gender diversity e una più ampia disclosure sulle fonti di fatturato in materia di prevenzione e gestione dei confitti di interesse. In materia di trasparenza e più in generale di interazione con emittenti, media e opinione pubblica in merito alla propria attività, l’IOC ha invitato i firmatari dei BPP a mantenere grande attenzione sui tempi di rilascio delle proprie analisi, in modo tale che sia sufficiente a garantire l’interazione con gli stakeholder, qualora necessario.

“Alcuni amministratori delegati hanno lamentato il fatto di potersi sentire costretti ad acquistare ricerche al fine di ottenere dai proxy advisor raccomandazioni di voto più favorevoli. I Best Practice Principles sono concepiti per controllare questi rischi attraverso trasparenza e protocolli. E il compito dell’Ioc è quello di farsi portavoce degli
stakeholder nel vigilare su tali guardrail. Laddove abbiamo riscontrato delle carenze, le abbiamo evidenziate nel corso di comunicazioni riservate con i proxy advisor interessati”, ha commentato Davis. “L’Ioc ritiene fondamentale che ogni proxy advisor renda chiaro e pubblico se, quando, come e dove svolge tali attività. Tale trasparenza è corretta nei confronti di tutti gli attori coinvolti. Se, ad esempio, un proxy advisor dialoga con alcune società e non con altre, l’IOC ritiene che i motivi debbano essere dichiarati apertamente”, ha aggiunto il Presidente dell’IOC.

“Più l’IOC saprà ascoltare il mercato e interagire in modo produttivo con le società di consulenza e ricerca in materia di voto, maggiori saranno le prospettive di poter affrontare efficacemente le questioni di questa industria”, ha concluso Stephen Davis.