Indici sostenibilità globali

Indici Dow Jones Sustainability, ecco le società italiane incluse

Risultati più che buoni per le società italiane emergono dalla revisione annuale pubblicata dal gruppo americano S&P Dow Jones relativa alla composizione dei Dow Jones Sustainability index.

Gli indici di sostenibilità della principale società mondiale di rating, benchmark e analisi, diffusi sin dal 1999, stilano una classifica delle migliori aziende quotate basata su criteri ambientali, sociali e di governance a lungo termine.

Il Djsi World utilizza un processo di selezione dei membri trasparente e fondato sullo S&P Global Esg Score delle società risultante dall’annuale S&P Global Corporate Sustainability Assessment (Csa). Il Csa è composto da un questionario con 100 domande, la metà delle quali concentrata sul settore di appartenenza. La valutazione viene calcolata su 23 categorie totali. 

La revisione degli Indici entrerà in vigore il 22 novembre prossimo. Tra le società di più alto profilo aggiunte al Dow Jones Sustainability World Index quest’anno emerge il ritorno di Alphabet (società madre di Google) che era stata eliminata l’anno scorso, così come Medtronic e Gilead Sciences. Tra le big sono invece state rimosse Nestlé, TotalEnergies e Humana.

Sono 14 le società italiane nel Dow Jones Sustainability World Index e 12 nel Dow Jones Sustainability Europe Index, una in più per categoria rispetto al 2020.

Tra le aziende italiane, alcune si sono distinte raggiungendo dei primati nel settore di appartenenza.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Gruppo Hera si è posizionato come il migliore di categoria. La multiutility, infatti, ha alzato ulteriormente il benchmark di settore raggiungendo un punteggio complessivo di 90/100 (in miglioramento rispetto agli 87/100 del 2020), contro una media del settore di 39/100. Le valutazioni ottenute sono state di 92/100 in ambito Environment, 90/100 in Economic & Governance e di 88/100 nel Social, con una posizione di leadership in tutte e tre le aree oggetto di valutazione.

Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi di cavi per energia e telecomunicazioni, si è posizionata al primo posto con punteggio a 87 punti nell’ELQ Electrical Components & Equipments. Il Gruppo è l’unica società produttrice di cavi inclusa nell’indice di sostenibilità più riconosciuto a livello globale. Prysmian ha ottenuto i massimi risultati (100 punti) nel’Innovation Management, nell’Environmental Reporting, nel Social Reporting, nella Talent Attraction & Retention, nella Materiality, nel Risk & Crisis Management e nell’Occupational Health & Safety.

Italgas, confermata per il terzo anno nel DJSI mondiale e inserita per la prima volta in quello europeo, ha ottenuto il punteggio più alto (90 su 100) nel settore Gas Utilities Industry su 28 aziende valutate nell’S&P Global Corporate Sustainability Assessment, con un miglioramento di 8 punti rispetto allo scorso anno. 

Anche Moncler ottiene il punteggio più alto (89 su 100) della categoria “Textiles, Apparel & Luxury Goods”, confermandosi per il terzo anno consecutivo negli Indici.

Nella categoria Aerospace & Defense la società italiana Leonardo si conferma per il dodicesimo anno consecutivo, posizionandosi in base ai dati del Csa con il punteggio più alto del settore. Il focus sulle tematiche legate alla sostenibilità è, infatti, uno dei driver del piano strategico “Leonardo Be Tomorrow 2030”.

Nel settore finanziario, quest’anno sono state 24 le banche inserite nel Dow Jones Sustainability Index World e 9 nel Dow Jones Sustainability Index Europe. Per l’undicesimo anno consecutivo Intesa Sanpaolo è stata l’unica banca italiana ad essere inclusa nei DJSI, con un punteggio complessivo pari a 83 su 100, rispetto a una media di settore di 38. È stato raggiunto il risultato massimo in 6 categorie su 23 totali, in particolare nelle sezioni relative a politiche e misure anticrimine, materialità, relazioni con la clientela, reportistica sociale e ambientale e inclusione finanziaria.

TIM si conferma per il diciottesimo anno consecutivo nel Dow Jones Sustainability Index Europe e viene inclusa nel Dow Jones Sustainability Index World. Anche Enel è stata confermata per il diciottesimo anno di fila, con un punteggio totale di 88 su 100. Enel è una delle sette utility elettriche quotate nel DSJI World, che include anche la sua controllata spagnola Endesa. 

Terna viene confermata, e rappresenta una delle sette utility elettriche quotate al mondo presenti negli indici, valutata con un punteggio totale di 89 su 100. 

Ottimi anche i risultati di Generali, che è stata confermata in entrambi i DJSI, collocandosi tra le prime cinque aziende al mondo del settore assicurativo in termini di performance di sostenibilità. 

Complessivamente, le società italiane hanno mostrato una grande attenzione al processo di selezione avviato da S&P Dow Jones, che indica una sensibilità ai temi ESG e al loro valore sui mercati finanziari. 

Negli anni, i tassi di partecipazione all’S&P Global Corporate Sustainability Assessment sono continuamente aumentati, con un numero record di 1.428 aziende che hanno preso parte alla valutazione di quest’anno, indicando che la sostenibilità rientra sempre più tra le priorità aziendali.