Bloomberg ha lanciato i Bloomberg Screened Choice Indices, una nuova famiglia di benchmark azionari nata per rispondere alla crescente domanda di strumenti finanziari che combinino trasparenza, sostenibilità e capacità di personalizzazione.
Gli Screened Choice Indices nascono con l’obiettivo di offrire agli investitori la possibilità di costruire portafogli personalizzati che escludino aziende operanti in settori non in linea con i propri valori oppure ritenuti controversi in ambito ESG. I nuovi indici adottano un approccio modulare basato su regole precise e le esclusioni vengono organizzate in sei grandi aree tematiche:
- Core: definisce i criteri di base per i prodotti di investimento sostenibili ed esclude le aziende attive nella produzione di carbone termico, nella produzione di tabacco e nelle armi controverse, nonché le aziende ritenute non conformi ai principi UNGC.
- Combustibili fossili ed energie non rinnovabili: esclude aziende legate all’estrazione e produzione di combustibili fossili e nucleare.
- Combustibili fossili potenziati: applica criteri più stringenti rispetto al modello precedente, eliminando qualsiasi forma di coinvolgimento diretto o proprietario nelle filiere dei combustibili fossili.
- Prodotti per adulti: esclude le aziende coinvolte nell’intrattenimento per adulti, nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nel tabacco.
- Armi: esclude le aziende coinvolte in armi controverse e convenzionali e in appalti militari.
- Condotta controversa: il modulo esclude le aziende che sono state segnalate come violatrici dei principi UNGC o coinvolte in gravi controversie ESG.
I moduli possono essere selezionati singolarmente, combinati o utilizzati come sovrapposizione in combinazione con altre strategie basate sugli indici azionari Bloomberg. Grazie a questa struttura modulare, i benchmark offrono flessibilità estrema: possono servire come riferimento “chiavi in mano” oppure essere personalizzati per riflettere specifiche politiche di esclusione adottate da fondi pensione, assicurazioni o asset manager.
Al momento del lancio Bloomberg rende disponibili 66 indici preconfigurati, suddivisi in tre categorie principali:
i Bloomberg Select Indices che applicano solo il modulo Core; i Bloomberg Select FossilEX Indices che combinano Core e Fossil Fuels and Non-Renewable Energy e i Bloomberg Screened Choice Indices che integrano tutti e sei i moduli.
Questi indici coprono 11 regioni globali, dai mercati sviluppati a quelli emergenti, includendo aree come Europa, Stati Uniti, Giappone e APAC, e sono disponibili sia in USD che in EUR.
La tecnologia dietro gli indici
Gli Screened Choice beneficiano della piattaforma proprietaria di Bloomberg, che integra il Bloomberg Industry Classification System (BICS). Questo sistema suddivide oltre 60.000 titoli in base all’attività economica, con sette livelli di granularità settoriale, aumentando così l’accuratezza dei filtri.
Per la parte ESG, Bloomberg si affida a Sustainalytics, tra i principali provider indipendenti di ricerca ESG, nell’analisi dei rischi ambientali e sociali, che fornisce dati su coinvolgimento settoriale, rispetto dei principi UNGC e controversie. In questo modo le esclusioni non sono arbitrarie, ma basate su fonti indipendenti e verificabili.
Governance, manutenzione e rischi
Un indice deve essere ribilanciato periodicamente e mantenuto quotidianamente affinché le azioni societarie riflettano accuratamente la performance aggregata dei suoi membri. In questo caso gli indici vengono rivisti trimestralmente per aggiornare le composizioni e ricostituiti semestralmente per riflettere cambiamenti strutturali.
Pur essendo concepiti per rappresentare in maniera trasparente i mercati azionari, non possono coprire ogni possibile esigenza degli investitori e implicano margini di giudizio nella loro costruzione. Bloomberg Index Services Limited (BISL) sottolinea che la metodologia può essere modificata nel tempo, con potenziali impatti sull’utilità degli indici, e che non è garantita la continuità della loro pubblicazione. Inoltre, la volatilità e l’illiquidità di alcuni mercati possono compromettere l’affidabilità dei risultati, generando talvolta esiti imprevedibili. Un ulteriore aspetto critico riguarda la dipendenza da provider esterni per i dati ESG, come Sustainalytics: la qualità e la stabilità delle valutazioni su cui si basano gli screening dipendono infatti da metodologie e aggiornamenti non direttamente controllati da Bloomberg. Eventuali revisioni o cambiamenti nei criteri dei fornitori potrebbero dunque influenzare in maniera significativa la misurazione dei benchmark.
