Dopo un lungo e difficile inverno per gli investimenti ESG (Environmental, Social and Governance), iniziano a emergere i primi segnali di primavera. Nonostante le turbolenze dei mercati nel mese di aprile, questo tema di investimento si è rivelato a sorpresa resiliente, dimostrando qualità difensive e offrendo al contempo performance solide.
Alla fine di aprile, i titoli del settore dell’energia pulita hanno registrato un aumento del 3% da inizio anno, quelli delle risorse idriche sono rimasti stabili e quelli della difesa hanno continuato a generare rendimenti assoluti elevati. Al contrario, gli indici S&P 500 e MSCI World hanno chiuso il mese in calo rispettivamente del 5% e del 3%, nonostante il forte rialzo registrato dopo il crollo dei mercati all’inizio del mese, in occasione del “Liberation Day”. Nel frattempo, i titoli energetici globali hanno accusato un calo del 12% nel solo mese di aprile.
Nel contesto di un approccio di investimento fattoriale, anche i rendimenti dei fattori ESG hanno registrato risultati eccellenti. Barra, un sistema ampiamente utilizzato per l’analisi dei temi di investimento, classifica l’ESG al terzo posto tra i fattori con le migliori performance da inizio anno, dietro al fattore “Dimensione” e a quello “Redditività”. Il fattore “Dimensione” riflette la differenza di performance tra le società di piccole e grandi dimensioni, mentre il fattore “Redditività” misura la sovraperformance delle società altamente redditizie. Questa resilienza è particolarmente sorprendente alla luce del sentiment prevalente negli Stati Uniti contro l’energia pulita e la diversità, l’equità e l’inclusione (DEI).
Forti caratteristiche difensive
Le turbolenze di mercato di aprile hanno ulteriormente evidenziato le qualità difensive delle strategie ESG. L’analisi di Barra mostra che durante i periodi di debolezza del mercato, come marzo/aprile 2025 e dicembre 2024, gli investimenti ESG hanno generato rendimenti positivi, offrendo stabilità quando i mercati erano in crisi. Queste caratteristiche difensive possono avvantaggiare i portafogli in periodi difficili, rappresentando un punto di forza per l’investimento responsabile. Continuiamo a monitorare attentamente queste tendenze e vediamo opportunità continue per gli investitori impegnati in strategie ESG.
Dopo un 2024 deludente, tutti i segnali indicavano che il periodo difficile per l’ESG sarebbe continuato anche nel 2025. Gran parte della performance debole dello scorso anno è stata alimentata dalla crescente critica da parte della politica, che ha preso di mira gli investimenti ESG e le iniziative di sostenibilità aziendale. Nel 2025, la nuova amministrazione statunitense ha intensificato queste pressioni con il suo programma “drill-baby-drill”, le minacce di smantellare iniziative chiave in materia di energia pulita come l’Inflation Reduction Act e un ordine esecutivo per revocare i programmi DEI aziendali. A peggiorare la situazione, i nuovi dazi sono destinati ad aumentare il costo della produzione di energia rinnovabile (ad esempio, oltre due terzi delle importazioni statunitensi di batterie agli ioni di litio provengono dalla Cina).
Allora, perché le prospettive dell’ESG sono improvvisamente migliorate?
L’ESG fiorisce in tempo per la primavera
La realtà è che, nonostante le critiche, i driver strutturali di lungo termine dell’ESG rimangono intatti e gli investitori sembrano coltivare i primi germogli. Le aziende continuano a impegnarsi nella transizione verso l’energia pulita, con le principali società globali dei settori tecnologico ed energetico che investono in modo significativo nella decarbonizzazione, parallelamente all’insaziabile fabbisogno energetico dell’intelligenza artificiale.
Nel frattempo, la nostra esperienza ci dice che i clienti orientati all’ESG, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti, continuano a dimostrare un forte interesse per la decarbonizzazione, la transizione e l’adattamento, rafforzando la sostenibilità a lungo termine di questo settore.
Il nostro recente documento Climate Investing: A Hierarchical Approach mette in evidenza come la transizione verso l’economia verde richieda investimenti per trilioni di dollari.
Sebbene una rondine non faccia primavera, un insegnamento fondamentale che possiamo trarre dall’episodio di sell-off dei mercati del “Liberation Day” è che stiamo iniziando a vedere la natura resiliente degli investimenti responsabili.
